Snowpiercer: un microcosmo apocalittico a bordo di un treno

Recensione del film apocalittico Snowpiercer diretto dal regista di Parasite, Bon Joon - ho. Un gioiello di fantascienza.

Snowpiercer

Anno: 2013

Paese: Stati Uniti, Corea del Sud

Genere: Fantascienza

Produzione: Moho Films

Distribuzione: Koch Media

Durata: 126 min.

Regia: Bong Joon-ho

Sceneggiatura: Bong Joon-ho, Kelly Masterson

Montaggio: Steve M. Choe

Musiche: Marco Beltrami

Attori: Chris Evans, Tilda Swinton, John Hurt, Jamie Bell, Octavia Spencer, Song Kang-ho, Ed Harris, Ewen Bremner, Alison Pill

Snowpiercer, Trailer ITA

Recensione del film Snowpiercer

Snowpiercer è una previsione non troppo lontana della nostra società tra pochi anni. Se volessimo sapere cosa succederebbe se la natura fosse completamente congelata e l’umanità decimata, ci basterebbe vedere questo film. Snowpiercer illustra una società del 2031 divisa tra ricchi e poveri, carnefici e vittime in un mondo-treno inarrestabile. Non troppo diversa da quella odierna, se ci pensiamo bene.

Diretto nel 2013 dal regista sud-coreano Bong Joon-Ho (Memorie di un assassino, Parasite), il film è un connubio tra Oriente e Occidente. L’incontro tra culture diverse porta sullo schermo un piccolo capolavoro della fantascienza, che sicuramente rientra tra i film da vedere assolutamente. Interamente girato a Praga, Snowpiercer si ispira a un fumetto post-apocalittico francese dal titolo Le Transperceneige. Bong ne rimase folgorato, a differenza del produttore del suo primo film (Memorie di un assassino) che invece gli bocciò il progetto perché non interessato a una storia fantascientifica. Rivoltosi allora al suo amico e produttore Park-Chan Wook che rimase affascinato dal fumetto, Bong riuscì così a realizzare Snowpiercer e Park-Chan Wook produsse il film che diventò la produzione coreana più costosa di sempre, con un budget di quasi 40 milioni di dollari.

Trama di Snowpiercer

2031, i molteplici esperimenti falliti per porre fine al surriscaldamento globale hanno provocato una nuova era glaciale. I pochi esseri umani rimasti convivono sullo Snowpiercer, un treno inarrestabile guidato da un moto perpetuo. L’inventore del convoglio, il misterioso Wilford, è un dittatore che costringe i sopravvissuti in una rigida divisione sociale per garantire un eterno ordine. Minacciati costantemente, gli individui delle classi povere vivono infatti come parassiti, stipati come sardine in coda al treno e costretti a lavorare come schiavi in condizioni igieniche inesistenti e sfamati da sole barrette proteiche a base di scarafaggi. Diversa invece è la situazione in testa al treno, in cui gli abitanti conducono una vita dotata di ogni agio e confort. Vagoni scuola in cui si insegna ai bambini ad adorare il capo, vagoni bar ricchi di prelibatezze credute estinte, vagoni coiffeur: tutti lussi di cui il popolo deve privarsi.

Stufi di questi stenti e di una situazione ingiusta, i membri delle classi povere tenteranno la rivoluzione, rimandata troppe volte e ormai imminente. Capitanati dal giovane Curtis, i più temerari affronteranno la scalata del treno diretti verso un unico obiettivo: la sacra locomotiva. Perché chi controlla la locomotiva controlla il treno, e chi controlla il treno controlla il mondo.

La rappresentazione della realtà in Snowpiercer

Voi vi mettereste una scarpa in testa? Naturalmente non lo fareste mai. Le scarpe non sono fatte per la testa, le scarpe appartengono ai piedi e in testa si mette il cappello. Il cappello sono io, voi siete le scarpe. Io appartengo alla testa, voi appartenete ai piedi.”

cit. Mason, Snowpiercer

Questo il concetto alla base dell’eterno ordine imposto nello Snowpiercer e ribadito da Mason, la vicecomandante del treno, ai “parassiti” delle carrozze in fondo al treno. Lo Snowpiercer rappresenta la piramide sociale e l’inevitabile distinzione che si istaura tra classi. Gli abitanti della coda del treno rappresentano l’80% della popolazione mondiale attuale, costretta alla fame, a un duro lavoro e a una vita di privazioni. I membri della testa invece equivalgono a quel 20% della popolazione che può disporre liberamente di ogni tipo di ricchezza e agio.

