Solo – star wars story (2018)

Paese: USA

Lingua: Inglese

Genere: fantascienza, azione

CAST TECNICO

Regia  Ron Howard

Soggetto e sceneggiatura J. Kasdan e L. Kasdan

Montaggio Pietro Scalia

Dop Brandford Young

Casa di Produzione: LucasFilm

Durata: 2h 15m

Formato: D-Cinema

Aspect ractio: 2.39 : 1

Camera:ARRI ALEXA 65, ARRI Rental Prime DNA Lenses
Arri Alexa Mini
Arri Alexa XT Plus, CamTec Falcon Full Frame Lenses

CAST ARTISTICO

Alden Ehrenreich

Emilia Clarke

Joonas Suotam

                                                            Woody Harrelson                                                                                                                             Donald Glover

H.Solo: Non mi hai detto come ti chiami

Chewbecca [Heooww]

H.Solo: Ti dovrò dare un soprannome. Non posso usare questo ogni volta

Lo spettatore, andando al cinema, vuole sognare ad occhi aperti, immergersi in luoghi per lui irraggiungibili e misteriosi fino a ritrovarsi in mezzo ad un conflitto venendo braccati da dei temuti Imperiali o peggio ancora da qualche Sith. Questo è il fascino che racchiude Star Wars dal momento in cui è venuto alla luce: una storia d’avventura, d’amore basata sullo scontro tra il bene e il male, tra democrazia e dittatura, il tutto ambientato nello spazio con navicelle spaziali e creature extra-terrestri.

Era scontato che sarebbe divenuto un prodotto di punta per qualche casa di distribuzione ( come lo è divenuto per La W. Disney), ma allo stesso tempo era impensabile che lo diventasse in tali proporzioni. Basta guardare i numeri: 6 film dal 1977 al 2014, una serie tv animata e qualche libro e fumetto per i veri nerd.

Ora invece?  E’ uscita una serie tv animata “Star Wars Rebels” , ad ottobre né uscira un’altra “Star Wars Resistance” ed una serie ( non animata) è prevista per il prossimo futuro. In tanto sono già usciti 4 film ( tra cui due spin-off) e nel 2019 vedremo Star Wars episodio IX e forse altri spin-off che al momento, proprio a causa di Solo, sono stati messi in pausa, in più sono in programma altre due trilogie ( 6 film) oltre a vari libri e fumetti dedicati a tale universo.

Un po’ troppo non vi pare?  Il guaio è che ad un ritmo così forsennato di produzione cinematografica, purché ci siano in mezzo una miriade di dollari,  serve pur sempre un’elemento che determinerà tutto: l’idea e se la storia ha ancora qualcosa da raccontare di realmente originale. Senza una buona idea, una buona sceneggiatura e creazione di ottimi personaggi tridimensionali, beh, neppure Star Wars avrà lunga vita.

Solo – A Star Wars Story (2018) è il secondo spin-off  prodotto dalla LucasFilm dopo Rogue One, quest’ultimo era stato apprezzato dai fan oltre ad essere stato considerato il miglior film prodotto dall’uscita di George Lucas dall’universo Star Wars.

Nonostante la delusione e la bruttura del film “Episodio VIII” , che ha danneggiato gli incassi al botteghino di Solo tanto da essere il primo film della saga in rosso, sono andato con fiducia al cinema nel credo che gli spin-off siano più interessanti della saga…. invece mi sono dovuto ricredere.

Trama:

Han sopravvive come schiavo di Lady Proxima insieme alla sua compagna  Qu’ra. Ad inizio film i due decidono di imbarcarsi su una navicella spaziale essendo riusciti a prendere un materiale prezioso che gli consente di andarsene da quel lugubre luogo. Ma ovviamente non andrà bene. Han scapperà mentre Qu’ra verrà catturata. Han non si arrende, si arruola come pilota nell’esercito imperiale per riuscire, un giorno a salvarla ed è qui che al momento del tesseramento prenderà il nome di Han Solo; Solo perché è orfano da sempre e dunque non ha mai avuto un cognome.

