Una storia a puntate: cinema vs serie tv

Non mi ritengo per nulla un Nerd, non credo nemmeno di essere un intenditore di cinema e neppure un cinefilo, certo passo la maggior parte del tempo libero a guardare film, ma non penso di potermi definire un vero e proprio cinefilo. Un cinefilo, secondo la mia visione, è un individuo che guarda tutto il mondo cinema, da ciò che gli interessa fino a ciò che non gli piace, sono quelli che devono guardare tutto ciò che gli giunge sotto mano e sott’occhio. Io sono un semplice appassionato di storie, che sfrutta soprattutto libri e cinema, per vivere ciò che non è possibile vivere, o fare qualcosa che non possiamo, per motivi diversi, fare. Si, sono un appassionato di storie e di favole che trova nel cinema il mezzo ideale per sognare, tanto da sperare un giorno io stesso di creare dei film per far sognare, secondo il mio percepire il mondo, gli altri.

Non sono un buono scrittore, ma per semplice amore verso il cinema, per un tipo di cinema che esclude alcuni generi (Western, spionaggio, politica, commedia italiana) ho intrapreso a recensire alcuni film, sotto “L’occhio del Cineasta”.

Io voglio che tutti voi che leggete i miei commenti, perché sono solo questo e niente di più, partite dal presupposto che ho alcune preferenze che mi portano ad apprezzare più un certo film e meno un altro. Ok!

Ho un preciso pensiero su come si differenzia il mezzo cinema dal  libro e come questi due unendosi, in un tipo di format, formeranno il nuovo universo cinema

Una storia a puntate: cinema vs serie tv

Il libro è nato molto prima della fotografia, del cinema e dopo l’oralità è stato il primo mezzo di espansione delle storie. Quando leggiamo una storia la nostra mente crea delle immagini, dei luoghi e dei personaggi che interagiscono tra loro. Prendiamo ovviamente spunto dalla descrizione dell’autore del manoscritto e su queste parole ci immaginiamo un mondo a nostro piacere senza grandi vincoli. Tutto questo non accade al pubblico di una sala cinematografica o ad una famiglia davanti alla tv. Il regista prende, come accade sempre più spesso (ahimé!), spunto da romanzi e crea, basandosi sulla sue esperienze, visione del mondo e immaginazione, una scena con dei  personaggi. Tutto si basa sulla sua visione del libro che può essere ben diversa da quelle dello scrittore e dei migliaia di possibili lettori. Una famiglia che guarda una serie tv vedrà esattamente le solite immagini, i soliti dialoghi, la solita musica, avrà spazio per emozionarsi ma non per immaginare.

Un gruppo di amici legge il solito libro; gli ambienti, i dialoghi e le parole sono le stesse per tutti, ma la mente le rende delle storie totalmente diverse attraverso la nostra individualità che è unica e che appartiene ad ognuno di noi, tutti abbiamo il nostro immaginario.

L’immaginario nel cinema, escludendo in parte quello surrealista, è solo quello dell’autore e non del pubblico, che lo prende così com’è, ovvero come prodotto finito. L’immaginario nel mondo libro, escludendo i fumetti, è quello dell’autore e dei lettori, quindi non è mai un prodotto totalmente finito ma ognuno si immerge in una dimensione diversa pur essendo il solito testo.

In un periodo lontano, ma non molto lontano, esistevano i periodici, ovvero giornali che pubblicavano romanzi a puntate. Un esempio famosissimo è “Le avventure di Pinocchio” di Collodi che usciva periodicamente a capitoli.

Oggi che cosa sta creando la settima arte?

Non è una bomba affermare che il cinema come struttura, come sala di proiezione, stia perdendo per vari motivi (prezzo del biglietto, film non di alto livello) e non mi appare azzardato pronunciare queste fatidiche parole: “Il prodotto che porta il cinema sul grande schermo è nettamente inferiore a quello che la BBC, HBO e altre reti producono con le serie-tv”.

Dal punto di vista tecnico gli sceneggiatori, gli attori delle serie (escludiamo quelle italiane) sono dei grandi competenti, perfino la ripresa e la fotografia non hanno nulla, ma proprio niente da invidiare ad un opera cinematografica.

Esce un pilot. Se questo piace, la serie andrà avanti se non va bye bye e largo al prossimo progetto. Forse questo metodo non è un granché, poiché all’apparenza favorisce il prodotto commerciale (alcune volte accade) ma se una serie è coinvolgente, seppur stravagante, continuerà ad esistere. E’ il pubblico che decide, siamo noi che decidiamo.

Esce una puntata, la storia si complica, i finali di stagione rimangono aperti e in punti di suspance  lo spettatore può solo aspettare e continuare a vedere la stagione successiva, appassionandosi sempre di più ai protagonisti.

In fondo queste serie tv non sono come un libro? In fondo le persone per strada non discutono di più di serie come Twin Peaks, Breaking Bad, Doctor Who, Game of Thrones del finale non apprezzato di How I Met Your Mother o di quello di Dexter e dei Soprano, della lentezza di narrazione di Walking Dead o della prossima stagione di Comunity che di un film?  Sinceramente non vedo così grande clamore quando esce un film, che badate bene, non sia un capitolo della saga di cinema ( Star Wars, Il signore degli anelli, Harry Potter, Star Trek, Avatar, Saw) o film con finali stuzzicanti e aperti che incuriosiscono lo spettatore a comprendere fino in fondo la storia ( Mr. Nobody, Strade Perdute, Mulholland drive, Inception ecc… )

Il futuro, almeno il prossimo futuro, non sarà in 3D, visto che dà fastidio a molte persone e notando che poche opere cinematografiche escono in questo formato, ma sicuramente sarà sempre più un continuo, cioè grandi film a capitoli come accade in un libro.

Con il tempo esisteranno sempre più film alla Star Wars con accanto degli ottimi film ad un episodio, scomparendo dalla vista tutti quei piccoli e insignificanti film, che non lasciano nulla allo spettatore, che uscito dalla sala dice “ Carino”.

Il successo delle serie tv non può passare inosservato, ma va ritenuto importantissimo come non va nascosta la popolarità, con i loro fan, dei serie – cinema.

All’anno escono migliaia di film, ma quanti film resteranno nella storia e nei nostri ricordi? POCHI.

All’anno escono tantissimi fillm, ma non trovate che le attuali serie – tv siano superiori??

Stefano Del Giudice

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2 pensieri riguardo “Una storia a puntate: cinema vs serie tv

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