Ben Hernandez Bray e Michael Chiklis in The Shield

The Shield 7: Il finale di Vic

Recensione del finale di The Shield 7 : la settima stagione della serie poliziesco di Fox su Vic
the shield 7 lcoandina

The Shield

Anno:2002

Paese: Stati Uniti

Genere:poliziesco

Casa di ProduzioneFox

Ideata: Shawn Ryan

Stagione: 7

Puntate: 13

Attori: Michael Chiklis, Walton Goggins, David Rees Snell, Benito Martinez, CCH Pounder, Jay Karnes, Catherine Dent, Michael Jace, Cathy Cahlin Ryan, John Diehl, David Marciano, Laurie Holden

Recensione di The Shield 7

Noi ci mettiamo comodi e assistiamo a questa guerra

The Shield 7×01

La serie tv di  Shawn Ryan durante le sue sei stagioni ha entusiasmato i fan del poliziesco innescando una evoluzione di rapporti all’interno della squadra di Vic scoppiato dalla storia riguardante il cosiddetto Treno dei soldi e scoppiato definitivamente nella 5 stagione con la morte del Detective Curtis ”Lem” Lemansky. La sesta stagione, partendo proprio da questo drammatico finale della quinta, ha avuto un declino narrativo ed era piuttosto evidente che la storia ormai era agli sgoccioli e così, dopo a mio avviso una stagione inutile, siamo arrivati agli ultimi tredici episodi che compongono gli ultimi attimi sul personaggio che abbiamo imparato a conoscere Vic Mackey.

Trama di The Shield 7

L’amicizia tra Vic e Shane ormai sta quasi del tutto scomparendo e i loro rapporti risultano piuttosto tesi. Quando Shane ritorna a casa trova la moglie Mara legata mani e bocca e con un nastro adesivo alla bocca. All’interno lo attendono impazienti Ronnie e Vic, questo vuole un chiarimento riguardo al rapimento effettuato da Shane di Corinne e Cassidy. Shane asserisce che le ha nascoste per proteggerle dato che la mafia armena sa del loro coinvolgimento nella rapina del treno e cerca vendetta contro loro e dunque contro le loro stesse famiglie che ormai sono in pericolo.

Da questo momento Vic ingaggia un agente per proteggere la sua famiglia che prova sempre di più un forte odio verso di lui e inizia a indagare insieme a Ronnie su Zadofian per comprendere se ciò che sta asserendo Shame sia vero. In tutto ciò l’uomo dovrà affrontare il suo lavoro da poliziotto nella periferia di LosAngeles e sopratutto su un caso riguardante un omicidio di due salvadoregni a cui andrà a interessarsi anche l’agente dell’immigrazione Olivia Murray.

Analisi di The Shield 7

Io non andrò a picco per Shane. O per te.

The Shield 7

La settima serie risulta dal punto di vista drammaturgico la più complessa mostrando molteplici fili conduttori narrativi che si vanno spesso a mischiare e unire tra di loro sempre nella medesima figura di Vic e di Shane, creando una stagione come mai accaduto in cui assistiamo a uno scontro frontale tra i due che non intendono arrendersi e perdere la propria battaglia della vita. In tutte questi fili conduttori che cercano di porre i nodi della serie alla sua conclusione Shawn Ryan decide di mettere nuova mano sul fuoco creando un nuovo personaggio come Olivia Murray su cui lo sceneggiatore decide di soffermarsi parecchio su questo personaggio che avrà un ruolo importante per il futuro con il nostro protagonista con cui avrà un rapporto piuttosto stretto e intimo nel corso della settima stagione, rapporto che non viene buttato in maniera casuale ma che è funzionale per il finale di The Shield 7, oltre che per spiegare ancor meglio la mente contorta e menefreghista di Vic che, qui come non mai sceglie di mettere sé stesso sopra tutto e tutti, a eccezzione della sua famiglia e dei suoi stessi figli.

La vicissitudini riguardanti il ruolo della mafia vanno a calare dopo la metà della stagione, sprecando in parte questo filo conduttore di assoluto interesse, ma la narrazione decide di soffermarsi sul cosiddetto Strike Team, la squadra d’assalto, in cui Vic e Ronnie scoprono che Shane ha ucciso il loro partner Lem e la storia, pur nella sue stupefacenti svolte narrative, diviene una disputa interna al gruppo fatta di repliche.

Se però la storia funziona bene nei suoi protagonisti gran parte dei personaggi secondari vengono quasi dimenticati e divenendo figure inutili allo show, un esempio riguarda Dutch che è stato ben utilizzato fino alla quinta stagione ( più o meno) ma poi, venendo messo in coppia con il detective Billings, scompare totalmente dai radar della storia principale, fino alle ultime puntate. Il grande detective ( geniale) delle prime tre stagioni non c’è più e questo è un peccato. Mi sarebbe piaciuto giungere ad uno scontro “realmente” finale e ben giocato da Dutch contro la Squadra d’Assalto.

Sprecato totalmente l’Agente Julien: nelle prime stagione eravamo più volte entrati dentro la sua storia personale, dentro la sua storia privata toccando temi come l’omosessualità. Lui è attratto dagli uomini ma non riesce ad accettare questo suo lato, per “guarire” decide di sposarsi con una donna. Il suo tema risalta – malamente –  fuori nell’ultima puntata della serie facendoci comprendere che nulla è cambiato.

A mio avviso la serie ha perso un sacco di storie e di occasioni per creare una storia più avvincente e togliere molte puntante che alla fine non servono per la trama principe.

La critica al sistema poliziesco in The Shield 7

Esattamente come SOA viene mostrato in maniera cruda e veritiera il mondo del crimine, inserendo in esso e senza salvarlo la polizia, i carceri e tutti i burocrati della FBI e della politica che ruotano intorno a queste strutture.

