The social netfwork film

The Social Network: l’uomo prima del genio

The Social Network locandina

The Social Network

Titolo originale: The Social Network
Anno: 2010
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Genere: biografico, drammatico
Durata: 121 minuti
Produzione: Columbia Pictures, Relativity Media, Michael De Luca Productions, Scott Rudin Productions, Trigger Street Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing
Regista: David Fincher
Sceneggiatura: Aaron Sorkin
Fotografia: Jeff Cronenweth
Montaggio: Kirk Baxter, Angus Wall
Colonna sonora: Trent Reznor, Atticus Ross
Attori: Jessie Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Armie Hammer, Max Minghella

Trailer del film The Social Network

Trama di The Social Network

The Social Network è un film biografico sulla figura di Mark Zuckerberg, che racconta la fondazione di Facebook (2004) e le azioni legali contro di lui (2007), intentate dai gemelli Winklevoss e il socio Narendra per aver rubato loro l’idea originaria del social network, e sulla causa di Eduardo Saverin, cofondatore di Facebook, per aver diminuito la sua partecipazione percentuale nella società. Da queste due linee narrative, che si alternano tramite l’uso del flashback e della voice over, emerge chi si cela dietro la più importante invenzione dello scorso decennio.

Il primo arco temporale comincia nel dormitorio di Harvard, dove Mark crea con i suoi coinquilini e il migliore amico Eduardo il sito antenato del social network, a cui segue poi l’offerta dei gemelli Winklevoss di creare Harvard.net, che viene rifiutata ma di cui viene rubata l’idea alla base, quella che costituirà la struttura di Facebook. Il sito si diffonde poi anche nella West Coast, dove Mark si lascia abbindolare da Sean Parker, creatore di Napster in bancarotta che si aggrappa come un parassita alla società e che convince Mark a escludere da questa Eduardo.

Nel secondo arco temporale, ambientato negli uffici legali, si assiste alle conseguenze di queste azioni e quindi alle due cause legali nei confronti di un Zuckerberg ormai miliardario ma rimasto terribilmente solo.

Recensione di The Social Network

The Social Network è un adattamento cinematografico del romanzo The Accidental Billionaires: The Founding of Facebook, A Tale of Sex, Money, Genius, and Betrayal (2009) di Ben Mezrich, che arriva sulla scrivania dello sceneggiatore Aaron Sorkin e la cui regia viene proposta a David Fincher, che aggiorna così la sua lista di sociopatici, soli e incompresi (pensiamo a The Game o a Fight Club).

Definito un film generazionale, grazie alla portata dell’invenzione di cui racconta, e riconosciuto da National Board of Review tra i migliori del 2010, vince il premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, il miglior montaggio e la miglior colonna sonora nel 2011. Cosa ha spinto Mark Zuckerberg a creare Facebook? La risposta non va cercata in alcun algoritmo informatico, ma nella rottura iniziale con la ragazza Erica con cui ha evidenti problemi di comunicazione, lui che, poco dopo, avrebbe rivoluzionato per sempre il modo di comunicare di tutti noi.


Il punto di forza del film sta quindi nel rendere più marginale la questione Facebook, di cui comunque si mostra la creazione e l’evoluzione (da Facemash alla diffusione globale), per raccontare invece una storia universale, condita da quegli archetipi narrativi, quali l’amore, l’amicizia, la gelosia e il potere, che rendono Zuckerberg prima di tutto un uomo e poi un giovane genio dell’informatica. Aaron Sorkin si allontana dunque dal fenomeno tecnologico per focalizzarsi sulla figura dell’inventore di Facebook e sulle dinamiche conflittuali che si celano dietro a questo.

Mark è uno studente di Harvard, a suo agio solo davanti al computer, bevendo una Beck’s e indossando le sue ciabatte, e le cui azioni scaturiscono dall’umore del momento, dalla gelosia malcelata nei confronti del migliore amico Eduardo e dal desiderio di esclusività e di superiorità nei confronti dei gemelli Winklevoss. In questo senso, ognuno di noi, davanti alla propria ambizione, potrebbe essere Mark.

Eduardo e Mark
Fotogramma di The Social Netfwork


The Social Network sceglie la strada più tortuosa di avere come protagonista un antieroe, pronto a tradire, cinico e incapace di socializzare: quest’ultimo punto è ben restituito dalla penna di Sorkin che costruisce dei dialoghi velocissimi, dei botta e risposta, in cui spesso le parole si sovrappongono, e alcuni giochi di rime che esprimono l’incomunicabilità e l’ottusità di Mark. Egli tuttavia non è un «asshole», come lo definisce Erica all’inizio, ma un giovane ai limiti della sociopatia, accecato dall’idea di entrare a far parte di qualcosa di esclusivo e che vuole coronare il sogno americano dell’uomo della frontiera che nella West Coast, e poi in tutto il mondo, esaudisce i suoi desideri.

L’arco di trasformazione di Mark è sancito dal gesto simbolico finale della richiesta d’amicizia a Erica, che dimostra quanto la brama di successo non gli abbia fatto dimenticare il vero desiderio primordiale, quello d’amore, primordiale perché riguarda ognuno di noi. Egli non è più un antieroe ma un eroe tragico che, seppur miliardario, non ha più nulla con sé. Infine, la sceneggiatura di Sorkin, che descrive coraggiosamente una figura nota senza troppi fronzoli e luccichii, è confezionata dalla regia di David Fincher, che sostiene il ritmo e la musicalità dei dialoghi e che, con un largo uso del montaggio alternato, copre spesso i tecnicismi legati al mondo dell’informatica, comunicando ancora una volta allo spettatore quanto questi siano poco rilevanti rispetto ai valori universali rappresentati.

Note positive

▪ Buonissima sinergia tra regia, sceneggiatura e colonna sonora
▪ Recitazione puntuale
▪ Film per tutti, anche per i meno appassionati di tecnologia

Note negative

One comment

  1. Ottima sintesi, invita alla visione

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