I fratelli in Tribes of Europa

Tribes of Europa (2021): Il futuro di un Europa scomparsa

Tribes of Europa (2021) locandina serie

Tribes of Europa

Titolo originale: Tribes of Europa

Anno: 2021

Paese: Germania

Genere: Fantascienza, avventura, dramma adolescenziale

Produzione: Wiedemann & Berg Filmproduktion

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Philip Koch

Stagione: 1

Puntate: 6

Regia: Philip Koch, Florian Baxmeyer

Sceneggiatura: Philip Koch, Jana Burbach , Benjamin Seiler

Attori: Henriette Confurius, Emilio Sakraya, David Ali Rashed, Melika Foroutan, Oliver Masucci, Benjamin Sadler, Ana Ularu, Robert Finster, James Faulkner, Robert Maaser, Patrick Pinheiro, Alain Blazevic, Sarah Bauerett

Trailer italiano di Tribes of Europa

Dalla casa di produzione Wiedemann & Berg Film und TV che aveva portato sulla piattaforma Netflix la serie culto Dark, ecco che nel 2021 esce sulla medesima piattaforma on demand un nuovissimo progetto seriale di solo sei puntante dal sapore post – apocalittico e fantascientifico come Tribes of Europa che verrà distribuito il 19 febbraio 2021.

La serie è stata ideata da Philip Koch è trae origine dagli eventi mondiali che hanno scosso l’unione europea a partire dal 24 giugno 2016 quando il Regno Unito, attraverso un referendum nazionale, ha fatto sapere la sua intenzione definitiva di abbandonare l’UE e il progetto europeista. L’ideatore della serie rimase così sconvolto che inizio subito a riflettere su ciò che sarebbe accaduto se tutte le nazioni avessero optato per uscire dall’Europa, da tale riflessione prende spunto lo scenario postapocalittico che troviamo in Tribes of Europa. Koch propose immediatamente il suo lavoro, che era già in fase avanzata, alla Wiedemann & Berg ma questi rifiutarono per mancanza di fondi e solo grazie all’enorme successo di Dark e della collaborazione con Netflix che voleva altri progetti oscuri come quello sulla cittadina di Winden, la serie tedesca prese nuova vita e linfa.

Emilio Sakraya in Tribes of Europa
Emilio Sakraya in Tribes of Europa

Trama di Tribes of Europa

2074. L’Europa fondata su poche e grandi nazioni riunite all’interno dell’organizzazione internazionale politica dell’Unione Europea non esiste più a causa di una misteriosa catastrofe globale che ha portato l’attrezzatura tecnologica a un blackout totale. Ora l’UE è costituita da micro stati, in cui le cosiddette Tribù lottano tra loro per ottenere una supremazia territoriale.

Tre fratelli della pacifica tribù degli Origine, che prediligono la vita all’interno della natura rimanendo lontani dalla civiltà e dalla tecnologia che considerano il male assoluto, assistono a un evento straordinario e nuovo per loro che andrà a scombinare per sempre le loro stesse esistenze. I fratelli Kiano (Emilio Sakraya), Liv (Henriette Confurius) ed Elja (David Ali Rashed), vedono nel cielo una specie di “aereo” che precipita all’interno della foresta. Recatosi sul luogo il giovane Elja trova uno strano cubo che nasconde immediatamente ai suoi stessi familiari e in seguito scova un pilota atlantideo gravemente ferito che conduce insieme ai fratelli all’interno della propria tribù, all’insaputa del capo e loro padre degli Origine.

Nel frattempo i Corvi, governati in maniera dittatoriale dal loro Capitano, hanno l’ordine e l’obiettivo di catturare il pilota Atlantideo e di far rintracciare un misterioso cubo che potrebbe permettergli di conquistare tutta l’Europa. Questi si recano così sul luogo dell’incidente e attaccano il villaggio degli Origine. La situazione dei fratelli da un giorno all’altro muta completamente, è ormai divisi dovranno trovare la loro strada per sopravvivere.

Il cubo di Tribes of Europa
Il cubo di Tribes of Europa

Recensione di Tribes of Europa

Strutturata in sei episodi narrativi, la serie tv Netflix Tribes of Europa si dimostra come un prodotto stratificato sia di genere che di pubblico, che fa del suo ritmo e dei molteplici eventi, racchiusi in una manciata di puntante, il suo punto di forza. Nella narrazione delle storie dei tre protagonisti narrativi non abbiamo mai un momento di tranquillità assoluta ma quel senso di guerra e di pericolo pervade tutti i momenti partendo fin dalla prima puntata che attraverso una regia ben fatta e una sceneggiatura accattivante riesce a immettere senza grandi spiegoni il pubblico all’interno di questo mondo frazionato in micro tribù che vengono presentate man mano la storia si sviluppa e si apre verso nuovi lidi futuri, con una seconda stagione che andrà ancor di più a mostrare uno spaccato di mondo che non abbiamo ancora conosciuto e intravisto.