Aceveda è l’esempio più azzeccato per mostrare il gioco della politica: lui non è un poliziotto e per far carriera e divenire sindaco diventa – senza esperienza – capitano di un distretto di polizia. Lui rimane sempre un personaggio ” misterioso”: in apparenza sembra un debole e un buono, legato da molti vincoli morali, ma è in grado di accettare, per giungere al suo obbiettivo, ogni strada. Non per niente si allea spesso e volentieri con Vic, pur sapendo che razza di persona questa sia.  

Le indagini non sono mai facili, a volte non basta sapere che quello è sicuramente l’omicida ma servono sempre prove schiaccianti ed è per questo che porta gli agenti a dovere evadere “dalla linea buona” per incastrare il vero omicida. La squadra d’Assalto crea prove false, in continuamente, al fine d’incastrare i colpevoli.

Altra critica è spesa nei confronti dei carceri, che non sono luoghi di redenzione ma ben altro. Questi sono luoghi in cui non smetti di fare la vita sporca ma in cui ti “peggiori come persona”, per sopravvivere devi fare dei patti, entrare nelle gang e fare favori e commissionare omicidi all’esterno. La storia di Mithcelle mostra che in prigione esistono una marea di appigli per star bene e vivere bene.

Tutta la serie mette in evidenza la coppia Vic e Shame e quella di Claudette e Duthc: le due facce di una solita medaglia, la prima disposti a tutto per catturare gli omicidi, mentre i secondi seguono rigidamente le regole dando vita a lunghissimi interrogatori estenuanti.

I personaggi di The Shield 7

VIC: Una doppia faccia, un sacco di maschere addosso. Vuole mostrarsi sempre come una persona onesta, cercando sempre delle scuse per ciò che fa sul e fuori dal lavoro. Dà l’impressione di sentirsi spesso una vittima e di non capire che tutto ciò che gli accade intorno, tutto il male che espande, sia solo a causa sua. Lui afferma che la squadra d’assalto vale più di ognuno di loro, che tutti devono uscire puliti insieme, ma è realmente così?

Egoista, insensibile alle emozioni e stati d’animo degli altri, violento e fragile, quando gli serve. Una persona tutto di un pezzo che non prova un minimo dispiacere per ciò che fa. Ogni sua azione, alla sua anima corrotta è giusta e giustificata.

SHANE: il vero debole della storia, colui che si fa trascinare da eventi più grandi di lui e che non riesce più a sostenere. Tutto il suo mondo pian piano scricchiolerà e lui stesso incomincerà a perdere il controllo. Non è un malvagio, ma si è ormai fatto sedurre da Vic, in cui – forse – lo rappresenta come una figura paterna, un padre severo da cui non vuole farsi vedere debole. Lui vuole imitare Vic, quando però non è in grado di farlo, non essendo cinico e spietato come il suo collega.  Mi sarebbe piaciuto vedere un vero scontro tra i due, ma la fine di Shame è adatta al suo personaggio: romantico, pazzo e crudele.

Il finale di The Shield 7

Non me lo aspettavo in questo modo.

Non ne sono rimasto pienamente soddisfatto. Avrei voluto che Ronnie avesse preso la situazione in pugno, che non si dimostrasse per l’inetto schiavo di Vic. Ronnie è sempre stato presente nei guai dei suoi compagni ma alla fine non si è mai sporcato veramente le mani… forse non si accorgeva nemmeno di ciò che stava compiendo con la sua gang. Avrei desiderato la scena in cui Ronnie scoprisse che Vic aveva ottenuto l’immunità totale solo per lui e lo aveva incastrato. Come finale avrei adorato il loro duello finale all’ultimo sangue, con la vittoria di Vic, che si trasformava oramai in vero mosto della storia.

Il finale invece vede: tante storie aperte ( Aceveda diverrà mai sindaco?) e tutti puniti eccetto Vic, che con l’immunità in mano continua la sua vita… continua la sua vita come lui non vorrebbe, dandogli un pugno terribile nello stomaco. Ora è nell’FBI, fuori dalla strada ma in un piccolo e stretto ufficio indossando giacca e cravatta.  Il vero Vic lì è fuori dal gioco, ma è in panchina per tre anni. La sua famiglia è sotto la protezione testimone e non potrà più rivederla. I suoi amici sono ormai perduti.

Interessante il momento in cui posiziona tutte le foto sulla sua scrivania: non compare sua moglie, non compare Shame e Ronnie, ma solo le foto dei suoi figli e del suo unico amico ( deceduto prima di poter scoprire chi fosse realmente) Lenin.

L’ultima scena mostra la sua tristezza ma anche tutta la sua cattiveria. La sua faccia esprime << Io sono qui, sono libero, sono pulito. Voi siete morti e in carcere. Ho sconfitto tutti e tutto. Ora ho tutto il tempo per riconquistare la mia famiglia.>>

Riprende la pistola e esce dall’ufficio. Segno che Vic non è morto ma che ha perso la maschera divenendo il mostro che è sempre stato.

Note positive

  • Una sua potenza è quella di essere alla base un classico poliziesco a puntate, che sono a sua volta unite da una trama più ampia
  • La scrittura dei personaggi
  • Il finale aperto
  • La fine di Shame

Note negative:

  • Troppe puntate che non aggiungono nulla alla trama
  • Il rapporto tra Vic e la Moglie troppo assurdo
  • Aver inserito il tema dell’autismo e non essere mai riusciti a trattarlo come si deve.
  • Personaggi secondari mal sviluppati
  • Troppo carne al fuoco mal sfruttata nel finale

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