The Day After – Il giorno dopo – Scheda Film

Titolo originale: The day After

Anno: 1983

Paese di produzione: Usa

Genere: Drammatico, Fantascienza

 

CAST TECNICO

 

Regia: Nicholas Meyer

Sceneggiatore: Edward Hume

Montaggio: William Paul Dornisch, Robert Florio

Dop: Gayne Rescher

Musica: David Raksin, Virgil Thomson

 

Aspect Ratio: 1.33 : 1

Durata: 2h 7m

Produzione: 20th Century Fox, ABC Motion Pictures

Distribuzione:  Amazon Prime

 

CAST ARTISTICO

Jason Robards, JoBeth Williams, Steve Guttenberg, John Cullum, John Lithgow, Bibi Besch, Lori Lethin, Amy Madigan, Jeff East, Clayton Day, Ellen Anthony, Doug Scott, Dennis Lipscomb, Lin McCarthy, Robert Florio, Kyle Aletter

The Day After – Il giorno dopo – Recensione Film

I catastrofici avvenimenti a cui avete assistito, con ogni probabilità, sono molto meno tragici di quelli che accadrebbero se gli Stati Uniti venissero  davvero coinvolti da una guerra nucleare. Ci auguriamo che le immagini di questo film convincano tutte le nazioni della Terra, tutti i popoli e i loro governanti a trovare il modo di evitare questa drammatica fine.

Cit. The day After – Il giorno dopo

Figlio di tempi incerti e pericolosi definiti dagli storici come Guerra Fredda, The Day After pone davanti agli spettatori e a tutto il mondo politico ciò che potrebbe accadere se l’umanità, in special modo l’Unione Sovietica e gli Usa, decidessero di dare inizio a un nuovo conflitto mondiale, guerra che verrà indubbiamente combattuta con armi nucleari, armi che andranno a distruggere inevitabilmente, a causa della loro portata distruttiva, la stessa vita dal pianeta Terra.  Non a caso lo sceneggiatore Nicholas Meyer ha deciso di inserire una frase pronunciata dal creatore della bomba Atomica, Albert Einstein che conosceva benissimo la materia di cui stava parlando:

Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta, sarà combattuta coi bastoni e con le pietre.

Cit. The day After – Il giorno dopo

Il Giorno dopo nasce per volere del presidente dell’ABC Motion Picture Division, Brandon Stoddard, il quale era rimasto molto colpito dalla visione del lungometraggio Sindrome Cinesi, che tratta, seppur in maniera diversa, il problema nucleare e dunque il film doveva essere un prodotto televisivo in grado di sconvolgere psicologicamente il popolo e i governi in maniera da rendere il più improbabile possibile lo scoppio di una pazzia mondiale di tal enormità.

Andato in onda sull’ABC il 20 novembre 1983, The day After fu visto da circa 100 milioni di cittadini americani e creò un grande scompiglio psicologico soprattutto da quelle popolazioni in cui gli eventi erano svolti, tanto che il canale televisivo per l’occasione aprì dei numeri verdi per fornire consigli ai visitatori.  Per spiegare il tutto nel miglior mondo possibile la rete americana tenne dopo la visione un dibattito scientifico tenuto da Carl Sagan e William Buckley jr.

The Day After (1983) missili

Trama

La storia si ambienta nella zona di Kansas City, luogo in cui si tiene una base missilistica nucleare. Viene ipotizzata un eventuale disputa di potere tra gli Usa e l’Unione Sovietica basata sull’armamento nucleare. Tale disputa porterà all’inizio della Terza Guerra Mondiale.

The Day After mostra la vita di semplici persone legate al loro nucleo familiare ed estranee a ogni decisione governativa.  Conosciamo un medico, una coppietta che si deve sposare, un militare che non vede l’ora di tornare da sua moglie e assistiamo alla loro trasformazione interiore ed esteriore causata dall’esplosione ed esposizione nucleare.

Analisi Filmica

Il lungometraggio di Meyer va considerato per il suo scopo finale ovvero quello di sensibilizzare il mondo a un enorme rischio ai tempi fin troppo sottovalutato e per il suo messaggio finale posto ai grandi poteri del mondo chiedendo agli Stati di evitare un tale disastro, ma se andiamo a osservarlo sotto l’aspetto narrativo cinematografico possiamo notare la sua pochezza essendo ai fin dei conti un lungometraggio di spettacolarizzazione degli eventi per renderli i più crudi possibili.

Il regista sceglie di mostrare l’argomento attraverso uno stile realistico e alquanto giornalistico partendo proprio dalla voce dei notiziari ascoltabile in maniera maniacale dai protagonisti in ogni apparecchio di comunicazione,  mostrando le perplessità e i timori dei personaggi che non prendono mai realmente sul serio il pericolo di un nuovo conflitto mondiale. Se tale scelta narrativa è valevole, non lo è la scrittura che rende il tema molto scontato e che va ad annoiare per un’ora narrativa lo spettatore. Prima dello scoppio della guerra non avviene molto se non una caratterizzazione dei personaggi, abbastanza priva di tridimensionalità e con alcuni dialoghi evitabili, e lo spettatore tende ad annoiarsi e non vede l’ora che la bomba esploda.

la fine del mondo the day after film

Le esplosioni nucleari sono il momento tecnico e registico più valevole dell’intera opera audiovisiva, quell’istante è davvero crudo e potente dal punto di vista visivo. Assistiamo alla morte di alcuni personaggi, gli effetti speciali benché imperfetti mostrano la morte in una maniera drammatica che non può non colpire il nostro cuore attraverso la visione di scheletri su sfondo rosso. Anche l’istante dopo lo scoppio, sorvolando alcuni limiti di coerenza narrativa, risulta la parte più interessante poiché assistiamo alla distruzione esterna e mentale dei protagonisti sopravvissuti che dovranno convivere con le terribili radiazioni. Da questo momento la morte è l’unico tema del film, da quella delle persone e animali fino a quella del Pianeta Terra. Anche questa parte però a lungo andare cade in un minutaggio eccessivo, volendo si poteva raccontare tutto il film in un ora e poco più e le due ore sono troppo anche a causa della lentezza di montaggio scelta dal regista.

Il film però fa il suo soprattutto nell’impatto psicologico creando una storia terribile e che purtroppo può realmente accadere. Il trucco e gli effetti speciali sono ottimi rendendo ancora più orrendi e drammatici gli eventi post-nucleare.

Note positive

  • Tema
  • Trucco
  • Effetti speciali

Note negative

  • Sceneggiatura con scene evitabili
  • Montaggio eccessivamente lente
  • Durata esagerata