Stanlio & Ollio – Scheda Film

Anno: 2018

Paese: Stati Uniti d’America

Lingua: Inglese

Genere: biografico

CAST TECNICO

Regia Jon S. Baird

Sceneggiatura Jeff Pope

Montaggio Úna Ní Dhonghaíle, Billy Sneddon

Dop Laurie Rose

Musiche Rolfe Kent

Casa di produzione Sonesta Films, Fable Pictures

Durata 1h 38m

Formato 2.35 : 1

Camera ARRI Alexa SXT, Cooke S4

CAST ARTISTICO

Steve Coogan

John C. Reilly

Shirley Henderson

Danny Huston

Nina Arianda

Stanlio & Ollio – La Recensione

Lo spettacolo deve continuare

cit. Stanlio & Ollio

Laurel e Hardy hanno il potere di far sognare il mondo, di far ridere un’intera platea attraverso la mimica, lo sguardo e qualche semplice parola mai offensiva. Dal loro stesso modo di vestirsi, bombetta, bretelle e camicia (elementi che li avvicinano ai comici dell’epoca come Keaton e Charlie Chaplin) e dal loro modo di porsi al pubblico sono da considerarsi due veri gentleman. In ogni loro sketch e lungometraggio l’atmosfera viene invasa dalla loro goffaggine, gentilezza e infantilità; caratteristiche che li hanno condotti immediatamente al cuore della gente.
Era impossibile che il pubblico non si innamorasse di questo duo che faceva del romanticismo, delle sventure e dei battibecchi privi di volgarità il loro cavallo di battaglia. Gli spettatori assistevano ai loro spettacoli anti-politici e privi di qualsiasi critica sociale solo per ridere e Stanlio e Ollio non li hanno mai delusi mostrando al mondo due individui dall’animo puro e infantile.
Nel 2018 viene presentato al Festival del cinema di Roma, il primo lungometraggio sul duo comico più famoso del mondo Stanlio & Ollio diretto da Jon S. Bard. Il film ottiene immediatamente l’approvazione dei critici soprattutto per le due interpretazioni che li hanno portati alla vittoria nella categoria “Best Actor” al Boston Society of Film Critics Awards. Per alcuni problemi di distribuzione il film è uscito solamente il 1 maggio 2019 in Italia. 
 

La storia narrata è liberamente tratta dal romanzo Laurel & Hardy – The British Tours di ‘A.J.’ Marrio che va a mostrare un periodo alquanto sconosciuto della storia dei due attori americani, ovvero gli ultimi anni di attività, che non furono svolti all’interno di un set cinematografico ma in una tournée teatrale.

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Trama

Siamo nel 1937, sul set dei I Fanciulli del West. Stan Laurel e Oliver Hardy discutono nei loro camerini sul loro trattamento economico, asserendo di prendere troppi pochi soldi di fronte alla loro importanza. Tra i due il più infervorito e deciso a brontolare con il produttore cinematografico è Stan che è convinto che il successo dei film dipenda da loro due e che se la casa cinematografica li vorrà ancora saranno costretti ad accettare le loro proposte per l’adeguamento economico del contratto.

Purtroppo per Stan le cose andranno diversamente; il produttore Hal Roach lo licenzia e il suo amico Oliver lo tradisce rimanendo alla Hal Roach Studios, mentre Stan era in trattative per portare il duo dentro la 20th century Fox.

Passano 16 anni. Stan e Oliver si riuniscono, malconci e invecchiati, per una tournée teatrale nei vari teatri dell’Inghilterra. Ormai i due non hanno più soldi e sono in una fase alquanto decadente della loro carriera. Nessuno li vuole più, anche perchè il mondo del cinema sta rapidamente cambiando. L’inizio della tournée teatrale non è dei migliori: Hotel vecchi e privi di comfort e piccoli teatri semivuoti con un pubblico alquanto anziano.

L’ultima speranza per ritornare in auge risiede nel film su Robin Hood, ma i malumori tra i due per gli avenimenti di sedici anni prima vivono ancora dentro di loro pronti a rivenire fuori.

Analisi Filmica

Lo sceneggiatore Jeff Pope ha avuto un’intuizione brillante nello sviluppare la storia: mettere in secondo piano il duo comico Stanlio e Ollio per parlare dell’essenza dell’umanità e degli uomini che stanno dietro alle maschere.

Nel mondo esistono solamente Stanlio e Ollio intesi come icone del cinema, ma i loro interpreti hanno una loro vita complessa come quella di ogni essere umano. Oliver e Hardy possono essere loro stessi solo nella solitudine e dentro le mura domestiche; al di fuori di queste, agli occhi del pubblico non esistono altro se non come il duo comico. Ma chi sono realmente Oliver Hardy e Stan Laurel? E’ realmente possibile distinguere i personaggi dai loro creatori?

