Gretel e Hansel: rivisitazione originale dei Fratelli Grimm

Gretel & Hansel (2020) locandina film

Gretel e Hansel

Titolo originale: Gretel & Hansel

Anno : 2020

Paese di Produzione : Usa

Genere : Horror

Casa di produzione: Orion Pictures, Automatik

Distribuzione : Midnight Factory

Durata : 87 minuti

Regia : Oz Perkins

Sceneggiatura : Oz Perkins e Rob Hayes

Montaggio : Josh Eithier

Fotografia : Galo Olivares

Musiche : ROB

Attori : Sophia Lillis, Samuel Leakey,Charles Labalola,Alice Krige, Jessica De Gouw

Trama di Gretel e Hansel

Un giorno la giovane Gretel, abbandonata assieme al fratellino Hansel, decide di addentrarsi nel bosco, alla ricerca di cibo e riparo, ma ciò che vi troverà sarà tutt’altro che piacevole

Recensione di Gretel e Hansel

Gretel e Hansel, pellicola horror diretta dal figlio d’arte Oz Perkins, il quale propone una rivisitazione della fiaba dei fratelli Grimm, aggiornandola narrativamente e nella messa in scena. In primo luogo come si può già intuire dal titolo Perkins si concentra su Gretel, come eroina costretta a occuparsi del fratellino nelle vesti di un ruolo non suo, limitata dalla madre nell’adolescenza senza divertimento nel crescere (ottenuto solo con un grugnito spontaneo, perfetto nello sdrammatizzare, che ricolloca i due protagonisti nella loro realtà di ragazzini). La sofferenza di Gretel è causata anche dalla mancanza di empatia da parte di chi la circonda, perfino dello stesso fratello, che sia per la tenera età che per il contesto sociale in cui è cresciuto sfrutta la sorella, senza empatizzarci molto, anzi, rispondendole pure in modo cinico e spietato. Solo la strega sembrerebbe provare un po’ di compassione, difendendola anche da alcuni commenti inopportuni di Hansel, dimostrandosi una amica che però la proverà a portare nel suo fondamentalismo di chiusura al mondo esterno e di odio per gli uomini, considerati come esseri vuoti e facili da addomesticare.

Gretel e Hansel è un Film che racconta la fiaba, portandola però a numerosi e originali spunti di riflessione, mostrando il tutto con un’attenta fotografia degli interni spaventosi della casa, ma sopratutto mostrando con le ” allucinazioni” di Gretel il complesso sessuale presente nella ragazza, che inevitabilmente vede la pubertà (scena chiave nello scantinato) come un pensiero incessante e spaventoso. Nonostante le note positive, il regista però pecca nella sceneggiatura, creando subito  un buco con l’inserimento forzato del cacciatore, nelle riprese degli esterni che con l’utilizzo continuo ed evocativo della  triangolarità della casa (citazione a Midsommar di Ari Aster) non riescono a incutere timore come invece accade in alcune scene oniriche o allucinogene della giovane Gretel e del piccolo Hansel e infine anche per il poco coinvolgimento nel viaggio dei due per arrivare alla casa della strega. Un film quindi da vedere, che seppur compia degli errori grossolani e ingenui, mostra come Perkins sia un cineasta che abbia qualcosa da dire e in qualche modo con questa riproposizione è riuscito a farlo capire allo spettatore.

In Cosa è originale Gretel & Hansel

Il titolo della recensione, come avete potuto leggere definisce questo film come una rivisitazione originale della fiaba dei fratelli Grimm. Ma Perchè? Dove si trova l’originalità nel film di Oz Perkins?o almeno dove si può provare a cercarla ?

Procediamo con calma: Prima di tutto anche senza andare in sala si può notare il cambio del titolo fatto dal cineasta, ponendo il nome di Gretel dinanzi a quello del fratellino Hansel, atto che seppur a primo impatto possa sembrare una mossa di marketing per attrarre e simpatizzare con il movimento metoo e con il neofemminismo, dimostra invece di essere un titolo perfetto per la pellicola, poiché ancor più della fiaba nel film di Perkins si valorizza la forza, la tenacia della ragazzina e in questo caso si può dire il “girlpower” di Gretel. La giovane infatti è costretta a sopravvivere in un mondo che l’ha abbandonata a se stessa, costringendola a sopravvivere senza che nessuno la consideri. Se i Grimm non avevano tanto approfondito la sofferenza interiore di Gretel, inibita nella propria crescita, appare tridimensionale nella versione di Perkins, il quale è riuscito subito a capire chi fosse davvero la protagonista della fiaba. Come detto però il ruolo del cineasta non è stato solo quello di essere riuscito a capire dove andare ad approfondire la storia i fratelli Grimm, bensì anche quello di renderla “moderna” con la chiusura al mondo ( ed in particolare a quello maschile) della strega (SPOILER ALLERT) rifiutata però dalla piccola Gretel, la quale capisce che ha bisogno di separarsi dal fratellino, senza però abbandonarlo. Il personaggio della strega, con le dovute distinzioni è in perfetta relazione con alcuni movimenti femministi odierni, volti al disprezzo e alla denigrazione del genere maschile, quasi inibito anch’esso ( come la strega che tratta Hansel come un cagnolino). Gretel invece, forse è o sarà colei che dovrà possedere la magia per farsi finalmente sentire in un mondo che l’ha esclusa, senza diventare un essere autoritario, ma forse da lì potrà far partire un cambiamento epocale, che magari porterà i bambini a non essere vittime sacrificali degli adulti, ma individui liberi di godersi in pace la loro giovinezza, proprio quello che la protagonista non è riuscita a fare. Tale analisi sociale però è stato messa fuori gioco da una sceneggiatura troppo distratta a trovare complicazioni e inserimenti inutili (cacciatore), piuttosto che a rafforzare questa tematica tra le più dibattute.

Note positive

  • Originalità
  • Caratterizzazione di Gretel
  • Modernizzazione della fiaba

Note negative

  • Buchi di sceneggiatura (cacciatore)
  • Riprese poco evocative
  • Viaggio poco coinvolgente

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