The clone wars 7 recensione serie tv

Star Wars: The Clone Wars 7 – La fine di una serie che ha riscritto Guerre Stellari

The clone wars 7 locandina della serie

Star Wars: The Clone Wars 7

Titolo originale: Star Wars: The Clone Wars – The Final Season

Anno: 2020

Paese di ProduzioneStati Uniti d’America

GenereFantastico, guerra

Studio di produzione: LucasfilmRough Draft Studios

Distribuzione: Disney Plus

Stagione: 7

Episodi: 12

Showrunner: Dave Filoni

Musica: Kevin Kiner, John Williams

Attori:  Hayden Christensen, James Arnold Taylor, Ashley Eckstein, Dee Bradley Baker, Catherine Taber, Samuel L. Jackson, Ian McDiarmid

Trama di Star Wars: The Clone Wars 7

I Jedi hanno ormai la sensazione che la guerra stia per giungere al termine ma anche che il lato oscuro sia sempre più forte intorno a loro e sopratutto intorno al cancelliere Palpatine, di cui iniziano a temere e dubitare il suo ruolo all’interno della guerra dei cloni e dei giochi tra repubblica e separatisti. Per essere maggiormente informati sul politico, il consiglio dei Jedi, lo fa spiare e osservare da Anakin Skywalker che nutre un ottimo rapporto di fiducia con il cancelliere. Il giovane Anakin vede però in Palpatine non solo una figura politica ma un ottimo mentore da ascoltare e rispettare. All’interno di questi eventi, descritti e situati in contemporanea cronologica ai fatti de La vendetta dei Sith, si situa la storia di Ashoka Tano, la ex padawan fuggita dalle sue responsabilità Jedi e alla ricerca della propria direzione, ma il suo viaggio la condurrà nuovamente al centro della guerra, dei problemi di Mandalore con l’apprendista Sith rinnegato Maul, che ha intravisto nella forza il prossimo futuro e il suo percorso la condurrà contro gli eventi dell’ordine 66 insieme al suo fido compagno di viaggio Rex.

Star Wars: The Clone 7 – La fine, conclude definitivamente lo scontro della guerra dei cloni conducendo lo spettatore verso la vittoria di Darth Sidious, la nascita di Darth Vader, la fine dei Jedi e la nascita dell’Impero Galattico che abbiamo conosciuto nelle sue ultime fasi attraverso la trilogia classica di G. Lucas.

Recensione di Star Wars: The Clone Wars 7

Molto tempo è servito per portare alla conclusione la grande sfida tra repubblica e impero sullo schermo, anche a causa dei piani non sempre perfetti e ottimali adottati dalla casa di produzione di Topolino che ha cancellato e complicato notevolmente il lavoro di Dave Filoni sul mondo che George Lucas aveva intrapreso nel lontano 2008, creando una prima stagione unica nel suo genere e che conduceva l’animazione cinematografica verso nuovi lidi inesplorati. The Clone Wars 7 si dimostra all’altezza delle sfide tecniche visive andando a realizzare un’ultima stagione all’avanguardia nell’animazione 3D donando ai personaggi stessi quella tridimensionalità ed espressività che era mancata fino ad allora e che trasmette nuove enfasi e pathos all’interno della narrazione.

Dave Filoni non fa solo un passo in avanti a livello tecnico visivo ma dà un restyling grafico convincente e utile per dare maggior spessore ad alcuni dei personaggi mostrando il loro processo di crescita e di cambiamento non solo interiore ma anche estetico, un esempio è Maul che mostra un aspetto che lo avvicina notevolmente al carattere intravisto alla fine di Solo: A Star Wars Story e nella serie Rebels, anche dal punto di vista caratteriale mostrandosi più subdolo e misterioso difronte a quello conosciuto nella precedente stagione di The Clone Wars 6. La stessa cosa accade ad Ashoka Tano che abbandona il suo rosso d’abito per un look blu che la avvicina a quella alla lei più matura di Rebels, sopratutto nell’ultimo frame dove vediamo dinanzi a noi un personaggio molto divergente da quello che abbiamo conosciuto nella prima stagione e nell’omonimo film. Anche gli altri protagonisti della storia, sopratutto quelli visibili in Episodio III, assumono un aspetto fisico più vicino a quelli dell’ultimo capitolo della trilogia prequel, rendendo ancor più verosimile la sensazione che siano trascorsi anni dal primo scontro armato e che la guerra li abbia realmente segnati.

Rimanendo nell’apparato tecnico vanno fatti i complimenti alla lavoro musicale di Kiner, creando atmosfere azzeccate e potentissime sopratutto nei brevi film finali della stagione, perché va detto, l’ultima stagione di The Clone Wars per certi versi si distanzia di stile dal vecchio canone seriale, sopratutto dalla 7×09 “Vecchi Amici” che dà l’idea di trovarsi all’interno di un film d’animazione di Guerre Stellari più che in una serie, in cui gli stessi slogan iniziali pro Jedi scompaiono dalla storia e il Titolo color giallo lascia spazio a una logo rosso fuoco. L’unica pecca, non da poco, è rintracciabile nel montaggio sonoro italiano, in cui le voci, sopratutto nell’intro degli episodi mostra un livellamento di volumi errato: voce del narratore bassa e quasi incomprensibile, una musica incredibilmente elevata sonoramente.

