Gary Anthony Williams, Dan Ahdoot e Kevin James in The Crew (2021)

The Crew: Kevin James in una sit-com dal carattere vintage

The Crew: Kevin James in una sit-com dal carattere vintage 1

The Crew

Titolo originale: The Crew

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: commedia

Produzione: Jeff Lowell, Jeff Sussman, Todd Garner, Kevin James

Distribuzione: Netflix

Stagione: 1

Episodi: 10

Durata: ca. 27 min.

Regia: Andy Fickman

Sceneggiatura: Jeff Lowell (showrunner), Diana Gettinger, Monica Hewes, Burke Johnson, Jessica Kravitz, Alexandra Melnick, Rock Reuben, William Vallery

Musiche: Alec Puro

Attori: Kevin James, Jillian Mueller, Freddie Stroma, Sarah Stiles, Gary Anthony Williams, Dan Ahdoot, Paris Berelc, Bruce McGill

Trailer italiano di The Crew

Prodotto da Jeff Lowell (The Ranch, Due uomini e mezzo, Spin City), Jeff Sussman (The King of Queens, Il superpoliziotto del supermercato), Todd Garner (Prendimi!, Non è romantico?, Mortal Kombat) e dall’attore Kevin James (The King of Queens, 1998-2007), The Crew è una serie in 10 episodi della durata di circa 27 minuti ciascuno. Realizzata con una regia old style, sempre affidata a Andy Fickman (Il superpoliziotto del supermercato 2, 2015; Non si scherza col fuoco, 2019), vanta la partecipazione proprio di Kevin James insieme a Jillian Mueller, Freddie Stroma, Sarah Stiles, Gary Anthony Williams, Dan Ahdoot, Paris Berelc e Bruce McGill. La sit-com è disponibile su Netflix a partire dal 15 febbraio 2021.

Trama di The Crew

Kevin Gibson (Kevin James) è il caposquadra di una scuderia NASCAR caratterizzata da un’organizzazione in stile retrò, affine alla logica dello storico proprietario Bobby Spencer (Bruce McGill), ma non più adatta a competere nel moderno circus automobilistico. La svolta avviene quando Catherine (Jillian Mueller), figlia di Spencer, assume il comando del team, cominciando una rivoluzione a cui James e i suoi compagni di lunga data intendono opporsi con ogni mezzo.

Recensione di The Crew

Scrivere un articolo su The Crew è certamente qualcosa di particolare. Se da un lato ciò si rivela imprevedibilmente complesso, dall’altro risulta piacevole ma anche stimolante e nostalgico. Viene spontaneo iniziare da Kevin James, frequentemente abbinato alla Happy Madison Production di Adam Sandler, e grande protagonista di questa serie dal gusto vintage. Perché Andy Fickman, regista di tutti i dieci episodi, realizza un’opera stilisticamente avvicinabile a I Robinson (1984-1992, curiosamente l’esordio di Sandler) e a Willy, il principe di Bel-Air (1990-1996), dove James e i suoi sparring partners devono riempire la scena attraverso gag (quasi) a ripetizione. Con location in studi cinematografici e punti di ripresa pressoché statici, gli attori diventano dei cabarettisti a cui Jeff Lowell, ideatore della serie, consegna le chiavi dello show.

Ovviamente, la presenza nel cast di James, come Sandler debuttante in una sit-com proprio al fianco di Bill Cosby (Cosby, stagione 3, episodio 9, 1998), ma anche di Gary Anthony Williams, rende tale “passaggio” meno rischioso di quello che si poteva immaginare, producendo una serie dal ritmo crescente con delle sequenze davvero esilaranti. Le parodie, espresse con tempismo, che riprendono frasi di Giorni di tuono (T. Scott, 1990) o di un film sul football, oppure la realizzazione di uno spot da parte di Jake (Freddie Stroma), rimandano del resto alle tipiche scene delle serie statunitensi anni Ottanta e Novanta. Le stesse in cui Bill Cosby e Will Smith apparivano come registi “nel set”, producendo le risate registrate (introdotte per la prima volta negli anni Cinquanta) che anche in The Crew sono presenti. Ciò però non significa che la serie è démodé. Certo, lo spettatore dell’opera di Jeff Lowell non si imbatte in una produzione con una spiccata originalità, ma è plausibile che l’intenzione di Lowell fosse proprio realizzare una serie che ammiccasse al passato con qualche “escursione” nella modernità.

In tal senso, il personaggio interpretato da Jillian Mueller è l’ideale contrapposizione allo stile espresso dalla sit-com. Giovane, salutista, intenzionata a trasformare il Bobby Spencer Racing come un nuovo avamposto della Silicon Valley, Mueller sfida gli stereotipi della tradizione, entrando in un divertente conflitto con l’esperto Kevin. E Lowell, produttore anche di The Ranch (2016-2020), sfrutta intelligentemente la possibilità di una serie dai costi contenuti per far sorridere e riflettere allo stesso tempo riguardo a temi di assoluto rilievo. Come le difficoltà nell’instaurare un rapporto intergenerazionale, ma anche le problematiche nell’adattarsi e nel trovare un impiego alternativo in un mondo che cambia instancabilmente. Proprio per questa finalità, James risulta l’interprete perfetto, dimostrando per l’ennesima volta di riuscire a reggere il ruolo grazie alla sua straordinaria comicità. Che dev’essere intesa come una qualità di assoluto rilievo, oltreché espressione di un interprete capace di provocare qualcosa di molto difficile: ovvero, la risata dello spettatore.

Note positive

  • Le gag di (soprattutto) Kevin James e Gary Anthony Williams, la cui visione è consigliata in lingua inglese
  • Il personaggio di Jillian Mueller, interessante per come si oppone ai “veterani” del team
  • Per chi ama le serie anni Ottanta e Novanta, la riproposizione del classico stile che le ha contraddistinte: dalle risate registrate alle inquadrature fisse

Note negative

  • Per alcuni spettatori, risate registrate e inquadrature statiche potrebbero rivelarsi un rimando troppo legato al passato
  • Più che una nota negativa, una considerazione già anticipata: la serie è particolarmente apprezzabile se vista in lingua originale

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