Wentworth Miller and Amaury Nolasco in Prison Break (2005)

Prison Break: Recensione della prima stagione

Recensione della prima stagione Prison Break del 2015 realizzata da Paul Scheuring sul tema della giusizia.
prison break locandina prima stagione

Prison Break Prima stagione

Titolo: Prison Break
Anno: 2005
Paese: Stati Uniti d’America
Genere: Thriller, azione
Casa di produzione: Adelstein-Parouse, Original Television, 20th Century Fox Television
Distribuzione: Fox
Ideata: Paul Scheuring
Stagione 1
Puntate: 22 (45 minuti)
Attori principali: Dominic Purcell, Wentworth Miller, Amaury Nolasco, Robert Knepper, Wade Williams, Sarah Wayne Callies.

Trailer di Prison Break – prima stagione

Recensione di Prison Break Prima stagione

Un uomo decide di farsi incarcerare, per salvare il fratello, accusato ingiustamente nel braccio della morte. Questa è l’idea che ebbe Dawn Parouse durante una conversazione con Paul Scheuring (ideatore della serie televisiva) nel 2003. C’era bisogno però di ampliare il contenuto, di creare un panorama sociale e politico che avrebbe coinvolto ogni spettatore a combattere, sudare e soffrire insieme al genio co-protagonista di questa emozionante storia: Michael Scofield.

Trama

Ingegnere edile laureato con lode, Scofield ha guadagnato nel corso degli anni uno stile di vita degno di nota, possiede uno splendido loft a Chicago ed è una delle persone più stimate e rispettate nel mondo dell’edilizia. Tuttavia Michael ha passato tutta la esistenza all’aiuto del prossimo, in ogni occasione ha dato il massimo per chi più ne aveva bisogno ed ovviamente non è rimasto impassibile alla condanna a morte di suo fratello (Lincoln Burrows) per l’omicidio del fratello del vice- presidente degli Stati Uniti d’America (Terence Steadman). Di fronte ad un video in cui appare Lincoln armato di pistola sparare verso la macchina della vittima, non sembrano esserci dubbi e nemmeno Michael, incredulo, in quel momento sembra averne. Ma come in tutta la serie ci viene fatto capire, non sempre tutto è come sembra; infatti dopo diverse indagini condotte personalmente, Scofield capisce che il fratello potrebbe essere stato vittima di un complotto e che le persone che si nascondono dietro questa maschera sono più potenti della legge; l’unico modo per salvare suo fratello è farlo evadere. Per mesi cerca, studia ed elabora quello che si dimostrerà essere un piano di fuga perfetto:la sua smisurata intelligenza gli permetterà di tatuarsi addosso piantine di edifici e piani di fuga sotto forma di angeli, demoni, rose e bottiglie. Lincoln è rinchiuso nel penitenziario di Fox River alle porte di Chicago e questo si dimostrerà essere la chiave vincente, infatti qualche anno prima della vicenda Michael e la sua azienda ottennero l’appalto per la sostituzione di condutture interne alla prigione con la conseguente consegna di tutte le planimetrie di quest’ultima. Non sarà semplice nemmeno con un vantaggio simile, a Michael sarà amputato un dito del piede, avrà a che fare con assassini, psicopatici, ladri ma soprattutto con il capitano delle guardie (Brad Bellick) che farà di tutto pur di rovinargli l’esistenza sin dal primo giorno che egli metterà piede dentro quelle mura.

Curiosità di produzione di Prison Break Prima stagione

Nessuno lo direbbe, soprattutto dopo aver visionato tutti i ventidue episodi della prima stagione, ma l’idea di Prison Break inizialmente fu bocciata poiché il progetto sviluppato ed elaborato da Paul Scheuring fino a quel momento, non venne ritenuto adatto per una serie tv di lunga durata. Un anno dopo, la situazione mutò: dopo la distribuzione di Lost e 24, due grandi serie tv che ebbero un grande successo, Fox accettò di produrre Prison Break in collaborazione con altre due produzioni. Oggi come ben è risaputo la scelta fu saggia, ma a dirla tutta, inizialmente, il progetto prevedeva la realizzazione di dieci o massimo tredici episodi, tuttavia, conseguentemente all’amore instauratosi fra il pubblico e i due fratelli, si decise di portarli a ventidue. Questa scelta non passò inosservata: fra l’episodio tredici e quattoridi c’è una grande differenza: l’esecuzione di Lincoln era fissata per l’11 maggio, ma quella notte a Fox River nevicava. Mentre negli episodi precedenti si vedevano i detenuti affannati e sudati a causa del caldo, nell’episodio successivo si poté notare la neve. Anche se meteorologicamente impossibile, nel filmico questo improvviso cambiamento climatico fu giustificato appellandosi “allo stranissimo clima dell’Illinois”.

