Sai tenere un segreto? – Far ridere con la prevedibilità

Sai tenere un segreto? - Far ridere con la prevedibilità 1

Sai tenere un segreto?

Titolo originale: Can You Keep a Secret?

Anno: 2019

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Genere: commedia sentimentale

Durata: 95 minuti

Produzione: BCDF Pictures, Embankment Films, 120dB Films, Big Indie Films

Distribuzione: Vertical Entertainment

Regista: Elise Duran

Sceneggiatura: Peter Hutchings

Fotografia: Autumn Eakin

Montaggio: Nathaniel Krause, Jason Nicholson

Colonna sonora: Jeff Cardoni

Attori: Alexandra Daddario, Tyler Hoechlin, Judah Friedlander, Laverne Cox, Sunita Mani, Kimiko Glenn

Trailer del film Sai tenere un segreto?

Trama di Sai tenere un segreto?

Su un volo Chicago-New York viaggia Emma, giovane assistente marketing dell’azienda Panda, che, in preda al timore delle turbolenze dell’aereo e al pensiero di stare per morire, rivela i suoi più intimi e imbarazzanti segreti al suo vicino di posto, un uomo affascinante e predisposto ad ascoltarla. La situazione si complica quando, nell’ufficio di New York, scopre che quell’uomo è Jack Harper, CEO di Panda e quindi suo capo, con cui avrà più che una relazione lavorativa.

Recensione di Sai tenere un segreto?

La domanda che lo spettatore deve porsi quando vede una rom-com (romantic comedy, commedia sentimentale) non è se i due protagonisti si innamoreranno, ma cosa ostacolerà il loro amore; sappiamo già, infatti, che tra i protagonisti di Sai tenere un segreto? Nascerà una relazione, ma ciò che conta sono sempre i modi in cui questo avviene. Un altro aspetto su cui ci si deve concentrare, davanti a un film appartenente al sottogenere, comprende i dialoghi, il ritmo delle battute e l’ironia con cui vengono scritte, e una regia più classica – campo e controcampo, montaggio invisibile – che soggiace alla sceneggiatura, la quale in questo film si avvale dell’ispirazione della scrittrice Sophie Kinsella, autrice dell’omonimo romanzo, non nuova alla trasposizione filmica di una sua opera (ricordiamo I Love Shopping, diretto da P. J. Hogan).

Per quanto concerne il primo punto, un apparente impedimento riguarda i ruoli che ricoprono i protagonisti: Emma è un’impiegata d’azienda, goffa e insicura, mentre Jack, il suo capo, è un uomo carismatico e intraprendente; i due occupano dunque posizioni diverse, che presuppongono una gerarchia, e che nelle commedie romantiche degli anni ’50 riguardavano la diversa estrazione sociale dei componenti della coppia; nel caso recente, in cui la dinamica principessa – povero (o viceversa) è ormai trita, tale differenza non rappresenta più un ostacolo, quanto un pretesto, per i colleghi di Emma, di fare del facile umorismo sul privilegio che segue l’andare a letto con il capo. L’ufficio è costellato di figure competitive ma dai tratti grotteschi e da uno stile stravagante, che contribuiscono a creare un’atmosfera comica, con i loro tic e i modi di fare, e a risaltare la goffaggine di Emma: c’è la vicina di scrivania, intellettuale con un basco sempre sulla testa e un finto accento francese, il ragazzo che spaccia le idee della protagonista per sue e una datrice di lavoro eccentrica ma che in fondo, come Alette in I Love Shopping, sta dalla parte della protagonista.

Il vero ostacolo tra Jack e Emma riguarda la difficoltà del primo di aprirsi, rivelando poche cose di sé, contrariamente alla ragazza che svela subito le carte sull’aereo, quando non sa nemmeno il nome dell’uomo che le siede accanto; i suoi segreti li uniscono nella promessa di non diffonderli a lavoro (perché imbarazzanti o riguardanti una collega), ma, al contempo, i segreti di Jack, rischiano di separare la coppia.

Con una formula da manuale, che ricorda lo scioglimento della glaciale Bianca di 10 cose che odio di te (Gil Junger, 1999), Jack riconquista Emma facendo un elenco di quelli che in realtà non sono segreti, ma piccole fragilità tenute nascoste per paura di perderla, rivelazioni che rendono vulnerabile lui ma più forte il rapporto, che non cede davanti a un piede palmato o dei denti finti. Il secondo ingrediente sovracitato, che accompagna e condisce la storia romantica, è la comicità che emerge dallo scambio ritmato delle battute, i contenuti dei dialoghi, spesso orientati a far luce sull’aspetto cringe di alcune situazioni o di alcuni personaggi (come l’ex fidanzato di Emma che gira senza mutande per casa e vanta doti inesistenti).

Tuttavia, sebbene la sceneggiatura prevalga sulla regia, la parola è qui secondaria rispetto all’espressività del viso di Alexandra Daddario, nei panni della protagonista: il volto di Emma è un libro aperto su cui scorre qualsiasi tipo di emozione, enfatizzata dalle sue smorfie, dai grandi occhi sgranati, senza bisogno di parlare, come accadeva per gli attori comici del cinema muto. La storia d’amore raccontata in Sai tenere un segreto? non è certo una novità nel panorama delle rom-com né offre una prospettiva diversa rispetto al tipo di narrazione; ciononostante, la grinta e l’intensità espressiva della protagonista e le trovate comiche che si alternano nel film – come le prove di danza della migliore amica di Emma e il suo collega – restituiscono un prodotto fresco, il cui vero segreto, la ricetta a cui tutte le rom-com dovrebbero aspirare, è saper far ridere con temi già noti.

Note positive

  • In grado di far ridere sfruttando la mimica facciale
  • Situazioni comiche nuove

Note negative

  • Prevedibilità della trama, a tratti scontata
  • Non si devia neanche un po’ dalla norma della rom-com
  • Non compete con la trasposizione cinematografica di I Love Shopping, più frizzante e arguto


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