Emily Browning in sucker punch

Sucker Punch: Un fantasy d’azione

Recensione di Sucker Punck del 2011 diretto da Zack Snyder con Emily Browning e Jena Malone
Sucker Punch (2011) locandina

Sucker Punch

Anno:2011

Paese: Stati Uniti d’America

Genere:Azione, thriller

Produzione:Cruel & Unusual Films, Warner Bros. Pictures

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Durata:120 min

Regia:Zack Snyder

Sceneggiatura:Zack Snyder, Steve Shibuya

Fotografia:Larry Fong

Montaggio:William Hoy

Musiche:Tyler Bates, Marius De Vries

Attori:Emily Browning, Jena Malone, Jamie Chung, Vanessa Hudgens, Abbie Cornish

Trailer italiano di Sucker Punch

Trama di Sucker Punch

Anni ’50. La giovane Babydoll viene ingiustamente accusata dell’uccisione della sorella in un momento di pura follia. Per questo motivo viene portata dal proprio patrigno in un istituto d’igiene mentale dove verrà rinchiusa e dove dovrebbe venire lobotizzata per impedirgli di rivelare la verità alla polizia dato che è stato lui ad uccidere la ragazza per impossessarsi della loro eredità.

Recensione di Sucker Punch

Tutti abbiamo un angelo. Un custode che veglia su di noi. Non sappiamo che forma prenda. Un giorno è un vecchio, un altro giorno una ragazzina. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze: possono essere feroci quanto un drago. Eppure non combattono le nostre battaglie, ma ci bisbigliano dal nostro cuore per ricordarci che siamo noi. È ognuno di noi che ha in mano il potere sui mondi che creiamo […] Possiamo negare che i nostri angeli esistano. Convincerci che non possono essere reali. Ma loro si mostrano ugualmente… in posti strani… e in momenti strani. E parlano per bocca di uno qualunque dei personaggi. Quella urlante di un demone se devono. Sfidandoci. Incitandoci a combattere.

Sucker Punch

Sucker Punch , tradotto dall’inglese, significa “pugno a sorpresa”. Stando alle parole del regista Zack Snyder, è esattamente l’effetto che egli stesso spera che il film abbia sul pubblico.

l film, ambientato principalmente negli anni ’50, presenta tre diversi livelli narrativi: il primo, quello del manicomio, è presente soltanto all’inizio e alla fine della storia; il secondo occupa la maggior parte del corpo centrale del film, ed è ambientato in una sorta di bordello-burlesque, mentre il terzo ha vari scenari irrealistici e viene immaginato da Babydoll, personaggio principale del film, ogni volta che la ragazza balla nel secondo scenario.

La realtà è rappresentata dal livello del manicomio, nel quale la protagonista viene rinchiusa dal suo patrigno che, per appropriarsi dell’eredità della defunta moglie, accusa la ragazza dell’omicidio della sorella (commesso in realtà da lui stesso). Babydoll, della quale non ci viene mai svelato il vero nome, si costruirà quindi una sorta di mondo immaginario, nel quale troveranno un posto sia la dottoressa Vera Gorski, responsabile della struttura, sia il capo dello staff Blue Jones (interpretati rispettivamente da Carla Gugino e Oscar Isaac), oltre ad alcune delle pazienti.

Nonostante il film abbia ricevuto un Rated-PG-13 all’uscita in sala, tutte le scene di lotta delle cinque protagoniste si svolgono contro robot o mostri, non coinvolgendo quindi nemici in carne ed ossa, forse per sottolineare l’innocenza e bontà delle ragazze. Interessante anche l’espediente di far interrogare lo spettatore sull’identità della protagonista del film: diamo ovviamente per scontato, non a torto, che sia Babydoll (interpretata da Emily Browning), presente in scena per la quasi totalità del film, ma la sua stessa voce fuori campo ci insinua il dubbio che sia in realtà una delle coprotagoniste ad essere il personaggio principale della pellicola. Questo momento di smarrimento verrà poi dissipato “ritornando” al primo livello narrativo, quando ci verrà spiegato come tutto il film appena visto fosse frutto dell’immaginazione di Babydoll.

Si tratta in conclusione di un film molto interessante, che presenta un cast a forte maggioranza femminile e si distingue quindi dalla maggioranza dei film di questo genere.

Note positive

  • Trama interessante, con un finale non scontato
  • Buona fotografia, con forti differenze cromatiche tra i vari livelli
  • Tratta argomenti negativi senza lasciare lo spettatore con il “magone”

Note negative

  • Vagamente trash
  • I combattimenti possono risultare un po’ troppo lunghi
  • Le vistose ciglia finte di Babydoll, che canalizzano l’attenzione quando viene inquadrato il viso della ragazza

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