Storia di un fantasma – Scheda Film

Titolo Originale: A Ghost Story

Anno: 2017
Paese: Stati Uniti d’America
Lingua: Inglese, spagnolo
Genere: drammatico, sentimentale

CAST TECNICO

Regia David Lowery

Sceneggiatura David Lowery

Dop: Andrew Droz Palermo

Montaggio David Lowery

Casa di Produzione: Sailor Bear,  Zero Trans Fat Productions, Ideaman Studios

Durata: 1h 32m

Camera Arri Alexa Mini, Panavision Ultra Speed and Super Speed Lenses, Red Weapon

CAST ARTISTICO

Casey Affleck

Rooney Mara

Storia di un Fantasma –  La recensione

A qualunque ora ci si svegliasse c’era una porta che si chiudeva

cit. Virginia Woolf, Una casa stregata

Se volete assistere ad un film horror questo non è il film adatto. In “Storia di un Fantasma” non c’è nessun elemento di tensione o di paura ma pura filosofia metafisica mostrata attraverso uno sguardo sul mondo, sul tempo e lo spazio assistendo alla vita, fatta di assoluta solitudine, di un fantasma alla ricerca del suo amore perduto.

David Lowery crea una storia visionaria che non cade mai nella banalità e nel ridicolo, neppure quando ci troviamo dinanzi ad un fantasma realizzato senza effetti speciali ma con addosso solo un lungo lenzuolo bianco, che lo fa sembrare un principe venuto da un altro tempo, e due grossi buchi neri e profondi come occhi.

Tale scelta stilistica del film ricorda un film di Sergio Caballero “Finisterrae” del 2011, anch’esso presentato al Sundance festival; ma anche nella vena umoristica con cui la storia viene narrata.

Trama

Una coppia vive in una casa rumorosa in apparente amore. Un giorno però l’uomo fa un incidente stradale a pochi metri da casa rimanendo ucciso. L’uomo però nell’obitorio dell’ospedale si risveglia come fantasma. Cammina per l’ospedale, il portale per l’aldilà si apre ma lui decide di non lasciare la vita, dirigendosi dalla sua amata nella sua adorata casa. Il fantasma non abbandonerà mai più quel luogo vedendo trascorrere i giorni, gli anni e infine i secoli, lì immobile e invisibile.

Analisi Filmica

 C: Perchè ridi?

M: Non lo so… ho tanta paura

C: Perché?… Non aver paura

cit. Storia di un fantasma

Con queste parole pronunciate da una ragazza e un uomo sdraiati, abbracciati sul divano di una casa alquanto rumorosa, si apre l’opera filmica di David Lowery incominciando già a tessere le prime note di suspance all’interno del film e sul senso profondo del suo intero dramma.

Lowey gioca magistralmente con le regole non scritte del cinema di genere horror, in special modo nella prima mezz’ora dell’opera filmica in cui lo spettatore non comprende il tema de “Storia di un Fantasma”. Il regista inserisce battute e immagini, specialmente quella del riflesso della luce sulle pareti nelle prima sequenza, che danno la sensazione che stia per accadere qualcosa di veramente spaventoso e terrificante, evento che ovviamente arriverà benchè non sia quello che lo spettotore si attende.

La scelta registica dell’uso di descrivere le singole scene del film attraverso dei piani sequenza con macchina da presa fissa e un’assenza quasi totale di musica è giusta riuscendo ad innondare lo spettatore di una sensazione soffoncante d’ansia, malessere e drammaticità, in cui assistiamo all’impossibilità del fantasma di esprimere il proprio amore.

Bellissima per questo motivo l’inquadratura e la scena in cui Rooney Mara mangia un’intera torta dopo essere venuta, con molta probabilità, dal funerale del suo amato, interpretato da Casey Affleck.

Ogni inquadratura, va detto, è un piccolo dipinto, ma quelle della prima parte dell’opera filmica sono speciali: Rooney e Casey appaiono all’unisono sullo schermo con inquadrature in cui è visibile l’intera profondità scenica. I due personaggi, il fantasma e la donna, sono sempre vicini ma assistiamo impotenti alla non possibilità del fantasma di poter comunicare con la donna che ama.

storia di un fantasma rooney mara

Al contempo stesso inserisce all’interno delle sequenze narrative immagini del cosmo, dell’universo, incominciando ad immettere nella storia d’amore e di terrore note più ampie e imponenti, portando nel film la consapevolezza di tematiche profonde sull’esistenza degli esseri umani, domande che esso risponderà solo in apparenza.

In contrapposizione alle scene sull’universo, il formato utilizzato dal regista con un aspect ratio di 1:37:1 in maniera non comune dato che va ad arrotondare gli angoli, come si fa nelle vecchie fotografie di famiglia negli album fotografici, percepiamo la tenerezza dell’intimità stessa della storia d’amore tra due uomini ed infine di un uomo che vaga in solitudine. La stessa tinta delle inquadrature opache e in stile retrò rimandano ad una vicenda legata all’anima stessa del personaggio divenuta fantasma.

