Un sogno per Papà – Scheda Film

Titolo originale: Fourmi

Anno: 2019

Paese di produzione: Francia

Genere: Drammatico, commedia

 

CAST TECNICO 

Regia: Julien Rappeneau

Sceneggiatore: Julien Rappeneau

Montaggio: Stan Collet

Dop: Pierre Cottereau

Musica: Martin Rappeneau

 

Aspect Ratio: 2.35 : 1

Durata: 1 hr 45 min

Produzione: The Film

Distribuzione: M2 Pictures

 

CAST ARTISTICO

Maleaume Paquin, François Damiens, André Dussollier, Ludivine Sagnier, Lætitia Dosch, Pierre Gommé

 

Un sogno per Papà – Recensione film

Una storia tenera e un po’ magica quella che vede Julien Rappeneau dietro la macchina da presa per raccontare la vita di un ragazzino cresciuto in una periferia povera del Regno Unito, inaspettatamente reclutato dalla celebre squadra dell’Arsenal con la possibilità di risollevare, finalmente, dalle sue sfortunate sorti la propria famiglia sgangherata.

Il protagonista è il piccolo Theo, soprannominato “Formica”, e i suoi singolari familiari e amici.  Difficile stabilire un target prediletto di questa pellicola che può essere guardata con un certo divertimento sia da bambini che da adulti, con una lettura naturalmente molto diversa.

Francois Damiens veste i panni di Laurent, il padre alcolizzato che ha ormai perso ogni dignità e non riesce a tenersi un lavoro o a badare a suo figlio e che viene bonariamente perseguitato dall’assistente sociale che segue la famiglia con la speranza di farlo smettere di bere e renderlo finalmente in grado di accudire Theo. Il piccolo Theo, invece, è interpretato da Maleaume Paquin, la piccola star che conosciamo per il ruolo da protagonista nel film Remì.

Come per il primo film, ad ispirare Rappeneau è stata una graphic novel, che questa volta è il fumetto spagnolo Dream Team di Mario Torrecillas, dal quale il film però si discosta per ambientazione e contesto sociale.

Un sogno per papà ha qualcosa di una favola vissuta a occhi aperti, e raccontata tutta d’un fiato. E’ una storia raccontata dai dodici anni del protagonista e potrei dire dal basso. Con la voce di chi, con tanti sogni nel cassetto, ha bisogno di urlare per farsi ascoltare. Ha la capacità affabulatoria di una novella, e i toni divertenti di una commedia, che vuole convincere ma poi forse non ci crede fino in fondo.

motorino un sogno per papà

TRAMA

Theo è un ragazzino qualunque della periferia francese. Va a scuola come tutti, ha qualche amico, una grande passione per il calcio e una famiglia sgangherata. Il papà, Laurent, è un alcolizzato che passa da un bar all’altro, senza uno straccio di lavoro e una casa in cui stare. Per questo gli appuntamenti con Theo sono occasionali, per strada, segnati dai postumi delle sue bevute.

La mamma di Theo, Chloé, interpretata da Ludivine Sagnier, prova invece a ricostruirsi una vita con un nuovo compagno, l’affascinante Eric, interpretato da Nicolas Wanczycki, ed è combattuta tra la rabbia per i comportamenti incoscienti del suo ex marito e il desiderio che le cose si sistemino per tutti.

Nel mezzo di una routine a dir poco borderline s’inserisce uno spiraglio di rivincita sociale: Theo viene notato da un recruiter dell’Arsenal, che gli prospetta la possibilità di trasferirsi nel Regno Unito, magari con suo padre, se riesce a liberarsi dall’alcool. Purtroppo il provino del piccolo Theo però non finisce nel migliore dei modi per la giovane promessa, e viene scartato perché troppo basso.

