Warcraft – L’inizio: Un fantasy dal sapore posticcio

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Warcraft – L’inizio

Titolo originale: Warcraft

Anno: 2016

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Fantasy

Casa di produzione: Universal Pictures, Blizzard Entertainment, Legendary Pictures

Durata: 2 hr 02 min (122 min)

Regia: Duncan Jones

Sceneggiatura: Duncan Jones, Charles Leavitt

Montaggio: Paul Hirsh

Dop: Simon Duggan

Musiche: Ramin Djawadi

Attori: Travis Fimmel, Toby Kebbell, Paula Patton, Ben Foster, Dominic Cooper, Daniel Wu, Clancy Brown, Ben Schnetzer

Trailer italiano di Warcraft – L’inizio

RECENSIONE DI WARCRAFT – L’INIZIO

Ispirato al primo capitolo dell’omonima saga videoludica targata Blizzard, Warcraft – L’inizio vede alla regia un solido mestierante del calibro di Duncan Jones, alla sua prima vera grossa prova hollywoodiana dopo i due precedenti film di fantascienza più indie (Moon, Source Code) e ancora una volta anche sceneggiatore.

Il film non ha avuto una gestazione semplice. Nel 2006 per il progetto era stato fatto il nome di Sam Raimi, ma il tutto ha subìto continui rimandi e rimaneggiamenti, arrivando sullo schermo ben dieci anni dopo. Purtroppo, il risultato di questa sofferta lavorazione è solo una sensazione di occasione mancata, soprattutto in virtù delle interferenze della produzione che ha imposto a Jones tagli non indifferenti per ridurre a 120 minuti un lungometraggio che inizialmente sfiorava le tre ore.

TRAMA DI WARCRAFT – L’INIZIO

L’Orda degli Orchi è guidata con pugno di ferro dal feroce stregone Gul’Dan (Daniel Wu), ed è pronta a invadere il mondo degli umani, Azeroth, per colonizzarlo. Lo stregone detiene il potere su una forza magica oscura in grado di distruggere ogni cosa, e l’orco Durotan (Toby Kebbell) è convinto che la guerra che incombe possa annientare entrambe le razze.

Nel frattempo, il leader degli umani Anduin Lothar (Travis Fimmel) sta organizzando la resistenza contro gli invasori, chiamando a raccolta l’aiuto di un mago noto come “il Guardiano” (Ben Forster), ma presto si ritroverà a oltrepassare i suoi pregiudizi e ad allearsi con Durotan contro il comune nemico.

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Una scena di Warcraft – L’inizio
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Travis Fimmel in Warcraft – L’inizio

ANALISI DI WARCRAFT – L’INIZIO

A Jones sceneggiatore va dato il merito di aver costruito una storia lineare e dal ritmo sostenuto, ma l’aver rinunciato a una fine caratterizzazione dei personaggi e a colpi di scena incisivi fanno di Warcraft – L’inizio un fantasy fin troppo privo di mordente. La maggior parte dei personaggi è priva di carisma a stento cucitogli addosso dai dialoghi, e le interpretazioni non sono mai davvero sentite. In particolare il protagonista Anduin Lothar è inconsistente e basato solo sulla discreta presenza scenica della star di Vikings Travis Fimmel.

Nessuno degli umani incide davvero sul racconto, mentre molto più interessante è la storyline degli orchi, che pure dal punto di vista visivo lascia a bocca aperta. Per tutto il film si avverte la cura con cui i tecnici degli effetti speciali digitali hanno valorizzato la resa dell’universo fantasy e delle sue creature, generando un look estetico assai accattivante. A più riprese sembra di assistere alle migliori cinematiche del videogioco, ed è un vero peccato che le figure in carne ed ossa degli attori paiano inserite a forza in un ambiente così coeso e vivido per quanto l’interazione tra le singole parti è stridente (forse una realizzazione degli umani in performance capture come già fece Robert Zemeckis con il suo Beowulf avrebbe reso il risultato finale meno straniante).

Malgrado il buon lavoro in fase di regia a Duncan Jones manca la capacità di dare respiro epico all’azione, e l’aver ridotto gli eventi a una mera scazzottata tra umani e orchi priva lo spettatore di quel fascinoso world-building che rendeva tanto grande Il Signore degli Anelli, con fugaci accenni sulla presenza di altre razze lasciate in secondo piano.

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Dominic Cooper in Warcraft – L’inizio
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Paula Patton in Warcraft – L’inizio

Un epic-fantasy poco riuscito, insomma, i cui pregi lasciano intravedere cosa poteva essere se avesse avuto ben altro mordente: gli effetti speciali sono ottimi (cosa che è opportuno segnalare visto che il film è per il 90% caratterizzato dalla CGI); le belle musiche di Ramin Djawadi (Game of Thrones) scandiscono in maniera poderosa le varie fasi della storia; i personaggi di Durotan e Gul’Dan riescono a tenere desta l’attenzione del pubblico; e alcune sequenze d’azione non si dimenticano. Ma è troppo poco per convincere.

NOTE POSITIVE

  • Solida regia di Duncan Jones
  • Riuscita la storyline degli orchi
  • Bella colonna sonora
  • Ottimi effetti speciali

NOTE NEGATIVE

  • Sceneggiatura troppo all’acqua di rose per dare dimensione epica al racconto
  • Personaggi umani inconsistenti
  • Performance attoriali poco ispirate
  • Si avvertono i tagli imposti dalla produzione