Sorry we missed you: Dov’è finita la dignità dell’uomo?

sorry we missed you locandina

Sorry we missed you

Anno2019

Paese di produzione: Gran Bretagna, Francia, Belgio

GenereDrammatico

Produzione: Sixteen Films, BBC Films, BFI Film Fund, Les Films du Fleuve, Why Not Productions, Wild Bunch

Distribuzione Lucky Red

Durata: 1h 41m

Regia: Ken Loach

Sceneggiatore: Paul Laverty

Montaggio: Jonathan Morris

DopRobbie Ryan

Musica: George Fenton

Attori: Kris Hitchen, Debbie Honeywood, Rhys Stone, Katie Proctor

Trailer di Sorry we missed you

Trama di Sorry we missed you

La tranquillità economica e relazionare di una famiglia di Newcastle viene compromessa nel 2008, quando il crack finanziario li investe direttamente. Da quel momento vengono coperti di debiti, costretti a rinunciare al sogno di una casa di proprietà e il padre, Ricky (Kris Hitchen) perdendo un posto sicuro nell’edilizia dovrà arrangiarsi con mille lavoretti precari. Ora però è stanco di questa situazione, così, tenta una nuova strada: mettersi in proprio e lavorare come corriere per una ditta in franchise, impiego con cui sembra possibile fare molti soldi. Per farlo ha bisogno di una piccola cifra da investire per comprarsi il furgone così ne parla con la moglie Abby (Debbie Honeywood) la quale dopo le prime resistenze cede e acconsente, seppur a malincuore, alla vendita della propria auto, mezzo che la facilita nel suo già pesante e malpagato lavoro di assistente domiciliare.

Ricky e Abby hanno due figli: Seb (Rhys Stone) di sedici anni e Liza Jane (Katie Proctor) di undici, anche loro hanno risentito della crisi: da quel momento i genitori non hanno potuto essere presenti come prima e sentono la mancanza di quelle chiacchiere allegre e spensierate di una volta. I due reagiscono in modo diverso, Seb sbandato e con una vena artistica inizia a marinare la scuola e a fare graffiti in giro, e sempre più prende una cattiva strada, al contrario, Liza Jane diviene più responsabile, aiuta in casa, cerca di controllare il fratello e fa di tutto affinché ci sia serenità.

In questa situazione l’unità familiare è messa in forte crisi e ciò, come in un gioco di specchi, si rifletterà sul nuovo lavoro di Ricky, che da opportunità diventerà fonte di maggiore malessere.

Recensione di Sorry we missed you

Il 2 gennaio 2020 in tutte le sale italiane è uscito il nuovo avvincente dramma del maestro Ken Loach, Sorry we missed you, il quale nasce da appunti presi dal regista ma soprattutto dallo sceggiatore Paul Laverty per il lavoro del precedente lungometraggio Io, Daniel Blake (2016), e condivide con quest’ultimo temi e ambientazione. Un altro tassello del mosaico sulle periferie e sulla classe proletaria sul quale con grande impegno sociale Loach lavora da sempre.

Come in altri film del regista, anche in Sorry we missed you Loach ha optato per girare le scene in ordine cronologico, non facendo sapere agli attori gli sviluppi della storia, facendo sì che ogni sorpresa del film lo fosse anche per loro così da ottenere, combinando ciò alla scelta di attori non famosi, con poca esperienza (Kris Hitchen ha fatto per molto tempo l’idraulico e Debbie Honeywood è un’insegnante di sostegno) e con visi molto comuni, di rendere ancora più realistica e d’impatto la storia.

Le riprese hanno richiesto solo cinque settimane e mezzo di lavoro ma la preparazione e l’ambiente del deposito di distribuzione dei pacchi ha richiesto molto tempo e organizzazione in quanto, Loach ha scelto di girare in un deposito vero e operativo così da poter dare alle scene uno stile documentaristico. Infatti, l’intento principale del film è quello di mostrare e soprattutto denunciare un nuovo sistema di sfruttamento sul lavoro: quello dei contratti a zero ore, nuovo per i mezzi tecnologici e sofisticati ma vecchio come il mondo.

Ci si sente nel vedere il film come Alex in Arancia Meccanica durante la cura Ludovico, ciò che viene mostrato per la sua crudeltà e inumanità ci fa provare un senso di disagio e disgusto e gli interrogativi che ci dovrebbe far porre sono: è davvero un sistema buono quelle delle compere online? È giusto a livello umano? È ecosostenibile per il pianeta? È umano far lavorare qualcuno in questo modo?

Tutti noi abbiamo comprato almeno una volta online e ora è arrivato il momento di riflettere su quello che facciamo, del sistema che andiamo incoraggiando e alimentando. Sorry we missed you  si conclude con un finale aperto ma che lascia poco spazio alla speranza, non lascia, però, dubbi sul messaggio: se le cose non cambieranno, se noi in modo attivo non cambieremo non ci potrà mai essere un happy end, la soluzione e il cambiamento sono suggeriti nel film, Loach ci sfida a trarre da soli le conclusioni.

Film necessario e importate per il periodo storico che stiamo vivendo. Va assolutamente visto!

Note positive

  • Ritmo buono.
  • Tono serio ma con piccoli momenti di estrema leggerezza e quotidianità.

Note negative

  • Nessuna