The Haunting of Bly Manor: storia d’amore o di fantasmi?

The Haunting of Bly Manor Locandina

The Haunting of Bly Manor

Anno di produzione: 2020
Paese di Produzione: USA
Genere: Horror, Drammatico, Supernaturale

Produzione: FlanaganFilm, Amblin Television, Paramount Television
Distribuzione: Netflix
Ideatore: Mike Flanagan

Produttrice: Kathy Gilroy
Stagione: 2
Episodi: 9
Attori: Victoria Pedretti, Oliver Jackson-Cohen, Amelia Eve, T’Nia Miller, Rahul Kohli, Tahirah Sharif, Amelie Bea Smith, Benjamin Evan, Henry Thomas.

Recensione The Haunting of Bly Manor

The Haunting of Bly Manor è la seconda stagione, o meglio, un sequel della serie “The Haunting” che ha visto la luce con la prima stagione intitolata “The Haunting of Hill House“.

A due anni dall’uscita della prima stagione, ci ritroviamo di fronte a questa seconda stagione che ha poco in comune con la prima. Nonostante fosse stata presentata come un sequel, l’unico collegamento tra le due stagioni è rappresentato dal alcuni membri del cast, dalla colonna sonora e dal fatto che anche in questa seconda parte, il tema centrale resta quello legato ai fantasmi. il regista e ideatore dello show si è ispirato a “Il giro di vite di Henry James“, un romanzo classico dallo stile gotico del 1898 di cui anche la serie segue le vicende. Il romanzo aveva già avuto una trasposizione al cinema nel 1961, nel film “The Innocents” con Deborah Kerr.

“Sono io. Sei tu. Siamo Noi.”

cit. Dani Clayton

Trama The Haunting of Bly Manor

Ci troviamo nel 1987, la storia si svolge nella villa di Bly Manor, in Inghilterra, dove una giovane ragazza proveniente dall’America, si propone come istruttrice per prendersi cura di due bambini, Flora e Miles, rimasti orfani a causa di un incidente che ha coinvolto i genitori.Dopo un colloquio abbastanza particolare con lo zio dei bambini, riesce a ottenere questo lavoro.

La giovane ragazza, di nome Dani Clayton, interpretata da Victoria Pedretti che già nella prima stagione era una dei protagonisti, una volta trasferitasi nella nuova gigantesca dimora, inizia a notare qualcosa d’insolito.

Quella che sembrava una villa da sogno si trasforma presto in qualcosa di ambiguo. Si alternano strane presenze, rumori misteriosi, macchie di fango che appaiono in casa durante la notte e i bambini che alterano comportamenti infantili a veri e propri sguardi inquietanti, ai quali la ragazza non riesce a dare spiegazione e che la lasciano sempre più perplessa.

L’enorme dimora immersa nei boschi, che comprende un lago limpido che attira così tanto i due ragazzini, nasconde oscuri segreti e inquietanti ricordi. Ricordi che riaffiorano e prendono vita travolgendo coloro i quali si ritrovano a vivere queste esperienze “paranormali” senza riuscire più a distinguere ciò che sia reale da ciò che resta inspiegabile.

Nel corso delle puntate, ci vengono presentati altri personaggi che insieme alla ragazza, si occupano dei bambini e si prendono cura della villa: la governante Hannah Grose (T’Nia Miller), un personaggio particolare che nel corso della serie ci permetterà di affrontare questioni importanti, il cuoco Owen (Rahul Kohli) e la giardiniera Jamie (Amelia Eve). Se nella presentazione della villa, fatta dalla piccola Flora, ogni cosa viene presentata come “Perfettamente splendida”, ben presto ci accorgeremo che per quelli che si ritrovano a vivere la quotidianità di Bly Manor si tratta in realtà di un vero e proprio incubo, dove la protagonista e non solo, si ritroverà a scavare nel proprio passato per cancellarlo una volta per tutte.

Analisi The Haunting of Bly Manor

Ci troviamo di fronte a un prodotto totalmente diverso da quello che ci è stato posto di fronte nella prima stagione. Se in Hill House ci ritroviamo circondati da paranoie, terrore e ansia, qui i toni sono sicuramente più morbidi; non mancano gli attimi di paura e le scene che portano i meno coraggiosi a chiudere gli occhi, ma molto più spesso ci si ritrova davanti a scene quotidiane di personaggi che affrontano un lutto, un dolore o semplicemente non riescono a trovare la pace con se stessi; gli sceneggiatori puntano su una vena più emozionante e dolce, appassionando lo spettatore alle storie dei vari personaggi.

Proprio parlando di personaggi, ognuno di essi riesce a ritagliarsi lo spazio adatto a raccontare la propria storia e tutto ciò in soli nove episodi che a dire il vero potevano essere anche otto. Il penultimo episodio infatti, non racconta vicende legate ai personaggi principali, ma è un focus sulle origini delle leggende, che poi non sono così tanto lontane, dalla verità che pervade Bly Manor e chi vi alloggia. Nessun nome d’eccezione nel cast e molti volti già presenti nella prima stagione, riescono a regalare comunque una buona prova.

Le atmosfere coinvolgono lo spettatore, che si addentra quasi in quel lago all’apparenza innocuo ma che nelle sue acque cela le origini più profonde del male che circonda Bly. Molto spesso nel corso degli episodi, vi ritroverete in uno stato di totale confusione in cui non riuscirete a capire cosa stia succedendo e le vicende narrate vi sembreranno estranee; niente di più sbagliato. Giunti all’ultima puntata della serie, tutto prenderà forma e anche quei dettagli all’apparenza insignificanti, avranno un senso ben specifico una volta aver visto il finale.

Un consiglio che sento di darvi: una volta conclusa la visione della serie, tornate al primo episodio e riguardate i primi dieci minuti, per osservarli con occhi diversi, gli occhi di chi sa già cosa accadrà o meglio, cos’è già accaduto e sicuramente l’unica cosa che vi perseguiterà di questa stagione tra un “perfettamente splendido” e un “si addormentò, si alzò e si mise a camminare” è che ogni storia di fantasmi in realtà è una storia d’amore.

“Passerà altro tempo e l’acqua cancellerà i tratti delicati del suo volto bellissimo e perfetto. Ma lei non sarà vuota e non trascinerà altri verso la sua sorte. Vagherà solo per la tenuta di Bly, innocua come una colomba”.

cit. Jamie

Note Positive

  • Spazio ad ogni personaggio
  • Colonna sonora adatta al tema trattato
  • Interpretazioni del cast

Note Negative

  • Episodi a tratti troppo lenti e macchinosi
  • Sicuramente meno a tinte horror rispetto alla prima stagione