The Politician 2 recensione serie tv

The Politician 2: Nuova stagione, stessa storia

The Politician 2 locandina

The Politician 2

Titolo originale: The Politician 2

Anno: 2020

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: commedia nera, commedia drammatica, dramma adolescenziale

Produzione Netflix

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Ryan Murphy, Brad Falchuk, Ian Brennan

Stagione: 2

Puntate:  7

Attori: Ben Platt, Zoey Deutch, Lucy Boynton, David Corenswet, Julia Schlaepfer, Laura Dreyfuss, Rahne Jones,

The Politician 2 – Trailer ufficiale di Netflix

Trama di The Politician 2

Sviluppandosi direttamente dal finale della precedente stagione, The Politician 2 vede il protagonista Payton Hobart proporsi alle elezioni come senatore statale dello stato di New York e, con il suo team di giovani esperti, dovrà vedersela con un avversario di tutto rispetto. Riuscirà a vincere le elezioni e avvicinarsi sempre di più al suo sogno di diventare Presidente degli Stati Uniti D’America?

Recensione di The Politician 2

Uno dei più talentuosi e grandi registi e sceneggiatori che abbiano mai calcato le scene di tutto il mondo è Ryan Murphy, creatore di alcune tra le serie tv di maggior successo di sempre e ormai diventate cult. Non solo riesce a inserire sempre un ottimo quantitativo di denuncia sociale, emancipazione di genere, personaggi credibili e interessanti e una storia che tiene incollati allo schermo, ma ha anche la sopraffina capacità di riuscire a spaziare tra una marea di generi differenti (horror, musical, storico, thriller, teen drama e molto altro). Tuttavia il nostro caro Murphy non è impeccabile, anzi! Tantissime sue serie hanno subito un fortissimo calo nella qualità della scrittura e nell’utilizzo delle idee, provocando una perdita d’interesse verso il prodotto. Possiamo citare le prime frizzanti quattro stagioni di Glee e le più insulse quinta e sesta, con American Horror Story è piuttosto unanime che le prime quattro stagioni fossero strabilianti (sebbene la terza iniziava a prestare il fianco) e dalle successive è iniziata una perdita della qualità, American Crime Story mostra una prima sfilza di episodi di pregio e una seconda meno accattivante e il più grande timore nell’approcciarsi a vedere The Politician 2 era se sarebbe stato all’altezza della strepitosa prima stagione. Scoprite in questa recensione se il risultato è positivo o negativo.

The Politician 2: Nuova stagione, stessa storia 3
L’immagine promozionale della stagione

Dalla prima alla seconda stagione

Cosa proponeva la prima stagione alla sua conclusione? Un protagonista più sensibile, più maturo e con un arco narrativo completo e, per lo più, concluso. Lo stesso era per tutti i comprimari che si erano perfettamente evoluti. Cosa propone questa stagione 2? Di positivo sicuramente dei bei colpi di scena e degli intrighi inaspettati, con situazioni che fino all’ultimo si intersecano fra loro in un labirinto di giochi di potere. Nemmeno Il Trono Di Spade riesce a fare meglio di così! Inoltre la prova attoriale è sempre di altissimo livello, in particolare delle splendidi nuove attrici che interpretano due tra i personaggi più particolari, profondi e con la parabola psicologica più complessa della stagione. Ci si riferisce alla candidata Standish e alla sua assistente che propongono non solo un modello di donne forti e pronte a combattere per ciò che trovano giusto, ma in grado di imparare dai loro errori e migliorare e maturare divenendo credibili e non il solito monodimensionale duo di antagonisti che si vede in tv. Un bel finale e il solito piglio tra l’ironico e il brillante fanno da cornice a una serie ricca di contenuti come la discriminazione razziale e sessuale per denunciare la società contemporanea senza risultare stucchevole, come propone quasi sempre Ryan Murphy.

Purtroppo, però, la stagione non è affatto riuscita per tre macro problemi e qualche sbavatura di troppo che rendono questo The Politician 2 piacevole, ma non di alto livello e carico di potenziale come per la prima stagione. Dove risiede il problema dunque? Innanzitutto nei personaggi. Se le new entry sono interessantissime e si evolvono magnificamente, i vecchi beniamini ricevono un trattamento di scrittura assurdo, il che fa pensare che uno dei problemi di Murphy possa essere l’incapacità di sviluppare un personaggio per più di un arco narrativo alla volta.

Per proporre un esempio significativo si faccia riferimento ad Astrid che da ragazza viziata e insicura diviene, alla fine della prima stagione, una donna sicura di sé, forte e matura. All’inizio della stagione 2 il suo arco narrativo viene azzerato e torna ad essere una ragazzina volubile, in cerca del proprio ruolo e incapace di prendere una posizione, tutte qualità che vengono modificate positivamente, di nuovo, nelle ultime puntate. E allo stesso modo Payton torna ossessivo e immaturo per crescere a fine stagione (di nuovo), James torna a essere invidioso marcio di tutti, McAfee è dipendente dall’approvazione altrui, Alice gelosa e in cerca di se stessa, Infinity torna a essere una stramba pazzoide e Skye diventa nuovamente un personaggio secondario al limite dell’inutilità. Tutti i protagonisti e i comprimari della prima stagione non ricevono un’evoluzione ma un’involuzione per poi poter svolgere le stesse identiche azioni, errori e percorsi narrativi che li porteranno a maturare, ancora una volta, nel finale.

La sceneggiatura inoltre, per quanto di alto livello e con ottimi colpi di scena, diventa ancora più folle e stravagante di prima, e non in positivo. Saranno tante le scene che certamente volevano essere sagaci o ironiche, ma risultando macchiettistiche, forzate e irritanti (ad esempio tutta la questione dietro Girolamo o la donna in coma senza respiratore o altra strumentazione medica). Non essendo questa una serie comica risulta durante la visione una sensazione di incomprensione con molte scene troppo assurde, sebbene non tutte. Inoltre il ritmo è meno incalzante e incisivo, risultando noiosa dopo poche puntate. L’episodio totalmente filler incentrato sugli elettori non è poi molto gradito. Nella prima stagione ci poteva stare, ma non andava proposto nuovamente.

Infine la cosa di cui si sente maggiormente la mancanza è quel sentimento, quell’emozione struggente che si faceva largo nei nostri cuori nella stagione 1, grazie al tragico personaggio di River, al suo triste destino e a come questo si legava a Payton. Una stagione questa con poco sentimento, è così che si potrebbe riassumere in breve The Politician 2. Poche emozioni e una sceneggiatura ballerina, con personaggi mal gestiti e un ritmo poco incalzante. Se la prima stagione non solo convinceva, ma stupiva e affascinava, questa non funziona affatto.

Note positive

  • Attori fantastici
  • Nuovi personaggi molto interessanti
  • Situazioni particolari
  • Finale speranzoso
  • Bei colpi di scena

Note negative

  • Sviluppo dei vecchi personaggi nullo, se non azzerato
  • Espedienti troppo stravaganti e fuori tema
  • Eccessiva sospensione dell’incredulità
  • Ripetitivo e meno accattivante
  • Manca il sentimento umano
  • La puntata filler sugli elettori

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