L’intera opera gioca su due piani: intimistico e uno più rappresentativo sul significato stesso di esistere e della lotta dell’essere umano di voler sopravvivere al tempo stesso e forse anche allo spazio, speranzoso che tutto rimarrà sempre ed eternamente identico a se stesso.

Per l’intera durata fimica non assistiamo quasi mai a veri dialoghi ma è il tempo che scandisce gli attimi e il respiro dell’evoluzione del mondo, sono gli occhi del fantasma che parlano ai nostri cuori communicando i suoi sentimenti. In un’opera di questo genere trovo assurdo l’aver inserito un lunghissimo monologo fatto da un uomo che abita nella casa. Questa scena mostra in maniera chiave un tema filmico ma questo doveva e poteva essere mostrato in tutt’altro modo, ovvero con l’uso delle immagini.

Ci sforziamo per non essere dimenticati […[ magari tutto il mondo avrà memoria di noi o forse solo un paio di persone ma facciamo di tutto per provare a essere ricordati dopo la nostra fine […] ma ad un certo punto le cose collasseranno. […] Tutto svanirà del tutto, ogni attimo in questa dimensione verrà al di poco demolito da una forza semplice […] quindi potete scrivere un libro ma le pagine bruceranno. Niente di tutto questo ha più importanza di scavare con le dita nella terra.

cit. Storia di un fantasma

Il nostro protagonista decide di non oltrepassare la porta che lo avrebbe condotto al paradiso, non voleva che lei, il suo amore, lo dimenticasse e voleva starle accanto. Quando lei se ne va decide di rimanere all’interno della casa per tutta la sua esistenza, non vuole demordere, non vuole andarsene dal mondo. Il fantasma vuole esistere, rimanere ancorato al mondo. La casa, in cui vivrà tutta la sua esistenza, diventerà per lui simbolo stesso del ricordo, di un’amore lontano ormai svanito, che nel suo cuore è ancora lì, presente.

La casa è la sua memoria, ciò che non vuole abbandonare, perchè abbandonarla significherebbe dimenticarsi di lei.

Quando ero piccola ci trasferivamo di continuo ed io scrivevo dei bigliettini, poi li ripiegavo tante volte e li nascondevo nei vari posti, così semmai avessi voluto tornare ci sarebbe stato qualcosa di me che mi avrebbe aspettato.

cit. Storia di un fantasma

Trovare e leggere quei biglietti diverrà per lui un modo per ricordare e rimanere vivo nel tempo che scorre rapidamente. Il passare del tempo viene narrato attraverso dei piani sequenza in cui il fantasma cammina per la casa e ad ogni stanza che percorre trova un nuovo pezzo di vita di altre persone, che alla fine sarà sempre lui a cacciare da quella dimora, spaventandoli, come fanno i classici fantasmi del genere horror.

Nel momento in cui la casa verrà distrutta, si ha un cambio netto di montaggio con maggiori stacchi ela scena stessa, in cui C. guarda il paesaggio del futuro è favoloso.

Il fantasma viaggerà per il tempo in un unico spazio dove c’è la sua amata casa, sia nel passato che nel futuro.

La grandezza dell’opera e la bravura del regista sceneggiatore è di non essere caduto nel ridicolo. Il fantasma non ha effetti speciali, è semplicemente un uomo coperto con un lenzuolo. Il modo in cui compare in scena e lo stile narrativo riescono a far entrare quel particolare personaggio nel cuore dello spettatore. Tale operazione non è semplice, anche per il fatto di aver reso il fantasma protagonista dell’opera.

Spiegazione Finale

Avviso spoiler.

Il Fantasma giunge alla fine del tempo e decide di suicidarsi, questo evento lo rimanda all’origine stessa della casa, nel mondo western. Questo passaggio marca in maniera indelebile come la casa sia fondamentale all’interno della storia e come il protagonista sia legato a quel luogo da qualcosa che supera le bariere del tempo.

Il nostro viaggiatore del tempo vive eternamente in quel luogo da quando questo è stato creato. Lui incarna l’essenza stessa della casa.

Interessante il finale. Riviviamo i momenti in cui i due fidanzati si instaurano nell’abitazione e comprendiamo che i rumori che sentivano erano causati da lui. Ma la storia finisce in maniera misteriosa.

La ragazza immette i biglietti con sopra scritto una frase, si presume, in una fessura del muro. Il fantasma la guarda andare via, va ad estrarre il foglio, legge la frase e svanisce.

Per quale motivo svanisce? Che cosa c’era dentro quel biglietto? Probabilmente il protagonista ha compreso che la storia d’amore era ormai finita da parte della donna e che nessuno si sarebbe ricordato realmente di lui.

Lui svanisce comprendendo che la vita stessa non ha un senso. Il finale comunque rimane molto aperto alla interpretazione dello spettatore.

Note positiva

  • La regia
  • La scelta stilistica
  • L’interpretazione attoriale di Ronney Mara
  • La fotografia e l’uso della profondità di campo
  • La forza delle scene

Note negative

  • Il finale, troppo aperto
  • La connessione tra la casa e il protagonista non viene spiegata