La scoperta della gamba

Tre uomini e una gamba: il geniale esordio del trio comico milanese

Locandina

Tre uomini e una gamba

Anno: 1997

Paese di produzione: Italia

Genere: commedia

Durata: 98 minuti

Produzione: Rodeo Video Srl

Distribuzione: Medusa Film

Regista: Aldo, Giovanni e Giacomo, Massimo Venier

Sceneggiatura: Aldo, Giovanni e Giacomo, Massimo Venier, Giorgio Gherarducci, Lucio Martignoni

Montaggio: Marco Spoletini

Fotografia: Giovanni Fiore Coltellacci

Attori: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Marina Massironi, Carlo Croccolo, Maria Pia Casilio

Recensione di Tre uomini e una gamba

Esordio del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo al cinema, Tre uomini e una gamba è una commedia declinata al genere del road movie, infarcita di dialoghi divertenti ed intelligenti, priva di banalità e costellata da sequenze che hanno fatto breccia nell’immaginario collettivo. Mantenendo i loro nomi di battesimo – come faranno nella maggior parte dei film successivi – Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, affiancati dalla collega Marina Massironi, realizzano un lungometraggio che è divenuto un cult movie nella storia del cinema comico italiano perfettamente incanalato, a livello tematico e di sceneggiatura, nel contesto cinematografico degli anni Novanta.

Trama di Tre uomini e una gamba

Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre amici quarantenni, disillusi delle proprie vite e legati al negozio di Eros Cecconi (Carlo Croccolo), suocero dei primi due e prossimo di Giacomo. Durante l’afosa estate milanese, il gruppo inizia un lungo viaggio in automobile alla volta della residenza pugliese del Cecconi, ove sono in corso i preparativi delle nozze fra la figlia minore di questi e Giacomino. Oltre al compito di doversi portare appresso il cane del suocero, i tre amici debbono recare in Puglia l’ultimo acquisto fatto dall’uomo: una gamba in legno dell’artista di fama mondiale Garpez, oramai in fin di vita in un ospedale americano. Durante il viaggio on the road, Aldo, Giovanni e Giacomo si troveranno coinvolti in una serie di avventure, fra le quali l’incontro con la viaggiatrice Chiara (Marina Massironi), diretta in Grecia per trascorrere le vacanze estive.

Analisi di Tre uomini e una gamba

Tre uomini e una gamba è un film parzialmente ispirato dal romanzo umoristico Tre uomini in barca (per non parlar del cane) scritto da Jerome K. Jerome e pubblicato nel 1889. Trasponendo le avventure dei tre protagonisti dell’opera letteraria dal fiume Tamigi alle strade che percorrono l’Italia, il lungometraggio si rivela essere un road movie dalla vena comica perfettamente riflettente la realtà italiana degli anni Novanta, riscoprente le particolarità e le differenze fra Settentrione e Mezzogiorno. Lontano dunque dalle assurde e infime sceneggiature dei cosiddetti cinepanettori, l’esordio cinematografico del trio comico si erge a cult movie in quanto prodotto sincero ed intelligente, capace di far sortire dalla commedia una vena malinconica e nostalgica.

L’ingegno che si cela all’interno di uno script scritto a ben dodici mani risulta palese in specifici tratti e momenti del film. Basti pensare all’incipit della pellicola, ovvero, Giacomo intento a guardare un film, precisamente un gangster movie, interpretato dallo stesso trio comico; un vero e proprio cortometraggio con protagonisti i criminali Al, John e Jack, i quali saranno successivamente i protagonisti del lungometraggio del 2002 La leggenda di Al, John e Jack. Un inizio geniale che non nasconde un chiaro omaggio dei tre attori al genere noir americano, un tributo che verrà parimenti fatto, nel corso del lungometraggio, ad altri filoni della storia del cinema. In un certo momento della narrazione, infatti, i tre uomini e Marina – interpretata dalla brillante Marina Massironi – si ritrovano in un cinema di provincia e guardano un film appartenente al genere del neorealismo italiano: è Biglietto Amaro – chiaro omaggio al capolavoro del 1948 di Giuseppe De Santis Riso Amaro – film interpretato sempre dal trio comico connotato da quella tensione morale tipica del filone tramutata, tuttavia, in esilarante commedia; da segnalare, il mitico personaggio di Ajeje Brazoff interpretato da Aldo che ha permeato l’immaginario collettivo del Belpaese. Infine, un ultimo omaggio è riservato al genere gotic horror realizzato mediante l’espediente del sogno, nel quale si ritrova il personaggio del Conte Dracula, che così come altri sketch e battute presenti nel film, risulta ripreso dagli spettacoli teatrali e televisivi del trio comico.

Tre uomini e una gamba ha permeato la cultura italiana non solo attraverso battute memorabili ma anche mediante sequenze indimenticabili: la più celebre è sicuramente la partita di calcio Italia-Marocco giocata sulla spiaggia nella quale, attraverso la tecnica del ralenti, Aldo spunta dalla sabbia e con un colpo di testa manda a segno un incredibile gol; a incorniciare tale scena, la canzone Che cossé l’amor cantata da Vinicio Capossela, presente nella colonna sonora del film così come Stile libero di Claudio Sanfilippo e Ho imparato a sognare dei Negrita. Ma è anche mediante l’intelligente commistione di momenti comici e sequenze nostalgiche che il lungometraggio del trio occupa un posto d’onore nel filone della commedia italiana, soprattutto in virtù dell’idea di quotidianità che connota la pellicola, di una naturalezza che suscita il riso senza cadere nell’errore della volgarità.

Note positive

  • Il contesto quotidiano e verosimile entro cui si articola la storia, infarcito di battute comiche mai volgari e assolutamente naturali
  • L’idea di declinare il genere del road movie entro i canoni del comico
  • Gli omaggi cinefili ai filoni del neorealismo, del noir e gangster movie, del gotic horror
  • Le sequenze memorabili

Note negative

  • Incanalato nel contesto di distribuzione del film nelle sale cinematografiche, la presenza di molti sketch e personaggi ripresi dagli spettacoli live e televisivi del trio, temporalmente contemporanei alla pellicola, potrebbero aver lasciato intendere un’assenza di originalità da parte degli autori della sceneggiatura.

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