Sucker Punch

” Tutti abbiamo un angelo. Un custode che veglia su di noi. Non sappiamo che forma prenda. Un giorno è un vecchio, un altro giorno una ragazzina. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze: possono essere feroci quanto un drago. Eppure non combattono le nostre battaglie, ma ci bisbigliano dal nostro cuore per ricordarci che siamo noi. È ognuno di noi che ha in mano il potere sui mondi che creiamo […] Possiamo negare che i nostri angeli esistano. Convincerci che non possono essere reali. Ma loro si mostrano ugualmente… in posti strani… e in momenti strani. E parlano per bocca di uno qualunque dei personaggi. Quella urlante di un demone se devono. Sfidandoci. Incitandoci a combattere.” (cit. Sucker Punch)

Sucker Punch , tradotto dall’inglese, significa “pugno a sorpresa”. Stando alle parole del regista Zack Snyder, è esattamente l’effetto che egli stesso spera che il film abbia sul pubblico.

sucker punch

Il film, ambientato principalmente negli anni ’50, presenta tre diversi livelli narrativi: il primo, quello del manicomio, è presente soltanto all’inizio e alla fine della storia; il secondo occupa la maggior parte del corpo centrale del film, ed è ambientato in una sorta di bordello-burlesque, mentre il terzo ha vari scenari irrealistici e viene immaginato da Babydoll, personaggio principale del film, ogni volta che la ragazza balla nel secondo scenario.

sucker punch

La realtà è rappresentata dal livello del manicomio, nel quale la protagonista viene rinchiusa dal suo patrigno che, per appropriarsi dell’eredità della defunta moglie, accusa la ragazza dell’omicidio della sorella (commesso in realtà da lui stesso). Babydoll, della quale non ci viene mai svelato il vero nome, si costruirà quindi una sorta di mondo immaginario, nel quale troveranno un posto sia la dottoressa Vera Gorski, responsabile della struttura, sia il capo dello staff Blue Jones (interpretati rispettivamente da Carla Gugino e Oscar Isaac), oltre ad alcune delle pazienti.

 

Nonostante il film abbia ricevuto un Rated-PG-13 all’uscita in sala, tutte le scene di lotta delle cinque protagoniste si svolgono contro robot o mostri, non coinvolgendo quindi nemici in carne ed ossa, forse per sottolineare l’innocenza e bontà delle ragazze. Interessante anche l’espediente di far interrogare lo spettatore sull’identità della protagonista del film: diamo ovviamente per scontato, non a torto, che sia Babydoll (interpretata da Emily Browning), presente in scena per la quasi totalità del film, ma la sua stessa voce fuori campo ci insinua il dubbio che sia in realtà una delle coprotagoniste ad essere il personaggio principale della pellicola. Questo momento di smarrimento verrà poi dissipato “ritornando” al primo livello narrativo, quando ci verrà spiegato come tutto il film appena visto fosse frutto dell’immaginazione di Babydoll.

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Si tratta in conclusione di un film molto interessante, che presenta un cast a forte maggioranza femminile e si distingue quindi dalla maggioranza dei film di questo genere.

Lati positivi:

  • Trama interessante, con un finale non scontato
  • Buona fotografia, con forti differenze cromatiche tra i vari livelli
  • Tratta argomenti negativi senza lasciare lo spettatore con il “magone”

Lati negativi:

  • Vagamente trash
  • I combattimenti possono risultare un po’ troppo lunghi
  • Le vistose ciglia finte di Babydoll, che canalizzano l’attenzione quando viene inquadrato il viso della ragazza

 

Consigliato: Sì

Chiara Morelli

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