The Great Malaise istrice

The Great Malaise: recensione del cortometraggio di Lepage

Recensione del cortometraggio The Great Malaise, presentato al Festival Internazionale ShorTS, disponibile in streaming su MYmovies.
The Great Malaise corto locandina

The Great Malaise

Anno: 2019

Paese di produzione: Canada

Genere: Cortometraggio, Animazione

Produzione: Marc Bertrand

Regia: Catherine Lepage

Voce: Miranda Handford

Musiche: Owen Pallett

Recensione di The Great Malaise

The Great Malaise è la conclusione di un percorso artistico e personale dell’autrice e regista Catherine Lepage, una rielaborazione delle sue pubblicazioni “12 Moins sans intérêt“, “Fines Tranches d’Angoisse” e “Zoothérapie“. Il cortometraggio, molto breve e semplice, è stato presentato alla 21a edizione del Festival Internazionale ShorTS, nella categoria “Shorter Teens“, disponibile in streaming su MYmovies.

Nonostante la grafica quasi infantile e i colori vividi, The Great Malaise tocca importanti tematiche, seppure in maniera leggera e spesso ironica.

Trama di The Great Malaise

Una voce narrante narra la sua routine, accompagnata da immagini semplici e infantili, che si muovono sullo sfondo di un quaderno. Il flusso di parole procede in ritmo crescente, seguito dalla successione veloce dei disegni, fino a un collasso conclusivo e a uno svelamento del vero stato emotivo della narratrice, la quale racconta la sua depressione.

Analisi di The Great Malaise

Lo stile narrativo del corto è semplice e diretto a tal punto da ricordare in un certo modo il linguaggio pubblicitario. Immagini animate colorate e accattivanti si muovono sullo schermo, accompagnate da una voce femminile. Se inizialmente possa sembrare che i due elementi procedano insieme nella narrazione di una normale routine, ci si rende successivamente conto che le illustrazioni rappresentano l’esatto contrario di ciò che la voce spiega in maniera decisa e serena, generando un cortocircuito nella mente dello spettatore.

Il ritmo incalzante non fa che evidenziare ciò che risulta già evidente dall’intonazione dell’attrice, ovvero lo stato di ansia e di stress crescente, gli impegni che si sovrappongono e la mancanza di pause tra le infinite attività giornaliere.

L’autrice riporta la sua esperienza personale, trattando tematiche attuali con grande umanità. Il corto denuncia in maniera chiara e originale la pressione sociale a cui l’individuo è sottoposto quotidianamente, la vita frenetica e le grosse aspettative che la società attuale presenta.

La narratrice si sente improvvisamente fuori luogo, come l’istrice che si muove cercando di evitare i palloncini rossi. Le parole ritrovano l’accordo con le immagini non appena la donna raggiunge una certa autoconsapevolezza. Stavolta il ritmo è lento e la voce è rassegnata. Le illustrazioni, che sembrano sconnesse e casuali, sono in realtà un’originale trasposizione iconografica del monologo. L’ansia e lo stress si accumulano fino al totale abbandono di sé e la nuotatrice che all’inizio si tuffava sicura di sé, adesso sprofonda nel grande blu e non riesce a riemergere.

The Great Malaise porta paradossalmente sullo schermo una tematica di un certo peso come la depressione con grande leggerezza e con un linguaggio che sembra non essere pertinente all’argomento ma che in maniera definitiva si dimostra pienamente efficace nel suo intento.

Il corto è un piccolo gioiello, di grande attualità e con un linguaggio universale, adatto a un pubblico eterogeneo.

Note Positive

  • Linguaggio semplice e diretto
  • Illustrazioni curate e varie
  • Rappresentazione diretta di un processo mentale complesso
  • Tematica attuale

Note Negative

  • Il corto ha avuto poca visibilità a causa dei tempi ristretti del Festival

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