Ovviamente niente andrà secondo i suoi piano.Non diventerà un pilota ma verrà mandato in battaglia in prima linea ed è qui che tenterà di disertare dall’esercito ed incontrerà Beckett e la sua ciurma.  Prima di riuscire a scappare dall’esercito viene catturata dagli imperiali che lo buttano in una fossa affermando che il mostro lo mangerà. La creatura mostruosa non è altro che Chewbecca, anch’esso schiavo degli imperiali. I due combattono poi lui inizia a parlare nella lingua di Chewbecca e i due escogitano un piano per scappare. Alla fine entrambi riusciranno ad entrare nella navicella di Beckett e a divenire dei fuorilegge fino a rincontrarre Qu’ra, il misterioso personaggio, la quale non è più la semplice schiava che Han aveva conosciuto.

Opinione:

Il film e la regia di Ron Howard ( che è subentrato in corsa al posto di Miller e Lord) non sono male, intrattengono e mostrano esattamente quello che i fan vogliono vedere da un film sul mitico personaggio Han Solo, interpretato in passato da Harrison Ford, mentre ora è Alden Ehrenreich a vestire i panni del giovane Solo.

La storia mostra come Han è divenuto quello che abbiamo conosciuto nel 1977 e di come abbia incontrato il suo fido compagno di viaggio e di come si sia impadronito del leggendario Millennium Falcon di Lando oltre a farsi conoscere il vero motivo per cui è diventato un fuorilegge.

Sia chiaro, la storia doveva parlare di tutto ciò ma lo ha fatto nella maniera sbagliata sotto molti punti di vista.

In primis non è stato messo accanto al giovane Han Solo una figura che gli fungesse da mentore, che gli insegnasse realmente la strada da seguire, come invece lo era stato Obi Wan Kenobi per Anakin e per un breve istante per Luke.  Tale figura, in questo lungometraggio, sarebbe dovuta essere quella rappresentata dal fuorilegge Tobias Beckett ( Woody Harrelson) ma oltre a dargli un insegnamento ” Non devi fidarti mai di nessuno” fa be poco, possiamo asserire che Han sa già tutto ciò che dovrà fare e diventare appena dopo venti minuti di film.

Il secondo problema è l’aver caratterizzato il background del protagonista con una storia d’amore, la quale lo ha spinto a divenire il fuorilegge che abbiamo conosciuto nel primo lungometraggio.  Errore perché tutti noi l’abbiamo conosciuto seguendo la storia del suo grande amore con la Principessa Leila e sappiamo bene come questo amore l’abbia portato ad agire cosa che non accade per la schiava QI’ra (Emilia Clarke). Il vero Han non si sarebbe mai arreso alla scompara di lei ma l’avrebbe ricercata sempre, in ogni angolo dell’universo.

Terza stonatura è l’incontro con il suo co-pilota Chewbecca, che è un po’ troppo stravagante al mio modo di vedere.

Il film è godibile e ben fatto, con sfumature western e umoristiche ma manca completamente il climax Star wars, sembra non appartenere a questo universo e il mondo pre ritorno alla repubblica viene mostrato in malo modo rimanendo oscuro al pubblico. Anche la nascente ribellione viene mostrata in maniera sbagliata e non riusciamo minimamente a distinguere per tutto l’arco narrativo il bene e il male.  Se poi si vuole creare una storia d’amore, che questa abbi un reale senso e che provochi realmente delle conseguenze all’interno del suo protagonista. Invece Qu’ra rimane sempre misteriosa ed indecifrabile e Solo non fa niente per riprendersela.

Gli sceneggiatori, nel finale, hanno voluto lasciare un ampio spazio al personaggio di Qu’ra, di cui il film Solo non sembra altro che una sua introduzione in una sua saga nell’universo di Star Wars più che un film su Han Solo.

Note positive

  • La storia a sè funziona come il film. Se vogliamo una storia d’avventura la troviamo
  • A tratti si ricerca di raggiungere lo stile Star Wars
  • La storia di Lando

Note negative

  • La regia è buona ma non è riuscita, forse, a lavorare bene con gli attori. Alden Ehrenreich è una macchietta per tutta l’opera filmica. Emilia Clarke non sembra mai veramente entrare dentro la storia, non so se a causa del suo misterioso personaggio o perché si è sentita schiacciata dal peso di un film di tale livello.
  • La non coerenza con il personaggio originale di H.S.
  • Il finale apertissimo a nuove trame
  • Tutti i personaggi sono completamente disonesti e fanno sempre e solo il loro comodo
  • Tutto l’opera batte su un tema fin troppo ripetuto e forzato: Qi’ra afferma di conoscerlo e che sa che dietro quella facciata da duro si nasconde un cuore d’oro, mentre Solo afferma di essere un cattivone.
  • Il modo in cui viene mostrata la nascente ribellione.