Analisi di Prison Break Prima stagione

Il tema chiave di questa vicenda è sicuramente la giustizia: già dopo i primi episodi capiamo che Lincoln è innocente, ma le prove utili a scagionarlo svaniscono man mano col proseguire degli episodi e insieme a loro tutte le persone che potrebbero rappresentare una minaccia allo spregiudicato piano del vicepresidente Reynolds, capo indiscusso di questa fantomatica congettura. I poteri alti, in Prison Break come nella realtà hanno il predominio, su questo sia la produzione che la regia svolgono un gran lavoro che nel corso della visione riesce a far riflettere molto lo spettatore sull’influenza e la corruzione che i sistemi governativi sono in grado di esercitare oggi come in passato. Questa trappola mortale sarebbe rimasta allo scuro di tutti se non fosse stato per Michael, l’unica persona realmente in grado di intuire quello che stava accadendo, grazie al suo smisurato ingegno. A questo proposito risulta coerente e simbolica la scelta del tatuaggio realizzato sul corpo del ragazzo : il disegno raffigura un angelo che attacca un demone sulla schiena e un demone che attacca un angelo sulla pancia e stando a quanto dichiarato da Paul Scheuring significa che Michael sa di star compiendo un atto che va contro la legge, ma lo fa per le giuste motivazioni. Da qui si può trarre il messaggio che Prison Break prima stagione lascia nella mente e nel cuore di ogni spettatore: uscire dalla legge per avere giustizia.

Uscendo per un attimo dal contenuto spettacolare, si possono evidenziare a livello strutturale diversi aspetti positivi ma anche negativi. Partendo da quelli positivi non si può non evidenziare l’uso perfetto del cliffhanger (un espediente narrativo usato dal cinema, in cui la storia si conclude con una narrazione brusca in corrispondenza di un colpo di scena o di un altro momento culminante caratterizzato da una forte suspense alla fine di ogni episodio, ma in generale anche all’interno di ognuno di essi. Un secondo aspetto è sicuramente la cura e l’attenzione a ogni particolare con cui è stata scritta la sceneggiatura, a partire dal piano di Michael, passando per i particolari della vita di ogni personaggio, che questo sia buono o cattivo. L’aspetto negativo oltre alla dissonanza climatica fra il tredicesimo e il quattordicesimo episodio, è la fallacia logica che si abbatte in molte situazioni, ma soprattutto in due occasioni: nel momento in cui Scofield sta per essere trasferito in un altro penitenziario, vediamo il direttore del penitenziario Henry Pope che interrompe il trasferimento appellandosi a una mozione presentata da Scofield il giorno precedente. Fin qui tutto bene. L’incongruenza, tuttavia, risiede nel fatto che durante tutta la stagione vediamo i due agenti dei servizi segreti (Kellerman e Haile) uccidere tutto e tutti coloro che si opponevano al loro volere, ma nel caso del direttore Pope non sarà così. Infatti una sua scomparsa o una sua uccisione in quel momento avrebbe sicuramente messo a repentaglio il piano di fuga dell’ingegnere. La seconda fallacia la possiamo evidenziare nel momento in cui Bellick viene legato e imbavagliato nelle tubature sotto la stanza delle guardie: se è vero quanto detto da un suo collega, ossia che senza Bellick a Fox River non si muove una foglia, non si riesce a capire come possa trascorrere così tanto tempo senza che alla sua assenza venga dato peso.

Note positive

  • Sceneggiatura
  • Montaggio
  • Regia
  • Recitazione

Note negative

  • Irrealtà (in alcuni casi)
  • Cambiamento climatico

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