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Weekend (2020): Il thriller italiano ambientato in una baita

Locandina weekend 2020

Weekend

Titolo originale: Weekend

Anno: 2020

Paese: Italia

Genere: Thriller

Produzione: Eagle Pictures, Cipullo & Pezzi

Distribuzione: Amazon Prime Video

Durata: 83 minuti

Regia: Riccardo Grandi

Sceneggiatura: Alfredo Arciero Wgi, Claudia De Angelis, Riccardo Grandi

Fotografia: Timoty Aliprandi

Montaggio: Lorenzo Muto

Musiche: Daniele Grammaldo, Luca Proietti

Attori: Alessio Lapice, Eugenio Franceschini, Jacopo Olmo Antinori, Filippo Scicchitano, Lorenzo Zurzolo, Greta Ferro

Trailer italiano di Weekend

Trama di Weekend

Quattro amici di vecchia data – Federico, Giulio, Michele e Roberto – che si erano persi completamente di vista sette anni fa dopo la tragica morte di un loro caro amico, vengono invitati dalla madre di Alessandro, il ragazzo deceduto, alla sua mostra artistica. I quattro ora uomini e non più dei giovani ragazzi iniziano a festeggiare la serata riscoprendo la loro amicizia, ma proprio alla fine ognuno di loro perde i sensi, come se fossero stati drogati, davanti agli occhi dei partecipanti alla mostra.

Dopo un tempo indeterminato i quattro si risvegliano all’interno della baita che hanno frequentato proprio il giorno in cui Alessandro è deceduto in circostanze misteriose. Fuori c’è un paesaggio innevato e nient’altro, nell’abitazione non è presente niente, né acqua, né cibo. Hanno solo un informazione, una scritta rosso fuoco incisa sul muro “Verità” e un messaggio scritto in cui viene asserito che se nessuno di loro dice chi ha ucciso Alessandro tutti moriranno in quel luogo. Tra i presenti nascerà uno scontro d’accusa che porterà fuori tutti i segreti riguardante quella giornata passata e le loro identità.

Recensione di Weekend

Dopo la commedia sentimentale Tutto l’amore del mondo, Riccardo Grandi realizza un film divergente da quelli presenti nel panorama italiano e propriamente di genere come quello del thriller psicologico e d’indagine così poco trattato nel cinema contemporaneo d’Italia. Per rendere la sfida di sceneggiatura ancora più complessa e ardua il cineasta, al suo secondo lungometraggio, immette gran parte della storia all’interno di un unica ambientazione in una baita mostrandola nell’asso temporale di due giornate: il presente con i quattro uomini alla ricerca della verità e il passato, l’ultima giornata di festa insieme ad Alessandro e ultimo giorno in cui il giovane è rimasto in vita.

In questo film ho voluto ridurre all’essenziale gli elementi in gioco, con una rappresentazione asciutta e primordiale sia nelle relazioni tra i personaggi che nell’assetto narrativo. L’arco temporale breve, i pochi attori in scena e un’ambientazione circoscritta sono la sfida che ho lanciato a me stesso. È una sfida anche quella che il film lancia allo spettatore, specialmente se attento ai comportamenti dei protagonisti e ai dettagli.

Riccardo Grandi su Weekend

Prime Video Italia ha deciso di distribuire sulla sua piattaforma Weekend a partire dal 17 dicembre 2020, ma la visione – nonostante sia comprensibile la sfida voluta dal regista nel portare sugli schermi un genere non sfruttato dal cinema del nostro paese – è semplicemente sconsigliabile tanto che già dai primi minuti del film si denotano tutti i problemi narrativi e tecnici di quest’opera. Innanzitutto salta immediatamente all’orecchio il pessimo lavoro di registrazione del suono e di montaggio del suono in cui la parlata degli attori risulta poco comprensibile, anche a causa di una dizione non impeccabile, per un mix tra musica, rumore di sfondo e parlato che sa di prodotto non professionale. La sequenza iniziale mostra bene ciò che assisteremo durante la visione: una buona fotografia e una interessante regia che si dimostra l’arma in più del film solo nella capacità di scelte delle inquadrature mentre l’aspetto di direzione attoriale risulta piuttosto carente tanto che nessun attore si dimostra capace di una prova sufficiente anche a causa di una sceneggiatura mal scritta nei dialoghi e che si perde in evidenti buchi di trama, come l’affermazione (appena giunti nella baita nel tempo presente) che nessuno di loro sa esattamente dove siano, quanto sono già stati li in un passato non così remoto.

Fortunatamente la sceneggiatura adotta l’uso dei flashback per mostrare il giorno della morte di Alessandro, anche se sarebbe stato più interessante che tali eventi fossero narrati dai personaggi stessi rinchiusi nella baita, e tali momenti donano maggior interesse alla storia e la scrittura si dimostra più interessante, inversamente da quanto avviene della timeline presente dove si ha una pessima dialogica e caratterizzazione dei personaggi dove neppure i colpi di scena riescono a toccare il pubblico, nonostante una tematica che discute e mette in gioco il senso di vera amicizia che risulta interessante nella sua crudezza, peccato però che sia narrata male.

Note positive

Note negative

  • Interpretazione attoriale di tutto il cast
  • Direzione degli attori
  • Lavoro sul suono
  • Sceneggiatura
  • Pessimi dialoghi
  • Assenza di caratterizzazione dei personaggi

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