Tutto succede infinite volte: Interstellar

 

“Ciao papà. Che gran figlio di puttana. Non ne ho mai registrato uno quando rispondevi perché ero furiosa che te ne fossi andato. E poi quando hai scelto il silenzio mi è sembrato di dover accettare quella tua decisione. Ma oggi è il mio compleanno ed è un compleanno speciale perché tu mi hai detto… tu mi hai detto che al tuo ritorno avremmo potuto avere la stessa età. E oggi ho gli anni che avevi tu quando sei partito. Quindi questo sarebbe un ottimo momento per tornare.”(Murph)

Lo spazio e il tempo sono le dimensioni che plasmano la realtà e su cui basiamo tutta la nostra esistenza; calcoliamo attraverso l’orologio e il cielo il trascorrere dei secondi o guardiamo su una cartina geografica dove noi ci troviamo o in che punto della galassia siamo; ma scientificamente e realmente sappiamo in cosa consistono?

Interstellar

Newton ipotizzò e credette che lo spazio è un luogo tridimensionale e che il tempo fosse uniforme e lineare, ovvero una strada dritta costantemente uguale in tutto l’universo. In ogni luogo cosmico in cui sostiamo, in un futuro indeterminato, noi abbiamo sempre il solito tempo, non inteso come ore di un pianeta, poiché sappiamo bene che variano, ma come tempo assoluto: ovvero un ora corrisponde ad un ora in tutto l’universo conosciuto e non conosciuto. Per molto tempo gli scienziati hanno accettato tale idea e ipotesi, fino a quando Albert Einstein dato vita ad una nuovissima conoscenza, molto rivoluzionaria: “La Teoria della Relatività”. Tutto è relativo.

Secondo il matematico l’apparente linearità del continuum Spazio – Temporale degli eventi dipende dall’osservatore: io sto scrivendo in questo istante questo articolo e secondo me c’è linearità temporale oltre che quella spaziale e domani quando mi ricorderò di questo avvenimento lo rileggerò come un tempo passato, escludendo – senza rendermene conto – che è possibile che in un differente continuum Spazio-Temporale io abbia appena provato a scrivere queste riflessioni causate da Interstellar.

Per un osservatore l’avvenimento X avviene prima di quello Y, mentre per un altro osservatore l’avvenimento Y accade prima di quello X.

Camminando per le strade del mondo crediamo alla legge di Newton ma il cinema apprezza e si ispira di più alla Relatività di Einstein, come accade nell’omonima serie tv Doctor Who dove il tempo e lo Spazio si modificano a vicenda.

Interstellar

 

Christopher Nolan, con la sua ultima fatica lavorativa, immette lo spettatore dentro la teoria dello scienziato tedesco: tutto è differente da luogo a luogo e nulla è uniforme, né lo spazio né soprattutto il tempo.

The time non è lineare ma è circolare, da un istante si può passare ad un altro istante, dal passato al futuro senza nessun problema. Tutto è possibile e tutto è ripetibile infinite volte ed avviene in continuamente.

La terra scarseggia di cibo: una piaga ha contagiato gran parte delle risorse agricole. Gli uomini sono diventati degli agricoltori poiché l’emergenza cibo è sempre più forte, e coltivare la terra è fondamentale. Tutti sperano che i raccolti nel futuro saranno migliori e che la terrà, loro pianeta d’origine, si riprenderà: l’umanità spera sempre  di riuscire a sopravvivere alla fine del nostro pianeta nativo.

 

 

Cooper, ex ingegnere e ora agricoltore, tramite un fantasma che sposta dei libri e grazie alla figlia Murphy, trova l’edificio segreto della NASA, ritenuta da tutti inattiva. Cooper scoprirà che la Terra non è salvabile e che degli uomini sono stati mandati dentro un warmhole, vicino Saturno, per scoprire il nuovo pianeta; lui viene scelto insieme ad un gruppo di scienziati di andare a recuperare questi individui. Lui rischiando tutto partirà per questa missione impossibile.

L’intera sceneggiatura si impianta sulla relazione tra Murphy e Cooper, un rapporto affettivo che valica il tempo e lo spazio. Lui parte per lo spazio, va nel primo pianeta e al suo ritorno sul Endurance scopre, attraverso i video-messaggi che riceve, che in tre ore trascorse per lui sono passati ben 23 anni terrestri e vede i suoi bambini ora persone mature; uomini.

Il tempo non è oggettivo ma solamente in base al suo osservatore. Mentre lui viaggia sua figlia cresce, fa esperienze e matura mentre lui resta identico. Le leggi del continuum temporale non sono sempre uguali, sono delle barriere superabili… ora non vi dico più niente sulla trama per non creare degli Spoiler, che odio tantissimo. Ci dovrebbe essere una legge punitiva per tutti quelli che per puro divertimento svelano i finali di serie e di film.

Il prodotto portato in questi giorni da Nolan al cinema, aspettato da tanti come un successone, un capolavoro mondiale, è un buon film: la prima parte ( quella sulla terra) è troppo sul narrativo e riflessiva, mentre la seconda ( quella spaziale) è ben realizzata.

