Stranger Things: Un omaggio al cinema degli anni ’80

Stranger Things prima stagione locandina

Stranger Things

Titolo originale: Stranger Things

Anno: 2016

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: fantascienza, horror

Produzione Camp Hero Productions, 21 Laps Entertainment, Monkey Massacre

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Matt Duffer, Ross Duffer

Musica: Kyle Dixon, Michael Stein

Stagione: 1

Puntate: 8

Attori: Winona Ryder, David Harbour, Finn Wolfhard, Millie Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Charlie Heaton, Natalia Dyer,Cara Buono, Matthew Modin

Trailer della prima stagione di Stranger Things

Recensione di Stranger Things – La prima stagione

Ideata con il titolo di lavorazione Montauk, riprendendo il nome dalla località in cui si svolgeva la storia situata nell’Est Hampton, Stranger Things è una serie di genere fantascientifico – horror distribuita come miniserie in otto puntate dalla Netflix. Grazie al successo di pubblico ottenuto, conquistando un gran numero di fan, la serie è stata prolungata per una nuova stagione divenendo la prima serie di enorme successo della casa di produzione Netflix.

Il duo creativo Duffer asseriscono che il continuo della serie non va visto come un reale continuum ma come il sequel della serie e quindi la prima può essere tranquillamente vista anche così com’è.

La Serie, ambientata negli anni ottanta nella città fittizia di Hawkins nell’Indiana, è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e all’apparizione di una bambina dai capelli rasati dotata di poteri psichici fuggita da un laboratorio segretissimo. Mille e mille inquietanti misteri aspettano il nostro piccolo gruppo di giovani amici, i quali non sono assolutamente preparati ad affrontare queste terribili sfide.

Trama di Stranger Things

Il 6 Novembre 1983, in un laboratorio non specificato uno scienziato cerca in tutti i modi di fuggire da una misteriosa e brutale creatura che gli dà la caccia.

Nella tranquilla e remota cittadina di Hawkins, nel nord dell’Indiana, quattro ragazzini, Mike, Lucasa, Will e Dustin, stanno terminando una partita a Dungeons & Dragons. Terminato il gioco, i tre amici di Mike ritornano a casa in bicicletta, ma niente va per il verso giusto sopratutto per Will che lungo la strada inizia a intravedere dietro di sé uno strano essere che gli sembra inseguirlo. Spaventato scappa dentro il bosco raggiungendo la propria abitazione ma è qui che la misteriosa creatura sopraggiunge facendolo scomparire nel nulla.

Nel frattempo un area del laboratorio segreto viene sigillata da degli agenti capeggiati dal dottor Martin Brenner, che iniziano una ricerca esterna al laboratorio scientifico per ritrovare la misteriosa ragazzina di nome Undici, dai capelli rasati, che si ritrova a sua volta a dover sopravvivere in un mondo che non conosce bene.

Parallelamente la polizia sulla volontà della madre di Will, Joyce, inizia a indagare sulla sparizione del ragazzino per comprendere che fine abbia fatto, ma proprio quella sera Joyce riceve una misteriosa chiamata telefonica dal figlioletto, il quale sta piangendo e singhiozzando, ma ode anche dei versi strani.

Undi continua a scappare dagli agenti del laboratorio lasciando dietro di sè una linea di sangue e morte, a un tratto si imbatte nel gruppo di Nerd capeggiato da Mike con cui stringerà un forte legame e con cui si unirà per riportare a casa Will, che sembra essere in un mondo parallelo denominato Sottosopra.

Gli anni 80 di Stranger Things

Una lettera d’amore ai classici degli anni ottanta che hanno affascinato una generazione

The Duffer Brothers

Se volete reimmergevi in un climax tra horror e fantascienza tipico dei classici hollywoodiani degli anni ’80, Stranger Things è la serie perfetta da visionare, una serie che non evita neppure di citare la filmografia dei classici per ragazzi di quel decennio, tanto da ritrovare elementi riconducibili alla filmografia di Steven Spielberg sopratutto attraverso la squadra governativa vista già in ET oppure il mondo visivo di Incontri ravvicinati del terzo tipo, oppure nelle folli corse in bici già assistite nel cult movie Stand by Me, oltre a strizzare gli occhi, per gli istanti prettamente da commedia sentimentale tipici di Un Compleanno da Ricordare o The Breakfast Club, oltre a riprendere lo stile visionario del cineasta dei mostri ibridi come John Carpenter come ne La cosa, le cui musiche vengono richiamata fin dalle note d’aperture della serie, oppure da Aliens di James Cameron, o riprendendo spunti da I Goonies o Nightmare – Dal profondo della notte e della letteratura del romanziere dell’orrore per ragazzi ( e non solo) come Stephen King, con una struttura onnipresente di ragazzi che richiama la sua letteratura come IT, in cui rintracciamo un gruppo di ragazzi che deve scontrarsi contro forze straordinarie più grandi e pericolose di loro.

