recensione di Wonder Woman 1984

Wonder Woman 1984: La celebrazione dell’amor fati Nietzschiano

Wonder Woman 1984 locandina

Wonder Woman 1984

Titolo originale: Wonder Woman 1984

Anno: 2020

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Azione, Avventura, Fantastico

Produzione: DC Entertainment, Warner Bros.

Distribuzione: Warner Bros. Italia

Durata: 155 min

Regia: Patty Jenkins

Sceneggiatura: Patty Jenkins, Geoff Johns

Fotografia: Matthew Jensen

Montaggio: Richard Pearson

Musiche: Hans Zimmer

Attori: Gal Gadot, Kristen Wiig, Pedro Pascal, Chris Pine, Connie Nielsen, Robin Wright, Gabriella Wilde, Kristoffer Polaha, Ravi Patel

Trailer italiano di Wonder Woman

Diretto da Patty Jenkins, già regista di Monster e di Wonder Woman del 2017, il tanto atteso nuovo capitolo della saga DC è stato lanciato in Italia il 12 febbraio 2021, in streaming sulle piattaforme Amazon Prime Video, Apple Tv, YouTube, Google Play, TimVision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Infinity.

Nono episodio della saga, il film è stato fortemente voluto dalla regista, e negli Stati Uniti ha fatto registrare grosse critiche tra gli addetti ai lavori ma grande successo di pubblico. Come molti sapranno, la protagonista Diana Prince è il primo personaggio femminile della DC Comics, nato dallo psicologo William Moulton Marston e dal disegnatore Harry G. Peters nel 1941. Nelle prime edizioni italiane il personaggio di Wonder Woman si chiamava Stella, e nonostante il fatto che circolasse già in tutto il mondo, e che l’eroina “vestita d’America” fosse già acclamata tra i protagonisti principali del mondo dei fumetti, una vera pubblicazione in lingua italiana a lei dedicata è avvenuta solo negli anni ’90.

Wonder Woman 1984
Wonder Woman 1984

Trama di Wonder Woman 1984

Nessun vero eroe è nato dalla menzogna

Wonder Woman

Diana Prince è una bambina prodigio, e partecipa ai giochi in onore dell’amazzone Asteria su Themyscira contro le Amazzoni più anziane. Sta quasi per vincere la competizione quando Antiope la ferma facendola inciampare, per spiegarle poi che non è ancora pronta per vincere e che arriverà al traguardo, e sul podio, solo quando avrà compreso davvero il valore della verità.

Nel 1984, Diana è ormai una bellissima antropologa e difende l’umanità come Wonder Woman. Incontra per caso Barbara Ann Minerva, una timida ricercatrice alla quale l’FBI chiede d’identificare un misterioso oggetto rinvenuto durante una rapina sventata da Wonder Woman. Si tratta della “Pietra dei Sogni”, che cambierà per sempre le vite dell’intera umanità, quando ad entrarne in possesso è Maxwell Lorenzano, noto anche come Max Lord, uomo d’affari sull’orlo del fallimento, dipendente dalla biotina e padre single decisamente distratto.

Max brama potere e denaro più di qualsiasi altra cosa e grazie alla pietra riesce a far avverare i suoi desideri, ma decide di fare di più: per avere il pieno controllo del destino del mondo svela in diretta tv i poteri della pietra, scatenando il caos planetario. La pietra conferma la sua tradizione tragica, per la quale ogni civiltà con la quale sia entrata in contatto si è definitivamente estinta. Quando si è ormai vicini allo scoppio di una guerra tra gli Stati Uniti e la Russia, con centinaia di razzi già alti nei cieli, succede qualcosa d’inaspettato, Wonder Woman riesce a far leva sul punto debole di Max e disinnesca il meccanismo autodistruttivo. Un intervento che però pagherà caro, con l’unica cosa che abbia davvero sognato in tutta la sua esistenza.

Gal Gadot e Chris Pine in Wonder Woman 1984
Gal Gadot e Chris Pine in Wonder Woman 1984

Recensione di Wonder Woman 1984

Fa del tuo meglio e ricorda: la grandezza non è ciò che pensi. Prenditi tempo e osserva

Wonder Woman 1984

Un inno all’Amor fati di Nietzsche, il “non volere nulla di diverso, né dietro né davanti a sé, per tutta l’eternità”, in cui l’umanità tutta, accecata dal miraggio di poter realizzare ogni apparentemente lecito desiderio, è sull’orlo dell’autodistruzione. Come per il filosofo tedesco, anche per l’eroina di questo film tutto si compie senza troppa scelta, e l’unico discernimento possibile oltre l’annullamento è l’accettazione del proprio destino supremo, della causa per la quale siamo chiamati al mondo che incontra la causa dell’esistenza umana. Non esiste salvezza al di fuori dell’accettazione del compimento del proprio ruolo nel mondo, e in questa scelta c’è gioia, amore e giustizia. L’unica possibilità che si ha è nella ricerca della verità, che è universale e indipendente dall’umano pensiero.

Wonder Woman 1984 è una critica al pensiero positivo, in cui volere è potere, e una demonizzazione della cultura yuppie degli anni ’80, che ha abbracciato il capitalismo realizzandosi pienamente nella ricerca sfrenata della ricchezza, nella sua ostentazione, nel mito dell’efficacia e della forma fisica, nell’uso smodato delle vitamine che aiutano a sorridere e ad essere più felici. La protagonista della Jenkins è una donna abituata a vincere, moderna ed eterna, che lotta contro le ingiustizie e gli inganni, come altre donne altrettanto epiche hanno fatto prima di lei. E’ la protagonista tipica di un film anni ’80, con i capelli cotonati e i suoi idoli segreti. Un’Indiana Jones al femminile, ma suo malgrado.

Le critiche su Wonder Woman 1984 sono comprensibili, il film è molto distante dal fumetto originario, ma anche dalle prime trasposizioni televisive. Diana ha sogni comuni, da donna qualunque, una vita romantica con l’uomo che ama, per il quale sta per rinunciare ai suoi super poteri. Verrebbe da definirla al limite dell’ordinario, se non addirittura aderente ad un modello di donna maschilista. Eppure, nonostante tutto, Wonder Woman somiglia molto alla donna del 21esimo secolo, che vive felicemente senza un uomo accanto, ama la vita nelle sue molteplici espressioni, trova l’amore talvolta in un passante e ha ampiamente superato la cultura maschilista occidentale. Per quanto manchi del tutto della carica dirompente e anticonformista del personaggio originario, e che anzi invece sembri incarnare maggiormente proprio lo stereotipo – tanto rinnegato dal suo autore – della donna completamente dipendente dall’uomo da desiderare di perdere la propria identità per un modello di felicità comune, Wonder Woman 1984 è una donna forte e indipendente, di una bellezza mozzafiato ma che dedica tutte le proprie energie al combattimento per i propri ideali e per il bene. Tutto sommato, quindi, un modello di donna ancora oggi decisamente in controtendenza.

Note positive

  • Gal Gadot
  • Computer graphic

Note negative

  • Estetica anni ’80
  • Kristen Wiig personaggio negativo
  • Chris Pine che scompare

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