La serie parte come un teen drama, come lo è stato lo stesso Dark, ma si inonda a si mescola entro un clima action, politico, interiore e d’avventura risultando godibile per un pubblico piuttosto ampio e variegato. Inoltre Tribes of Europa si dimostra un accattivante storia “popcorn” di facile visione che va a incuriosire e appassionare il pubblico che terminata la visione di questa prima stagione vorrebbe saperne ancora di più e non si sente sazio riguardo a questo universo esplorato fino ad ora. Al fianco di questo stile d’intrattenimento è però ben presentata nel sottotesto una interessante analisi politica sul senso d’Europa, riflessione che mostra chiaramente la situazione attuale dell’Europa che solo grazie alla pandemia globale del 2020 sembra iniziare ad andare verso un nuovo rinascimento filosofico divenendo il centro carismatico e unitario fondamentale per gestire la nuova e futura situazione globale.

Il creatore della serie crea un intero storytelling basato sulla concezione Europeista e pacifista attraverso le vicende dalla coraggiosa Liv, ben interpretata da Henriette Confurius (attrice famosa esclusivamente in Germania), che oltre a presentare la Repubblica dei Crimson pone l’accento su come dovrà essere la nuova Europa e su come andarla a fondare se con l’uso della pace e della diplomazia o attraverso lo scontro armato terroristico. Inoltre la repubblica Crimson mostra cosa deve essere realmente l’UE, ovvero un sistema che serve alla protezione delle tribù presenti sul territorio, fondante che negli ultimi anni l’unione europea sembra aver smarrito completamente. Se però la storia riguardante il tema europeistico funziona bene la stessa cosa non possiamo asserire sulla storia scelta e sull’evoluzione del personaggio di Liv che diviene a tratti eccessivamente banale dando più volte la sensazione che lo showrunner non sappia ancora cosa fare e dove condurre Liv nel proseguo drammaturgico.

Molto più interessanti risultano i percorsi e gli sviluppi caratteriali degli altri due fratelli. Kiano diviene schiavo di Lord Varvara, interpretata da una splendida Melika Foroutan che crea un personaggio dalle mille sfumature. Proprio tramite viene presentato al pubblico il mondo dei Corvi, combattenti onesti e fedeli al loro padrone e che non hanno mai paura di fallire o di morire. I Corvi appaiono come individui senza emozioni reali, emozioni che forse nascondono all’interno di una maschera di falsa crudeltà. Kiano indubbiamente si dimostra il personaggio che deve lottare più duramente per sopravvivere e la sua storia tocca i punti più drammatici mostrati in Tribes of Europa e il suo rapporto con Lord Valvara diviene uno degli elementi di maggior fattura della prima stagione.

Melika Foroutan in Tribes of Europa (2021)
Melika Foroutan in Tribes of Europa (2021)

La linea narrativa riguardante Elja invece racchiude tutti gli elementi classici della storia del cinema, riprendendo alla lettera la struttura scolastica de Il Viaggio dell’eroe. Nella prima puntata, attraverso una cerimonia sacrale, diviene un uomo e all’interno del suo mondo ordinario che viene distrutto dall’arrivo del pilota che gli dona una missione (chiamata all’avventura): portare il cubo all’arca e con esso salvare il mondo stesso da una minaccia ancor più spaventosa dei corvi. Successivamente proprio come vuole questa struttura narrativa, perfetta per le storie d’avventura come questa, farà la conoscenza del suo mentore, qui incarnato da un mercante di oggetti abbastanza sgangherato come Moses, interpretato da Oliver Masucci che il pubblico ricorderà nel ruolo Ulrich Nielsen in Dark. In Tribes of Europa l’attore si dimostra ancor di più all’altezza creando un personaggio ironico e fuori di testa che dona alla storia quel senso di avventura e comicità delicata alla serie che diviene perfetta all’interno di una storia di questo genere. Ovviamente Eljia incontrerà nuovi alleati ma anche molteplici nemici, che ahimè non fanno mai temere e non mettono mai a rischio la vita stessa di Eljia.

Il comparto tecnico e fotografico, ma anche di sceneggiatura, ricordano molto evidentemente il mondo di Dark, sopratutto attraverso alcune riprese boschive nella prima puntata e per gli spazi industriali e semidistrutti che vediamo anche in Dark 2. Lo stile recitativo e di atmosfera oltre a quello drammaturgico invece risulta completamente diverso, andando a creare una narrazione lineare e che possiede alcuni personaggi quasi grotteschi. Indubbiamente si vede che i produttori hanno voluto richiamare lo stile di Dark probabilmente per non rischiare dato che quel modello narrativo fotografico ha portato un enorme successo alla serie.

Tribes of Europa è una serie d’indubbio interesse, che non sarà un capolavoro ma allo stesso tempo non ha errori e buchi di trama ma tutto risulta chiaro e ben scritto, elemento non banale negli anni 2020. Noi la consigliamo a tutti gli amatori di un genere d’avventura – fantascientifica tendente però al teen drama.

Note positive

  • Fotografia
  • Tematica
  • Sceneggiatura

Note negative

  • A tratti è banale
  • La storia su Elja poteva essere più accattivante, apparendo a tratti troppo scolastica.
  • La storia di Liv risulta poco interessante

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.