Deluso enormemente, Theo decide però di dire una bugia, racconta a tutti d’essere stato preso, convinto che in questo modo riuscirà a cambiare per sempre la vita della propria famiglia. Nella sua impresa, eroica per quanto bizzarra, coinvolge i suoi amici del cuore, Max in particolare, un compagno di scuola, ora un hikikomori, che vive nella sua stanza navigando in Internet tutto il giorno. Non esce per nessun motivo, neanche per mangiare, studia da solo e si è costruito così un vero e proprio regno in quattro mura.

un sogno per papà

Da quel bunker aiuta Theo a tenere in piedi la sua bugia, hakera l’account dell’Arsenal e fa recapitare all’allenatore di Theo una vera e propria convocazione. Le vite di tutte le persone coinvolte cambiano improvvisamente: Laurent smette di bere e si ripulisce, preparandosi a partire con Theo; la mamma viene travolta dai cambiamenti che le accadono intorno, con un Laurent sempre più presente, Theo che studia sempre meno per impegnarsi nei suoi allenamenti calcistici; e l’assistente sociale che segue il loro caso rischia di perdere il lavoro per i continui colpi di testa di Laurent.

Una bugia a fin di bene si trasforma in una vera rivoluzione per la piccola comunità. Theo trascina tutti in un vortice di entusiasmo e di cambiamenti.

ANALISI FILMICA

Questa è la storia di un ragazzino che lotta per sostenere un uomo in cui non crede più nessuno

Un sogno per Papà trasporta lo spettatore nella periferia francese quella che in origine era una storia ambientata nella periferia di Valencia. Il contesto sociale è notevolmente diverso, pur trattandosi in entrambi i casi di margini della società, gran parte della credibilità del film è data dall’accuratezza nel delineare personaggi e ambienti.

Il film tratta argomenti sociali di una certa importanza come l’emarginazione, la depressione, l’alcolismo, la separazione, tutto con i toni tipici di una commedia, quindi con tratti divertenti e leggeri. Come dichiara lo stesso Rappeneau il film s’ispira a commedie come Full Monty e Billy Elliot, pellicole nelle quali argomenti seri vengono trattati con toni leggeri e divertenti, che ci avvicinano al sogno e alla favola, con una narrazione però assolutamente realista.

Francois Damiens interpreta egregiamente un uomo che perde inesorabilmente la propria dignità per poi riacciuffarla per un pelo, prima di rovinare per sempre il suo rapporto con il figlio e con gli amici che gli stanno accanto. Il personaggio che emerge è un uomo grosso e goffo ma anche tenero e dal cuore salvo. Il piccolo Maleaume Paquin, invece, conferma tutta la stoffa dell’attore vero, del quale sentiremo parlare ancora. Ha un’interpretazione tenera, com’è ovvio che sia per la sua giovane età, ma anche molto consapevole e penetrante. Pare che prima delle riprese Paquin e Damiens abbiano rotto il ghiaccio proprio giocando a calcio in un cortile.

un sogno per papà pallone

La descrizione dettagliata della vita di un hikikomori è interessante, considerata la diffusione che questo fenomeno, inizialmente relegato al mondo asiatico, si sta estendendo anche in Europa e nel resto del mondo.

La storia ruota intorno ad un mito e ad una bugia raccontata ad arte, quasi a creare un’aura di sogno intorno a delle vite complicate. Il calcio da sé è un mito contemporaneo, un sogno vissuto in maniera partecipata da adulti desiderosi di tornare bambini, fatto di eroi e di anti eroi, di imprese impossibili e di vittorie, nel quale anche gli attori secondari hanno una parte importante. Come in questo film, in cui i personaggi secondari arricchiscono la narrazione di poesia e di dolcezza.

Come dice lo stesso regista, più che un film sulla famiglia è un storia su persone comuni con vite un po’ complicate e alle quali accadono cose strane.  Una vicenda nella quale vorremmo incappare tutti, per il gusto di sognare ad occhi aperti e per il piacere che dà pensare con la mente di un bambino. Per la quale non esiste un dentro dei sentimenti e un fuori della realtà, ma tutto è possibile se lo pensi. E allora chiunque può trasformarsi in un eroe con le scarpette fortunate, e cambiare con il solo pensiero la vita degli altri, per trasformare un Pastis in Aranciata.

Note positive

  • Il racconto ha il punto di vista di un bambino.
  • La storia è interessante e divertente.
  • L’interpretazione dei protagonisti è coinvolgente e divertente.
  • Belli i costumi e il trucco.

Note negative

  • La storia non è pienamente credibile, manca della ricchezza immaginaria tipica di un bambino dell’età di Theo.
  • La fotografia, per quanto calda, non dà particolari emozioni.
  • La regia è un po’ piatta, manca di movimenti importanti.