Parlando con Alfonso Cuarón sul film Roma di Netflix

O5/12/2018. Teatro comunale di Pietrasanta (LU).  Il regista Alfonso Cuaron, vincitore del premio oscar alla regia nel 2014 con Gravity, decide di aprirsi al pubblico e alle loro domande in un piccolo teatro di paese, strapieno di appassionati. Realizzando un momento, un’atmosfera che solo il vero cinema, le vere persone e i grandi registi riescono a creare. Alfonso Cuaron ascoltava e rispondeva con grande umiltà al pubblico affermando che il cinema deve essere riletto tramite l’esperienza dello spettatore; lui ha la sua visione filmica ma ognuno di noi leggerà quella storia con sfumature divergenti.

Sono contentissimo di questa proiezione a Pietrasanta che è una casa di fatto di Roma, dato che una parte del montaggio è stata fatta qui. Credo che il posto naturale del cinema è la sala del cinema, come centro di comunità

Cuarón

Intervista a Cuarón su Roma

Estratti dell’intervista

Perché il film si intitola Roma?

A.C: Roma è il quartiere della città del Messico, questo è il mistero! In verità, quando ho scritto la sceneggiatura l’ho chiamato “Senza Titolo”. Era un progetto senza titolo anche durante la produzione. Per le strade sognavo un titolo. Il personale di produzione l’ha chiamato Roma, perché tutta la location del film è stata il quartiere di Roma. Io l’ho chiamato così, allora

Come è stato girato il film?

Tutto il film è stato girato in ordine cronologico. L’unica persona che aveva la sceneggiatura ero io. Gli attori non la conoscevano. In questo modo abbiamo girato il finale

La scelta degli attori?

La questione del casting è stato un processo durato un anno e poteva essere un attore professionale o non professionale, l’importante è che quella persona sembrasse il personaggio originale [….] spiritualmente, fisicamente, emozionalmente. Girando tra un paese e l’altro abbiamo scoperto Yalitza Aparicio (Cleo)

La protagonista della storia è una donna forte, ma che allo stesso tempo vive un esistenza, per gran parte del film in solitudine, come mai?

Io sono un pessimista, credo che l’esistenza umana sia di solitudine. Io veramente non credo che la vita abbia un senso, penso che non c’è nessun senso. La verità è che in tutto ciò che scegliamo siamo da soli. L’unica possibilità di trovare un senso a questa vita vuota è la relazione affettiva

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