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Tale argomento è stato trattato in maniera ottimale dalla cura registica apportata al progetto da Jon S. Baird che si sofferma spesso e volentiri sulla tristezza degli occhi di Stan Steve Coogan), sui volti riflessi negli specchi e attraverso le loro ombre, come accade nel finale in cui da un lato assistiamo all’ultimo triste saluto dei due e da un’altro alla fine di Stanlio e Ollio come personaggi invasi da una spensierata allegria.

L’inizio del film incarna alla perfezione l’essenza dell’opera mostrando immediatamente il focus scelto dallo sceneggiatore e dal regista il tutto narrato da un’impeccabile piano sequenza in cui entriamo dentro l’atmosfera del set e del cinema, ovvero la finzione.
La prima inquadratura è dedicata al simbolo del duo comico: le bombette appesse ad un’attacappani. Stan e Oliver sono intenti a truccarsi e a rilassarsi prima delle riprese discutendo tra di loro di problemi economici dovuti anche ai troppi matrimoni falliti. Il discorso non è spensierato, come lo sono i due personaggi nei film, ma parla di vita, di realtà.

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Noi li troviamo di spalle alla macchina da presa, i loro volti sono visibili solamente attraverso i riflessi sullo specchio, elemento di uno spessore drammaturgico importante. Ad un tratto si alzano e li vediamo per la prima volta dal davanti. Attraverso un suggestivo piano sequenza con steadicam continuamo a sentire i loro discorsi seri sulle loro problematiche finanziarie e ogni qual volta incontrano una ragazza o qualcun’altro si trasformano nelle macchiette da loro interpretate, specialmente Ollio.
Il film spesso si divide in questa contrapposizione: Stanlio e Ollio davanti al pubblico e Hardy e Laurel nel privato.
La comicità è quasi del tutto assente nel film, anche negli istanti in cui viene mostrato con maestria lo spettacolo teatrale. La sensazione dominante è la malinconia in cui ogni sorriso, ogni battutina ironica ha in sè un sapore di tristezza, tristezza che trasparre sempre dagli occhi dei due interpreti.
Stanlio & Ollio intende narrare una storia di emozioni semplici, una vicende di amicizia, un viaggio alla riscoperta di sé e del suo migliore amico. Stan e Ollio, a quanto si apprende nell’opera filmica, non sono mai stati realmente amici ma compagni di lavoro: solo alla fine i due sembrano trovare una vera sintonia che vada oltre l’unione artistica.
Stalio & Ollio
Per tutto il lungometraggio i due non parlano mai di loro ma sempre e solo di lavoro. Laurel continua a scrivere scene che andranno a creare il prossimo film di Stanlio e Ollio e questi sono i discorsi principali tra i due, come quelli sul futuro della tournée e sull’inizio delle riprese. Solo ad un certo istante qualcosa si rompe, i due ricominceranno a litigare per gli eventi del passato e solo allora l’amicizia nascerà vera e autentica.
Non erano mai stati molto amici fino a quando non decisero di intraprendere quell’ardua tournée e non vissero gomito a gomito una  settimana sì e una no. La premessa del film è quella di raccontare come sono arrivati ad essere uniti nella vita reale quanto lo erano nella vita di finzione
cit. Pope
Il lungometraggio non è un biopic convenzionale ma va a scavare nell’emotività dei personaggi creando una storia che non vuole parlare della vita dei due attori ma solo di un preciso istante storico; tale decisione è stata quella che ha permesso al film di fare il salto di qualità. Per tutto il tempo della visione di Stanlio & Ollio il pubblico si rende conto di vedere un’opera che sa di cinema, dalla musica alla scenografia. Il tutto è curato con massima attenzione; i costumi, il trucco e gli elementi messi in scena danno un’autenticità al film in cui non notiamo mai la differenza tra i reali Stanlio e Ollio e quelli messi in scena dagli attori, perfetti nella recitazione. I loro volti, le loro espressioni racchiudevano l’essenza stessa del lungometraggio. Tutti i personaggi sono tridimensionali ed hanno una grande dote umanitaria.
Il prodotto finale è quasi perfetto eccetto che per la verosomiglianza storica. Vediamo una scena nel 1937 all’inizio in cui avviene la rottura tra Stanlio e Ollio che prendono due strade divergenti. Da tale istante trascorrono sedici anni e dalla battute pronunciate da Ollio come ” Ci stiamo riconoscendo” sembra quasi che loro non si sono più rivisti per sedici anni, quando invece dopo un piccola pausa i due hanno rifatto moltissimi film insieme; questo è l’unico vero errore, che poteva essere tranquillamente evitato.
Lo Stanlio & Ollio che fuoriesce è struggente e emozionante. La nostalgia prenderà vita dentro il vostro cuore e non potrete stare impassibili davanti a questa narrazione di due uomini soli che vivono tramite i loro personaggi. Un gioiello da vedere.
Note positive:
  • Attori
  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Musica
  • Scenografia
  • La scena nel finale magistralmente girata come del resto quella iniziale
Note negative:
  • Piccoli errori di verità storica ad inizio film