Andrea Riseborough in The Gruddge (2020)

The Grudge (2020): Maledizioni e fantasmi vendicativi in un inutile reboot

Recensione del nuovo film The Grudge (2020), reboot della famosa saga giappponese.
the grudge 2020 locandina

The Grudge

Titolo originale: The Grudge

Anno: 2020

Genere: Horror, thriller, drammatico

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Lingua originale: Inglese

Distribuzione: Screen Gems, Ghost House Pictures, Warner Bros

Durata: 94 minuti

Regia: Nicolas Pesce

Fotografia: Zachary Galler

Montaggio: Gardner Gould, Ken Blackwell

Attori: Andrea Riseborough, Demián Bichir, John Cho, Betty Gilpin, Lin Shaye

Trailer italiano di The Grudge (2020)

Recensione di The Grudge

The Grudge è il reboot del classico film giapponese diretto dal maestro Takashi Shimizu, il cui titolo originale è “Ju-On”, il quale oggi può essere considerato come una perla horror del cinema orientale. Ne sono seguiti altri tre remake americani diretti dallo stesso Shimizu, il quale dirige solo i primi due, che sono interpretati dalla magistrale Sarah Michelle Gellar (Buffy – L’Ammazzavampiri) che però nel terzo remake non è presente. Dopo questa dovuta parentesi, questo “riavvio” della saga è diretto da Nicolas Pesce (The Eyes Of My Mother).

Trama di The Grudge

La detective Muldoon, da poco arrivata in città, è chiamata immediatamente a indagare sul ritrovamento di un cadavere in avanzato stato di decomposizione, nascosto nel bosco tra la vegetazione. Tutti gli indizi sembrano portare la detective Muldoon e il suo partner verso un’unica direzione, una sinistra casa, la quale è stata colpita da una maledizione. Chiunque entrerà in quella casa, infatti, è destinato a morire in quanto attirerà su di sé l’attenzione degli spiriti che vi abitano.

Analisi di The Grudge

Il film, come i suoi predecessori, è diviso in vari archi temporali e narrativi, i quali spesso non sono molto chiari allo spettatore. Il comune denominatore presente in questi vari scenari è la casa maledetta, nella quale sono presenti i classici fantasmi in cerca di vendetta.

Il lungometraggio introduce subito la figura della detective Muldoon, interpretata da Andrea Riseborough. Il suo è un personaggio che all’apparenza sembra forte è in realtà molto fragile, in quanto ha perso di recente il suo amato marito e deve accudire da sola il figlio. La trama di questo nuovo “The Grudge” gira sostanzialmente attorno al personaggio della detective Muldoon. Il ritrovamento di un corpo in avanzato stato di decomposizione porta la detective a indagare in una strana casa, nella quale chiunque entra è destinato a impazzire e a trovare la morte.

Fondamentalmente, la trama è debole, o meglio, propone cose già viste e non cattura appieno l’attenzione dello spettatore, se non nelle fasi iniziali del film. Lo spettatore, inoltre, deve cercare sempre di non perdere la concentrazione a causa dei vari salti temporali e narrativi, cosa che succede quasi sempre, provocando dei buchi di trama durante la visione.

Gli effetti speciali e i trucchi utilizzati nel film non sono male, ma non soddisfano appieno e, sicuramente, potevano essere impiegati meglio. Secondo il mio parere, questo reboot poteva essere evitato, o meglio, se proprio volevano svilupparlo, bisognava strutturarlo meglio per le seguenti ragioni:

  • Il demone principale della saga di “Ju-On” e di “The Grudge” che ha dato vita alla maledizione, ovvero Kayako Saeki, è totalmente assente, se non per una brevissima apparizione all’inizio del film;
  • Senza il suddetto demone, il tutto si riduce alla classica storiella di fantasmi, senza né capo e né coda, cadendo in questo modo nel ridicolo e nel banale;
  • I personaggi, e i relativi attori, non danno assolutamente il meglio di loro. Sono svogliati e la recitazione è pessima, soprattutto per quanto riguarda quella della detective Muldoon. Non si crea nessuna empatia tra lo spettatore e i personaggi sullo schermo;
  • L’ansia e il terrore che rappresentano da sempre “The Grudge” è totalmente assente e perfino i fantasmi non fanno paura, limitando il tutto in prevedibili ed inutili jumpscare.

Questo film non può essere assolutamente considerato e definito un “The Grudge”. L’unica nota positiva presente in questo agglomerato di cose è solo la presenza della fantastica, talentuosa e magistrale Lin Shaye, la regina dell’urlo per le sue svariate e numerose apparizioni in pellicole horror.

The Grudge” è un film che in qualche modo poteva funzionare se chiamato in un altro modo, in quanto gli elementi per un buon horror c’erano e, sviluppando in un’altra maniera la trama, poteva venir fuori un prodotto gradevole. Il problema è che il titolo che porta doveva essere una garanzia, ma invece è stato solo un fallimento. Il mio consiglio è quello di lasciare perdere assolutamente questo film e, anzi, recuperate o rispolverate i vecchi “Ju-On” e i remake americani i quali valgono molto di più di questo e, soprattutto, sono i veri “The Grudge” e la presenza di Kayako si sente, fin troppo.

Note Positive

  • La presenza di Lin Shaye
  • Effetti e trucchi

Note Negative

  • Attori
  • Trama
  • Personaggi

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