Il punto di forza della serie sta nel suo citazionismo intelligente degli elementi culturari degli anni ’80, il tutto immesso all’interno di un ambientazione e di una scelta di costumi che risulta molto fedele alla realtà storia di quel tempo oltre a dare una forte caratterizzazione visiva e d’atmosfera all’interno della serie. Punto forte risulta l’intera ambientazione dello show come la sala giochi “arcade” che viene vista varie volte nel corso della prima stagione come luogo di svago dei ragazzi che dona un senso di nostalgia verso quei tempi orami perduti, fatti di contatto tra persone, di walkie talkie, di abiti colorati e di romanticismi oltre di grande musica dance pop.

Indubbiamente va asserito che la scelta del periodo storico in cui collocare gli eventi della serie non è funzionale solo nell’aspetto visivo e di climax ma anche dal punto di vista drammaturgico potendo giocare con gli eventi presenti nella guerra fredda tra Usa e Russia che in quegli anni erano alla ricerca di sperimentazioni scientifiche per mostrare la loro superiorità e forza economica l’una sull’altra. Questo elemento diviene di forte impatto all’interno della storia per creare una sorta di tensione emozionale, vicina allo spionaggio.

Analisi di Stranger Things

Il titolo della serie Stranger Things ( Cose estranee) racchiude perfettamente il senso interno dello show ideato dai fratelli Duffer, in cui si gioca tra vari piani dimensionali e su elementi alieni. Analizzando il lemma possiamo asserire che Cose” è l’unica definizione che si può dare a determinati elementi e a determinati personaggi, poichè sconosciuti a noi umani, ovvero ”estranei“, e qui troviamo il collegamento che lega perfettamente queste due semplici parole a primo impatto, ma dietro al termine “Cose Estranee”  sono nascosti mille significati. Stranger Things è tutto questo.

Nonostante possa apparire una serie prevalentemente a tinte fantasy possiamo rintracciare molti elementi legati al mondo dei teenager relegando il tutto a un insieme di azioni, emozioni e avvenimenti tipicamente umani come l’amore e l’amicizia, ma anche la paura vera e propria; infine il sottosuolo non è altro che una probabile critica al livello di società sempre più maligna e cattiva nei confronti del mondo e della natura. In tutto ciò possiamo rintracciare un binomio fondamentale in Stranger Things, ovvero il realismo legato all’irrealtà. Già nella prima stagione, è giusto asserirlo, il centro tematico della storia sono le reflazioni e il senso intimo di famiglia e amicizia, che prenderanno sempre più piede come concetto nelle stagioni successive.

Un amico è qualcuno per cui faresti tutto, gli presti le cose fighe che hai, tipo fumetti e figurine. E mantiene sempre le promesse. Soprattutto se fatte con lo sputo. Una promessa con lo sputo significa che non tradisci mai la parola data. È un vincolo.

1×02 – Stranger Things

La prima stagione si sorregge con forza sui suoi piccoli personaggi ben caratterizzati in maniera tridimensionale, a esclusione di Will, che vengono sorretti da delle ottime performance attoriale, portando alla ribalta delle piccole star futuro del cinema, che possiedono in Stranger Things degli attori di primo calibro come David Harbour e soprattutto la star degli anni ’80-90 Winona Ryde. Finn Wolfhard è fantastico nel ruolo di Mike, un ragazzino timido e nerd pronto a lottare costantemente per la giusta causa senza perdere speranza, ma la star assoluta par bravura risulta Millie Brown, l’interprete di Unici ( Eleven nela versione originale), la bambina con super poteri innaturali e piuttosto pericolosi.  Millie sembra veramente a suo agio nel suo personaggio introverso, strano e quasi apatico, riuscendo a rendere “Undi” uno dei punti di forza della serie essendo in grado di caratterizzare il personaggio con delle espressioni perfette per il contesto. Questa attrice, anche se solo tredicenne ha fatto il suo debutto con qualche apparizione nota, ad esempio in Grey’s Anatomy ed ora ha sfondato del tutto con Stranger Things, ottenendo grazia a questa serie Netflix una parte in Godzilla del 2019.

Infine va dato merito alla fotografia dell’intera stagione in grado di mischiare con bravura registica tonalità calde noi momenti giusti e creare inversamente una fotografia più oscura e buia nei momenti di maggior pathos e tensione emotiva, giocando ottimamente con i personaggi che riescono grazie alle luci a ottenere uno spessore tridimensionale maggiore.

Note positive

  • Regia
  • Musica
  • La cura nei costumi e nell’ambientazione
  • Gli effetti speciali
  • Fotografia

Note negative

  • Il personaggio di Will risulta poco approfondito, come del resto i genitori di Mike

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