Interstellar

 

Molti critici cinematografici affermano che le riprese e la storia siano simili a quelle di 2001:Odissea nello spazio… ma siete sicuri? Il film è ambientato nello spazio come quello di Kubrick, ci sono dei robot che qui sono buoni, hanno perfino un 90% di sincerità, e non malvagi come quello della navetta spaziale ideate da Kubrick, che cerca in ogni modo di distruggere i passeggeri.

Le immagini di pianeti sono la caratteristica predominante di Odissea dello spazio, che mostra di continuo  sotto una musica classica le bellezze dell’universo, mentre Nolan riprende raramente il paesaggio e se lo fa è solamente al fine di raccontare la trama e non per poesia cinematografica.

2001: Odissea nello spazio è un capolavoro mentre Interstellar è un semplice film, bello e interessante da vedere ma non un capolavoro.

interstellar

 

Note positive

  • Le immagini realizzate dei pianeti e soprattutto del buco nero sono veramente ben realizzate, quindi complimenti alla fotografia e tecnicamente è girato ottimamente.
  • Apprezzo il lavoro degli sceneggiatori sul fatto che hanno costruito il protagonista e il resto della combriccola di astronauti non come totali eroi, ma come semplici essere umani, con le loro paure e forze che metteranno anche a rischio la spedizione come si vede, quando Cooper e Amelia decidono di scappare da quella parte sconosciuta della galassia per ritornare in patria, dai loro cari… poi per fortuna ciò non avviene interamente.
  • La bellezza del film è il finale inaspettato che porta moltissime riflessioni nella mente dello spettatore, quel colpo di scena che ti aspetti da un regista- sceneggiatore come Nolan
  • L’aver impiantato la trama sul rapporto tra un padre e un figlio

Nota Negativa

  • La prima parte dell’opera ( il periodo sulla terra) è troppo lungo, mentre la parte intermedia viene narrata con troppa fretta e senza condurre ad uno scopo preciso.
  • L’incontro tra il padre e la figlia nel finale è orrendo. I due sembrano due estranei e non ha assolutamente senso… in fondo il film è basato sull’amore tra un padre e una figlia che è in grado di superare le dimensioni spaziali e il tempo

 

Stefano Del Giudice

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occhiodelcineasta

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7 pensieri riguardo “Tutto succede infinite volte: Interstellar

  • novembre 18, 2014 in 2:17 pm
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    Un film tecnicamente ben fatto ma che, se analizziamo attentamente la sfera dei dialoghi e una sceneggiatura a tratti incoerente, lascia l’amaro in bocca per le aspettative lasciate dalla visione del trailer…
    Un film sopravvalutato per la poca originalità delle immagini che, sebbene di grande suggestione, rimandano a pellicole precedenti (2001: Odissea nello Spazio o il più recente Gravity di Alfonso Cuaron).
    Il viaggio di Nolan come regista è ineccepibile ma è ora di smetterla di valutare il film in base alla più o meno notorietà del director; ci siamo lasciati trasportare da Inception, ci siamo abbandonati alla Trilogia de Il Cavaliere Oscuro, abbiamo osannato Memento ma Interstellar (che visivamente merita) non è al pari di film precedenti dello stesso autore.

     
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    • novembre 29, 2014 in 4:40 pm
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      Concordo in pieno con la recensione e con il commento. Un bel film, ma nemmeno il migliore di Nolan. Per quanto riguarda il paragone con Kubrick il motivo è semplice: siamo talmente abituati al nulla che un’inquadratura che si sofferma per più di 10 secondi su un pianeta i obbliga a tirare in ballo i capolavori del passato.
      Ps: io ho comprato Inception, Memento e la trilogia, ma non comprerei mai Interstellar.

       
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      • novembre 29, 2014 in 5:42 pm
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        Eh poi ogni volta che si intacca un tema filosofico é sempre difficile uscirne nel mezzo… O si osanna al capolavoro o non piace purtroppo

         
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      • dicembre 2, 2014 in 7:53 pm
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        Gia, poi per quanto possa essere visivamente coinvolgente non dimentichiamo che non è troppo originale e che alcuni personaggi (lo stesso Damon) sono scritturati non troppo bene!
        Inception bellissimo, anche the prestige *.*

         
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  • marzo 12, 2015 in 3:27 pm
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    Ottima recensione, differente dalla mia ma di grande effetto, poi mi hai persino citato Doctor Who, non potevo non mettere like!

     
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  • maggio 1, 2015 in 4:08 pm
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    ottima recensione… a mio parere il film lascia una montagna di riflessioni, sia dal punto di vista Scientifico che dal punto di vista filosofico… Che il tempo fosse circolare fu affermato già da parecchi filosofi greci. Tutto ritorna… Ma il film è talmente un capolavoro che lo spettatore ha un’ampia scelta di strade su come iniziare la sua riflessione. Una vera e propria ingiustizia non aver assegnato il premio oscar a questo film. Ho visto il film Bird… c’è un abisso di miliardi di anni luce!!!
    Viva nolan, viva interstellar!!

     
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  • maggio 16, 2015 in 12:42 pm
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    A me è piaciuto soprattutto il finale e credo che, in un certo senso, sia una possibilità. Non scrivo più di tanto per non svelarlo a chi non lo ha ancora visto 🙂
    Ciao

     
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