Roma (2018): Il bianco e nero autoriale di Netflix

Roma locandina del film

Roma

Titolo originale: Roma

Anno: 2018

Paese: Messicano

Lingua: Inglese, spagnolo

Genere: drammatico

Casa di Produzione: Esperanto Filmoj, Participant Media

Distribuzione: Netflix

Durata: 2h 15m

Regia Alfonso Cuarón

Sceneggiatura Alfonso Cuarón

Montaggio Alfonso Cuarón, Adam Gough

Dop  Alfonso Cuarón, Galo Olivares

Attori: Yalitza Aparicio, Marina de Tavira

Trailer italiano del film Roma (2018)

Recensione di Roma

Roma è un film del 2018 scritto e interamente realizzato da Cuaron, che si è occupato della direzione della fotografia, del montaggio e dell’aspetto registico del film, uscito vincitore del Leone d’oro alla 75esima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica a Venezia, oltre che a essere candidato come miglior film messicano ai premi oscar per il miglior film straniero, risultando vincitore del premio oltre a ottenere l’oscar alla regia e fotografia, un impresa storica per un filmmaker.

Trama di Roma

Siamo nel 1970, a Città del Messico. Cleo è una domestica nella casa di una famiglia benestante. Si occupa di pulire la casa, di togliere dal vialetto gli escrementi del cane e bada ai bambini della signora Sofia, senza aver quasi tempo per pensare a sé stessa.

Nel tempo libero esce dedicandosi alla spensieratezza. Va al parco e al cinema con il fidanzato Fermin. Tutto pare trascorrere serenamente fino a quando lei non rimane incinta. Lo dice al suo uomo, che decide di scappare, scaricandola.

Da questo istante vediamo l’evolversi della vita di Cleo, immersa tra i suoi problemi interiori e i suoi doveri di domestica in una famiglia che non la vede solo per il lavoro che svolge ma la considera come una persona.

Analisi di Roma

L’opera filmica presentata da Cuaron non possiede una storia avvincente, epica, piena di azione e di eventi importanti ma parla del cuore, della semplicità dell’animo umano, e delle piccole cose che accadono nella vita di tutti i giorni, in una normalissima famiglia che vive in un’estenuante routine. I dialoghi arricchiscono solamente la storia, la rendono più vicina al nostro mondo, ma sono le immagini ad aggiungere potenza ai personaggi,  mostrandoci la loro forza e fragilità. Le parole sono un mero supporto alla narrazione e risultano piene di profondità e realisticità.

Roma ruota intorno a due personaggi femminili, Cleo e la signora Sofia, mentre le figure maschili passano in secondo piano risultando esempi negativi, mostrandosi non rispettosi contro le rispettive donne che devono affrontare con forza e coraggio le difficoltà interiori e non causate dall’uomo. Lo stesso regista ricorda maggiormente intorno a lui, nella sua giovinezza, le donne ed è per questo motivo che ottengono una maggior forza narrativa all’interno della storia, facendo divenire Roma, in parte, non solo un film drammatico ma anche un lungometraggio a tinte biografiche, seppur non puramente.

Lo stile registico fa apparire l’opera quasi realistica, come fosse un documentario retrò. Abbiamo un costante uso di long take, che a volte diventano dei veri piani – sequenza resi ancord più magistrali dalla potenza delle scenografie aperte, sopratutto l’abitazione dei padroni di casa della protagonista, che riescono a far vedere tutti i personaggi in scena e nel seguire i loro spostamenti creando un effetto realistico e d’immedesimazione incredibile. Lo spettatore non è mai distratto dalla macchina da presa, non è invadente, ma semplicemente al servizio del film. Questa sua caratteristica sia di sceneggiatura che di regia avvicina Roma al neorealismo italiano ma anche alla nouvelle vague francese essendo mostrato al pubblico degli spezzoni di vita quotidiana, nient’altro di più, ma che sono in grado di raccontare magnificamente i problemi delle donne messicane e della povertà di una nazione.

L’importanza dei personaggi in Roma

E’ un film messicano, spagnolo, in bianco e nero, con attori sconosciuti. Un film pensato per fare il cinema in 65mm, in sourround

Cuaron – in un intervista a Pietrasanta

Attraverso uno stile biografico, in un bianco e nero scarno e freddo, entriamo nel mondo di Cleo, fatto di classi sociali, in cui la divisione tra ricchi e poveri è evidente. In una vita priva di una reale felicità ma basata su piccoli gesti e attività che si ripetono ogni giorno in una estenuante routine, in una storia che appare statica nel suo movimento interiore e di crescita dei personaggi alla ricerca di una speranza e di una forza di vivere che sembra scomparire.

Il personaggio di Cleo non appare mai realmente felice, viaggiando tra un’ apparente serenità e una tristezza interiore e preoccupazione per il futuro, che verrà accentuata dal trascorrere degli eventi.  Cleo non sa come muoversi in un mondo crudele e spaventoso, in fondo lei ha un cuore di una bambina, innocente e puro come viene dimostrato nella scena del Karate, dove è l’unica che riesce a fare una mossa che solo i puri di cuore possono fare. Cleo, come afferma Cuaronè una seconda madre” per lo spettatore. Lei vive una situazione di apparente solitudine, dove tutto ciò che le capita è una sua scelta. Accanto a sé non c’è nessuno su cui aprirsi e confidarsi, tutto ciò che prova è rinchiuso dentro di lei. E’ una donna forte che deve combattere per vivere.

La staticità delle emozioni viene accentuata dall’uso diligente della macchina da presa. Ogni inquadratura è un piccolo quadro, ogni singolo piano è quasi completamente statico. Non un macchina a mano durante l’intera narrazione filmica e pochissimi primi piani, usati anch’essi con parsimonia.

L’attenzione del film è posta sull’ambiente, sulle situazioni di vita e solamente dopo sui personaggi. Non a caso le location del film Roma vengono sempre mostrate attraverso delle panoramiche che vanno a descrivere l’intera ambientazione con un suono che descrive in maniera ottimale il posizionamento degli attori. Onestamente non ho mai sentito così distintamente il suono fuoriuscire dalla cassa di destra, per poi accentrarsi in simbiosi a ciò che vedevamo all’interno dell’opera.

Note positive

  • Il film è d’autore in ogni sua scelta
  • Gli attori, pur non essendo professionali, sono di una bravura unica
  • Ogni scena è utile per comprendere i personaggi
  • Le ambientazioni sono fondamentali al fine di poter girare il film nel modo deciso dal regista. Queste fanno 2/3 del film.
  • Citazione del film Gravity

Note negative

  • Nessuna degna di nota

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