Il signor Wilford può identificarsi con uno Stato dittatoriale che comanda e sottomette il popolo privandolo di ogni sicurezza e libertà. Ma può anche simboleggiare un mercato monopolista che non garantisce una equa distribuzione delle risorse. Il personaggio di Mason rappresenta le forze dell’ordine di uno Stato totalitario che, nel film come nella realtà, hanno il compito di tenere a bada quegli individui scomodi con opinioni non in linea con quelle del potere. Individui come Curtis, il quale, insieme agli altri membri delle classi indigenti, rappresenta tutti quei rivoluzionari che nel corso della storia hanno tentato di ribaltare un sistema politico autoritario e antico. Curtis è un uomo che non sopporta più le disuguaglianze e i soprusi subiti e lottando per ottenere un riscatto personale e l’uguaglianza collettiva, compie quella che potremmo definire la scalata sociale. I suoi camerati sono tutti i compagni che affiancano l’eroe nella sommossa, dimenticati ma fondamentali. Tra questi troviamo il mentore che istruisce e ispira saggiamente il capo rivoltoso e i fedeli discepoli dell’eroe ribelle. Tutte figure che non faremo fatica a ritrovare nei libri di storia.

Analisi filmica di Snowpiercer

Snowpiercer rappresenta il debutto in lingua inglese per il regista Bong Joon-Ho, oggi famoso in tutto il mondo grazie al pluripremiato Parasite. Ma le statuette vinte recentemente dal regista non sono le sole presenti in questa opera di sci-fi. Il palmares degli attori impiegati in questo film è magnificamente ricco. Il cast vanta infatti più di 20 riconoscimenti totali tra candidature e vittorie di premi Oscar e Golden Globes.

Ed Harris interpreta Mr Wilford, l’inventore del treno e creatore della gerarchia al suo interno. D’altronde chi meglio di lui, colui che 15 anni prima aveva ricoperto il ruolo dell’ideatore e produttore del Truman Show? Le forze dell’ordine invece sono rappresentate dalla perfida Mason che ha il volto di Tilda Swinton. Inizialmente pensato al maschile, Bong Joon-ho ripensò a Mason come una figura femminile proprio grazie a Tilda Swinton. Robotica, gelida e crudele, il personaggio le sembra cucito addosso. Da strega bianca dittatrice di Narnia a pedina manipolata da un dittatore ancora più calcolatore il passo è breve. Curtis, il capo rivoluzionario, è interpretato da Chris Evans, che già aveva dimostrato le sue capacità di leadership in Captain America. Andrew, Edgar, Gilliam e Tanya sono i compagni rivoluzionari dell’eroe e sono impersonati rispettivamente da Ewen Bremner (lo sfortunato Spud di Trainspotting), Jamie Bell (il piccolo Billy Elliot), il compianto John Hurt (il venditore di bacchette Olivander nella saga di Harry Potter) e Octavia Spencer (premiata con tutti i massimi riconoscimenti per la sua interpretazione in The Help). Last but not least, nel cast figura anche Song Kang-Ho, attore coreano e presenza fissa nei film di Bong Joon-Ho. I due, visti insieme nel recentissimo Parasite, danno prova di una vincente collaborazione attore-regista e con Snowpiercer consolidano la loro coppia formatasi nel lontano 2003 con Memorie di un assassino.

Una menzione d’onore se la meritano però coloro che lavorano dietro le quinte, in primis Ondrej Nekvasil, re della scenografia, e Hong Kyung-pyo che invece si occupa della fotografia. I due realizzano un treno dai mille volti e dalle mille sfaccettature, marcando bene le differenze di atmosfera, luce e colore tra gli ambienti in testa al treno e quelli in fondo. Se i primi infatti sono cangianti, sfavillanti e spaziosi, i secondi sono tetri, cupi e claustrofobici. Il tutto è accompagnato dalle musiche composte da Marco Beltrami, noto per le colonne sonore di molti film tra cui A quiet place, Quel treno per Yuma, The hurt locker e Terminator 3.

NOTE POSITIVE

  • Cast stellare. Tilda Swinton è camaleontica, per citare le parole del regista stesso.
  • Storia avvincente e ottima scenografia.

NOTE NEGATIVE

  • Alcune scene un po’ fuori luogo che si servono di artifici macabri e quasi assurdi per coinvolgere e sconvolgere lo spettatore.  

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