Gli immortali di The Old Guard

The Old Guard: Lo scorrere del tempo

The old guard locandina

The Old Guard

Titolo originale: The Old Guard

Anno: 2020

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: azione, fantastico

Prodotto da: David Ellison, Dana Goldberg, Don Granger, Charlize Theron, A.J. Dix, Beth Kono, Marc Evans

Produzione Skydance Media, Delilah Productions

Distribuzione: Netflix

Durata: 125 minuti

Regia: Gina Prince-Bythewood

Sceneggiatura: Greg Rucka

Fotografia: Tami Reiker, Barry Ackroyd

Montaggio: Terilyn A. Shropshire

Musiche: Volker Bertelmann, Dustin O’Halloran

Attori: Charlize Theron, KiKi Layne, Marwan Kenzari, Luca Marinelli, Harry Melling, Van Veronica Ngo, with Matthias Schoenaerts, Chiwetel Ejiofor

Trailer subita di The Old Guard

Trama di The Old Guard

Ci sono già passata, tante, tante volte e ogni volta la stessa domanda: Ci siamo, sarà questo il momento? E ogni volta la stessa risposta e sono davvero stanca

Intro di The Old Guard

Ambientato nel 2020, The Old Guard si concentra su un gruppo di mercenari che possiedono una misteriosa incapacità nel morire. Nel momento in cui perdono la vita a causa di numerosi proiettili o di una ferita mortale, dopo un breve lasso di tempo, il cuore riprende a battere e le loro stesse ferite vanno a rimarginarsi e tutto ritorna come era prima.

Il protagonista della storia è Andromaca di Scizia, detta Andy, una guerriera nata in una lontana epoca storica e che ha attraversato le guerre e i secoli tra mille sofferenze e perdite personali che l’hanno segnata interiormente. Nel suo viaggio ha conosciuto e scoperto nuovi immortali con cui possiede un particolare collegamento spirituale, questi sono Booker, Joe e Nicky. Questi vengono contattati dall’ex agente della Cia Copley per una missione: salvare un gruppo di bambini rapiti nel Sudan del Sud, ma questa è solo una trappola per andarli a catturare. L’agente Copley, interpretato da Chiwetel Ejiofor, intende portarli dal dirigente farmaceutico Steven Merrick intenzionato a studiare questo misterioso caso per scoprire l’immortalità stessa e portare al termine la morte e le sofferenze legate a questa nel mondo.

Contemporaneamente in Afghanistan, la giovane militare Nile Freeman durante una missione viene accoltellata alla gola e sembra destinata a morire, ma si risveglierà in ospedale priva di qualsiasi ferita e le sue stesse compagnie di guerra inizieranno a scrutarla con timore. Il gruppo d’immortali inizia ad avere delle visioni sulla ragazza comprendendo che è nata un nuovo individuo come loro, così oltre al dover scappare dalle truppe di Merrick dovranno ricercare la ragazza prima che questa venga imprigionata e studiata per ciò che è.

Recensione di The Old Guard

Tratto dall’omonimo fumetto del 2017 scritto da Greg Rucka e disegnato da Leandro Fernandez, incentrato su un gruppo di soldati immortali, The Old Guard viene distribuito il 10 luglio 2020 sulla piattaforma on demand di Netflix. Alla scrittura troviamo lo stesso scrittore e inventore della graphic novel series Greg Rucka. Alla regia c’è la cineasta Gina Prince-Bythewood, conosciuta per il suo lungometraggio Love & Basketball, che si dedica alla sua prima regia per un film interamente d’azione che vede al centro della storia attori conosciuti nel panorama mondiale come Charlize Theron, Harry Melling ( Dudley Dursley in Harry Potter) oltre all’attore italiano Luca Marinelli che si dimostra in grado di reggere all’interno di un film americano. La presenza di una donna al timone di un film prettamente d’azione è una risultata un ottima scelta per una storia di questo tipo apportando una attenzione notevole alle interpretazioni degli attori.

The Old Guard preannuncia l’inizio di una nuova saga cinematografica del panorama Netflix che con questa prima pellicola intende andare a mostrare, prima di tutto, i personaggi della storia descrivendoli maggiormente dal punto di vista caratteriale ed emozionale, anche a discapito della storia stessa.

Un film godibile

La visione del lungometraggio di Gina Prince-Bythewood risulta piuttosto godibile possedendo un buon ritmo narrativo poggiato su un mix tra scene da Spy Stories e momenti di maggior riflessione sul senso dell’eternità attraverso il racconti di vita, di esperienze e gli sguardi dei personaggi o sulla paura stessa della morte. La lettura dell’immortalità, pur essendo mostrata in numerosi film, risulta piuttosto innovativa non venendo presentata come un evento realmente positivo e pieno di felicità, ma il dono della lunga vita ha un sapore amaro costringendo coloro che lo ottengono a dover affrontare un’esistenza lontana dal mondo e dall’umanità stessa, che è invidiosa del loro potere d’immortalità che anche loro vorrebbero possedere assiduamente, ma allo stesso tempo gli immortali devono convivere con il vedere la morte di tutti coloro che amano e di dover accettare il venir meno della loro memoria che prima o poi svanirà lentamente. I protagonisti di The Old Guard appaiono personaggi infelici e segnati da molteplici dolori, tutto ciò li conduce a una ricerca di pace interiore che rintracciano nel compiere atti di benevolenza nel mondo, nonostante a detta di Andy stessa l’umanità è sempre più crudele e feroce. I caratteri che trasmettono maggiormente questa idea d’infelicità da vita eterna sono Andy, magistralmente interpretata da Charlize Theron, e Booker che mostrano nei loro volti tutto il dolore del vivere e del tempo trascorso.

L’aspetto intimistico, seppur mostrato in maniera interessante attraverso le espressione degli attori, risulta a tratti superficiale attraverso dei dialoghi piuttosto didascalici che vanno a mostrare in maniera fin troppo evidente il tema del film perdendo quella forza simbolica e di sottotrama che un lungometraggio di questo calibro avrebbe avuto bisogno. La regia vuole stare il più accanto possibile agli attori attraverso un uso costante di macchina a mano che va a seguire l’azione narrativa e le espressioni dei personaggi. Le stesse scene d’azione, mostrate con brevi piani sequenza, risultano ben realizzate e prive di veri e propri effetti speciali, che pur essendo un film d’azione non vengono mai sfruttati in maniera invadente all’interno di The Old Guard.

L’unica reale e vera pecca del lungometraggio d’azione risulta nella colonna sonora totalmente errata e fuori luogo all’interno delle scene a causa di una scelta musicale legata al mondo disco pop che mal si adatta alla narrazione che tende a condurre la storia su un binario da film televisivo per un pubblico prettamente adolescenziale. Dal punto di vista di sceneggiatura pur non mostrando grandi originalità e battute degne di nota rintracciamo un vero e proprio errore nella costruzione dell’antagonista della pellicola che risulta una vera e propria macchietta che si salva solo grazie all’interpretazione interessante di Harry Melling, ma il suo ruolo all’interno della storia è veramente poca cosa e non è minimamente una minaccia reale per gli immortali.

The Old Guard è un film senza pretese che è gustabile con amici per un sabato sera quando non sappiamo cosa guardare, ma se cercate un prodotto interessante dal punto di vista drammaturgico o d’introspezione dei personaggi, questo non è il film adatto.

Note positive

  • Attori, degni d’interpretazioni interessanti

Note negative

  • Eccessiva didascalia
  • Assenza di una reale sottotrama
  • La musica
  • La presenza di un antagonista non interessante

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