Ashoka Tano La protagonista di The Clone Wars 7

La serie non inizia nei migliori dei modi, mostrando una storia che in una serie composta da solo dodici puntate poteva anche essere evitata. Il primo arco narrativo è dedicato ai Cloni, in particolare a Rex e alla squadriglia The Bad Batch, composta da un piccolo gruppo di cloni difettosi ma altamente speciali. Rex, i Bad Batch e Anakin sono sulle tracce di Eco, un clone ritenuto morto ma che sembra essere ancora in vita. Tale storia risulta interessante sopratutto su un aspetto intimo legato al personaggio di Anakin dove viene mostrato il suo rapporto amoroso con Padmé e la sua arroganza crescente in battaglia, dove sembra disposto a tutto per sopravvivere. L’Anakin che vediamo in questa stagione si mostra già tendente al Lato oscuro della forza, anche nella puntata in cui lo ritroviamo in contatto con la sua Padawan perduta appare più fragile e instabile emotivamente, mostrandosi al pubblico come un personaggio insicuro e debole psicologicamente ed emotivamente, avendo bisogno crescente dell’affetto degli altri. Il modo in cui viene descritto il futuro Darth Vader è molto interessante poiché completa psicologicamente il quadro del personaggio rendendo sempre più credibile il suo passaggio al lato oscuro della forza.

Il vero valore della storia, per la contentezza dei fan che avevano da sempre trovato in Ashoka un personaggio ammirevole e valido dello show, si trova nel suo arco narrativo che avvolge tutte le puntante dell’ultima stagione, dopo che la sesta sembrava averla completamente dimenticata. La Tano di The Clone Wars 7, abbandonato il mondo Jedi, si dimostra un personaggio maggiormente interessante e pieno di sfumature riflessive che portano la storia su sentieri riflessivi che aveva solo accennato in passato, sopratutto attraverso Kenobi e Satin. Qui Ashoka entra in contatto con il sottosuolo di Coruscant e le sorelle Martez scoprendo come i Jedi non siano ritenuti i buoni ma i portatori di scompigli e guerra. Il viaggio che la giovane ex padawan intraprenderà con le due sorelle la porterà a riflettere sulla società intorno a lei scoprendo come la repubblica stessa non riesca a proteggere tutti i cittadini e che il male vive e cresce all’interno della repubblica stessa. I dubbi della stessa Tano appariranno chiari e trasparenti attraverso uno scambio di opinioni che tiene con il comandante Rex, in una scena realmente emozionante.

Ashoka: Noi Jedi siamo stati addestrati come portatori di pace, non come soldati, ma fin da quando ero una Padawan sono stato un soldato

Rex: Beh, per me è sempre stato così. Noi cloni abbiamo sentimenti contrastanti rispetto alla guerra. Molti vorrebbero che non fosse mai iniziata, ma senza di essa noi cloni non esisteremmo

Ashoka: Beh, allora forse in tutto questo c’è un aspetto positivo. Le repubblica non poteva creare soldati migliori, né io un amico migliore

The clone wars 7×11

La nuova prospettiva di Star Wars

The Clone Wars fin dalla sesta stagione ha messo l’acceleratore sullo svelamento dell’Ordine 66, elemento mal spiegato all’interno del film e che dunque aveva bisogno di essere maggiormente narrato all’interno dello show. La storia di Darth Maul e lo scontro con Ashoka, uno degli scontri più epici della serie spiega in maniera chiara e precisa come tutto sia stato un piano prestabilito e come alcuni di loro siano state delle pedine, come lo stesso Conte Dooku. Come era accaduto per la sesta stagione viene costantemente ripetuto come l’esercito dei cloni faccia parte di un piano nemico, essendo creato e formato dai separatisti per ingannare gli Jedi, ecco che l’ordine 66 è proprio questo: una bomba nell’esercito dei cloni per annientare tutti i protettori della pace.

In questa ottica rimane il dubbio se il personaggio di Ashoka abbia seguito al meglio la propria strada e se, inversamente, avrebbe dovuto seguire il consiglio dell’oscuro Maul che la voleva come alleata contro il terribile Darth Sidious andando dunque a creare un problema all’interno dei piani del maligno signore oscuro che fin dal principio aveva visto in Anakin l’elemento chiave per distruggere gli Jedi e la repubblica e per trasformarlo in suo apprendista e forse futuro signore di Sith. Il tutto termina con una scena memorabile che va a mostrare un giovane Darth Vader alla ricerca della sua padawan, unico ancoraggio alla sua esistenza passata.

The clone wars 7 pone ogni dubbio sulla guerra dei cloni e sui primi piani del malvagio cancelliere, ora non resta che aspettare che venga creata una serie per spiegare i milioni di dubbi e problematica lasciate da quel disastro di continuità narrativa che è Episodio 9.

Note positive

  • Arco di Ashoka
  • Tecnica visiva
  • Conclusione del cerchio e il modo in cui gli eventi sono stati uniti tra loro

Note negative

  • Montaggio audio

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