Quell’oscuro oggetto del desiderio: odi et amo

Locandina film

Quell’oscuro oggetto del desiderio

Titolo originale: Cet obscur objet du désir

Anno: 1977

Paese di produzione: Francia, Spagna

Genere: drammatico, grottesco

Durata: 103 minuti

Produzione: Greenwich Film Productions, Les Films Galaxie, In-Cine Compania Industrial Cinematografica

Distribuzione: Cineriz

Regista: Luis Buñuel

Sceneggiatura: Luis Buñuel, Jean-Claude Carrière

Montaggio: Hélène Plemiannikov

Fotografia: Edmond Richard

Attori: Fernando Rey, Angela Molina, Carole Bouquet, Milena Vukotic, Julien Bertheau, Maria Asquerino

Trailer del film: Quell’oscuro oggetto del desiderio

Recensione di Quell’oscuro oggetto del desiderio

Tratto dal romanzo La donna e il burattino di Pierre Louys, Quell’oscuro oggetto del desiderio è l’ultimo film del regista spagnolo Luis Buñuel, esponente del cinema surrealista e autore di capolavori senza tempo, fra i quali Un cane andaluso del 1929, L’angelo sterminatore del 1962 e il premio Oscar Il fascino discreto della borghesia attribuito nell’edizione del 1973. In linea con lo stile bunueliano, il lungometraggio è intriso della forte critica rivolta alla classe borghese imbastita dal regista nel corso della sua quasi cinquantennale carriera; tuttavia, dacché parte dell’ultima fase della produzione artistica del cineasta, Quell’oscuro oggetto del desiderio si rivela un film incline a molteplici letture che superano la mera marca surrealista.

Trama di Quell’oscuro oggetto del desiderio

Mathieu Favère (Fernando Rey), un borghese di mezza età, giunge alla stazione ferroviaria per salire sul treno che lo porterà a Parigi. Viene inseguito da una giovane ragazza spagnola, Conchita, (Angela Molina, Carole Bouquet) che lo scongiura di non partire: tuttavia l’uomo, infastidito dalla fanciulla dall’aspetto sconvolto, mentre sale sul treno in movimento le getta addosso un secchio d’acqua sotto gli occhi sconcertati dei suoi compagni di viaggio. In viaggio, questi domandano a Mathieu il motivo di tale gesto brutale: così l’uomo inizia a raccontare la sua contorta e frustrante storia d’amore fra lui e la ragazza, la quale costantemente avvilisce i desideri romantici e sessuali di Mathieu, perdutamente innamorato della giovane.

Analisi di Quell’oscuro oggetto del desiderio

Cardine delle vicende tragicomiche che vedono protagonisti Mathieu e Conchita è l’amore, sia fisico che spirituale, costantemente frustrato dalla giovane donna: se inizialmente la ragazza pare concedersi completamente all’uomo, successivamente si nega, anche attraverso mezzi surreali; iconica la scena in cui Mathieu, spinto dal desiderio di unirsi a Conchita nella sua lussuosa villa in campagna, spoglia la giovane e scopre, suo malgrado, come questa indossi un paio di pantaloncini impossibili da slegare data la moltitudine di lacci. I due, nel corso del film, si prendono e si lasciano, e Conchita approfitta dell’amore dell’uomo per domandargli una serie di favori che puntualmente vengono esauditi da Mathieu, in virtù della sua ricchezza e della sua profonda infatuazione. Tuttavia, la ragazza sfugge e mai gli si concederà.

“L’oscuro oggetto del desiderio” è dunque incarnato dalla figura di Conchita, simbolo della giovanile bellezza che tuttavia non è ascrivibile né entro i canoni della donna angelo né entro quelli del demonio: è un’immagine labile, costantemente bramata da Mathieu, il quale si eleva a rappresentate della sua classe di appartenenza, la borghesia, che si rivela alla continua ricerca di un ideale inafferrabile. Tale inconsistenza, coesistente con le continue alterazioni caratteriali di Conchita, si esplicita in una particolarità puramente surrealista adottata da Buñuel: il personaggio della giovane, infatti, viene interpretato da due attrici diverse, la spagnola Angela Molina e la francese Carole Bouquet. Diverse sia nell’aspetto fisico che nel carattere, l’una più caliente e l’altra più delicata, le due donne si alternano sulla scena disorientando lo spettatore, rendendolo straniato tanto quanto Mathieu, il quale poco comprende gli sbalzi umorali di Conchita.

Allora pare più cosciente domandarsi se, all’ombra di quell’oscuro oggetto del desiderio si celi, invero, anche quello bramato dalla ragazza stessa: difatti, ignoti sono i motivi per cui Conchita ama e respinge Mathieu e perché anche nel momento in cui questi le regala una casa tutta per sé, la giovane continui a inseguire l’uomo, nonostante la secchiata d’acqua ricevuta all’inizio del film. Dunque, anche l’angelo-demone pare dilaniato da un desiderio di odio e amore nei confronti del frustrato borghese, brama che ben si accorda con lo sfondo storico entro cui si articolano le vicende: più volte, nel corso della narrazione, si odono le notizie in merito a una serie di attentati terroristici molto violenti che imperversano in Spagna, dove si svolge la storia d’amore.

Buñuel, attraverso il suo ultimo lungometraggio, si dimostra capace di coniugare la marca surreale, data dall’alternanza delle due attrici, con quella verosimile, dacché lo spettatore, nel corso della visione, viene coinvolto nel racconto di Mathieu, percependo sulla pelle la forte sensazione di frustrazione senza fine provata dal narratore.

Note positive

  • La particolare scelta di far alternare sulla scena, nel ruolo di Conchita, due attrici diverse, al fine di rendere in immagine i contrasti interiori della ragazza
  • Il finale sorprendente
  • L’attenzione posta al contesto storico, rivelatore di un’ambiguità nel titolo della pellicola

Note negative

  • Alla prima visione, potrebbe risultare alquanto straniante l’alternanza fra Angela Molina e Caroline Bouquet
  • La serie di situazioni volte a mostrare la frustrazione provata dal protagonista possono apparire eccessive e senza un fine a uno spettatore meno volto a cogliere l’intento del regista

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