Spider-Man 3: Una fallace conclusione

Spider-Man 3: Una fallace conclusione 1

Spider-Man 3

Anno: 2007

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Fantascienza, Azione

Durata: 2 hr 20 min (140 min)

Casa di produzione: Columbia Pictures, Marvel Studios

Prodotto da: Avi Arad, Laura Ziskin

Regia: Sam Raimi

Sceneggiatura: Alvin Sargent, Sam Raimi, Ivan Raimi

Montaggio: Bob Murawski

Dop: Bill Pope

Musiche: Christopher Young, Danny Elfman

Attori: Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Thomas Haden Church, Topher Grace, Rosemary Harris, J.K. Simmons, Bryce Dallas Howard, James Cromwell, Willem Dafoe

Trailer di Spider-Man 3

RECENSIONE DI SPIDER-MAN 3

Il più grande nemico si nasconde dentro di te.

TAGLINE DEL FILM

Con i suoi oltre 250 milioni di dollari di budget sommati a una cifra eguale per il marketing, Spider-Man 3 è entrato nel primato dei film più costosi della storia del cinema. Di conseguenza è un vero peccato che, a fronte di questi numeri e del bellissimo risultato del capitolo precedente, le aspettative generate dal terzo capitolo della saga dell’Uomo Ragno firmata Sam Raimi siano parzialmente tradite.

Sebbene sotto il profilo visivo il lavoro di Raimi sia ampiamente convincente, Spider-Man 3 è un  blockbuster a malapena sufficiente, poco consistente nonostante le buone intuizioni e la tanta carne al fuoco, dotato addirittura di alcuni momenti involontariamente ridicoli che ne abbassano la qualità.

TRAMA DI SPIDER-MAN 3

La vendetta è come un veleno che ti invade tutto, senza che tu te ne accorga ti trasforma in un essere spregevole.

CIT. ZIA MAY (ROSEMARY HARRIS) – Spider – Man 3

Peter Parker (Tobey Maguire) è finalmente felice, e grazie all’equilibrio tra l’amore per Mary Jane (Kirsten Dunst) e i suoi doveri di eroe sembra aver trovato un po’ di serenità. Quando una misteriosa sostanza aliena si attacca al suo costume, facendolo diventare nero e alimentandone poteri e lati più violenti, Peter deve affrontare i suoi demoni interiori oltre alle minacce dell’Uomo Sabbia (Thomas Haden Church) e di un nuovo Goblin sorto dalle ceneri del rancore di Harry Osborn (James Franco)…

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Thomas Haden Church as Sandman battles Spider-Man
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Venom in Spider-Man 3

ANALISI DI SPIDER-MAN 3

Qualunque cosa dobbiamo affrontare, qualunque siano le nostre lotte interiori, abbiamo sempre una scelta. Sono le nostre scelte che fanno di noi quello che siamo, e abbiamo sempre la possibilità di fare la scelta giusta.

CIT. PETER PARKER (TOBEY MAGUIRE)

Spider-Man 3 rappresenta l’atto conclusivo dell’evoluzione del personaggio di Peter Parker, il quale finalmente impara quanto la suddivisione tra bene e male non sia mai davvero netta, che persino dietro un criminale può nascondersi un barlume di umanità. L’introduzione della possibile rivale in amore di Mary Jane, Gwen Stacey (Bryce Dallas Howard), e dell’alter ego negativo Eddie Brock (Topher Grace), era fondamentale per sviscerare aspetti caratteriali del protagonista più oscuri e, finora, inediti; ma il tutto finisce per apparire posticcio e approssimativo per influire positivamente sul risultato finale.

Il troppo materiale che infarcisce la sceneggiatura dei fratelli Raimi e di Alvin Sargent sbilancia spesso e volentieri il ritmo del film, con tre figure antagoniste mai davvero ficcanti che sballottano continuamente il focus narrativo di cui sopra. Non è un caso, quindi, che la presenza di Venom, imposta a Raimi dai produttori per ragioni puramente commerciali, sia la più farraginosa.

Sorvolando sul famigerato intermezzo con Peter Parker in versione dark, Raimi riesce a tenere in piedi la baracca con diverse sequenze certosine (le genesi dell’Uomo Sabbia e di Venom su tutte) e con uno scontro finale dotato di buon ritmo e discreto pathos, conformemente ai requisiti minimi di ogni blockbuster d’azione che si rispetti. Una chiusura zoppicante ma decorosa, specie se confrontata con i risultati aberranti del successivo reboot The Amazing Spider-Man di Marc Webb.

NOTE POSITIVE

  • Raimi conferma di sapersi districare con l’ampio budget, dirigendo con polso di ferro ogni singola scena.
  • Le performance attoriali, decorose, tengono desto l’interesse.
  • Christopher Young subentra a Danny Elfman in sede musicale, e lo fa con gran professionalità.

NOTE NEGATIVE

  • Troppa carne al fuoco che avrebbe meritato ben altra gestione.
  • Si avverte che la presenza di Venom era involuta.
  • Alcune parentesi ridicole.