Shirkers – Gioventù Svogliata: storia di un furto cinematografico

Shirkers locandina

Shirkers – Gioventù Svogliata

Titolo originale: Shirkers

Anno: 2018

Paese: USA

Genere: Documentario

Prodotto da: Sandi Tan, Jessica Levin, Maya Rudolph

Durata: 96 min

Regia e Sceneggiatura: Sandi Tan

Montaggio: Lucas Celler, Sandi Tan, Kimberley Hassett

Fotografia: Iris Ng

Musiche: Ishai Ada

Attori: Sandi Tan, Jasmine Kin Kia Ng, Philip Cheah, Sophia Siddique Harvey

Trailer ufficiale di Shirkers

Shirkers è un documentario del 2018 scritto e diretto da Sandi Tan. E’ stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival e ha vinto il World Cinema Documentary Directing Award, rendendo Sandi la seconda regista di Singapore a vincere un premio al festival. Shirkers è stato rilasciato su Netflix il 26 ottobre 2018.

Trama di Shirkers

Nella Singapore del proibizionismo, dove persino masticare una gomma era vietato, Sandi e la sua amica del cuore Jasmine condividono oltre ad una fervida immaginazione, l’amore per il cinema e la musica underground. Spinte da questa creatività, ancora giovanissime fondano il fanzine The Exploiding Cat, che in poco tempo riesce a raggiungere un successo internazionale. In seguito decidono di inseguire il loro sogno di cineaste seguendo uno dei primi corsi di regia cinematografica a Singapore, tenuta dall’enigmatico George Cardona. Nel 1992, Sandi e Jasmine, insieme a Sophia Siddique e sotto la regia di Cardona, danno vita al primo road movie indipendente di Singapore intitolato appunto Shirkers. Terminate le riprese, il trio prosegue gli studi all’estero mentre Cardona si occupa del montaggio a Singapore. Tuttavia il montaggio non sarà mai terminato, poichè Cardona scompare insieme alle 70 bobine di pellicola, infrangendo i sogni della giovane Sandi. E’ solo 20 anni dopo, a seguito della morte di George, che la ex-moglie di quest’ultimo ritrova le bobine di Shirkers e informa Sandi via e-mail. Il sonoro è andato perso ma Shirkers è ancora vivo e perfettamente custodito a New Orleans. Sandi, ora scrittrice a Los Angeles inizia un viaggio a ritroso attraverso due continenti e molti media. Grazie all’aiuto degli intervistati(i suoi amici, i collaboratori del film e le persone che conoscevano Cardona) ripercorriamo la storia della sua vita tra animazioni, diapositive, super8 e lettere scritte a mano.

Recensione di Shirkers- un viaggio metacinematografico

Shirkers non è il solito documentario. Ti colpisce subito con un montaggio creativo e viscerale che usa la magia del cinema per plasmare il tempo. In Shirkers le macchine corrono a ritroso per poi andare avanti e tornare indietro, svelando dettagli nascosti che portano lo spettatore a scoprire nuovi indizi sulla storia. La Tan investiga sul suo passato, ripercorrendo le strade della memoria e grazie alle sue collaboratrici indagano su quel primo film che sarebbe potuto essere un piccolo cult; pioniere nelle sue tinte pastello e personaggi macabri nella rigida scena di Singapore. Il montaggio composto da polaroid,16mm, elaborati collage, lettere e registrazioni congelano la Singapore degli anni 90 in questa capsula del tempo. Il film di Sandi Tan è ambizioso quanto Shirkers il film era una volta. È allo stesso tempo un film casalingo, un ritratto di una Singapore che cambia, è una storia di un film perduto. È anche la storia della realizzazione di quel film, i modi in cui ha influenzato i protagonisti coinvolti e un ritratto dell’artista Sandi Tan nei suoi ultimi anni. Spesso è la maggior parte di queste cose insieme, ed è una testimonianza dell’abile regia della Tan. 

E’ un tipo di film che si interroga mentre si sta svolgendo. Ad un certo punto della storia lo notiamo durante l’intervista con la sua amica Jasmine, che le mostra le annotazioni di tutte le cose che non la convincevano durante il set di quel primo film. Una visione che non è in linea con il racconto di Sandi tanto da farle chiedere “I’m an asshole?”. Facendo così confida allo spettatore la fragilità del suo racconto. Di conseguenza, questo trova la sua strada nei ritmi stessi del film. Con lo stesso Cardona, inizia ad esplorare quanto tutto di lui fosse sbagliato, ma prima di allora, c’è un sottofondo di Tan che scopre una nuova versione della sua vita mentre procede.

 È questa sfida della memoria che rende Shirkers qualcosa di speciale, perché come Tan arriva a capire, la memoria non è mai scolpita nella pietra. Si deforma, si piega e cambia con il tempo. Ci aggrappiamo alle curiosità fisiche per ricordarci le cose che altrimenti potremmo perdere, ma prima o poi spariscono tutte. Almeno, fino a quando qualcosa non riemerge dal passato e ti trascina indietro con una chiarezza così pura che rimani sbalordito da quanto ti sei perso la prima volta. Shirkers è un’incredibile storia vera, ma è anche troppo comune al mondo. Ci sono così tanti film come Shirkers che non vedranno mai la luce, per un motivo o per l’altro. Diminuire l’arte di qualcuno significa diminuire la loro stessa esistenza. Il documentario parla di un sogno infranto che ha l’eco di un cuore spezzato, una riflessione sul tempo e la trasformazione dei ricordi. Shirkers come i ricordi stessi, rinasce sotto forma di un documentario che lascia il segno.

Note Positive

  • Montaggio creativo e dinamico
  • La regia della Tan
  • Storia coinvolgente e attuale
  • Footage autentici della Singapore degli anni 90

Note Negative

  • Nel secondo tempo tende più su uno stile investigativo che potrebbe non piacere