Punto di non ritorno (1997): Accattivante B-Movie o patchwork pasticciato?

Trailer di Punto di Non Ritorno

Trama di Punto di non ritorno

2015 Viene fondata la prima colonia lunare permanente.

2032 Iniziano gli scavi minerari di privati su Marte.

2040 Viene lanciata la nave spaziale “Event Horizon” per esplorare i confini del nostro sistema solare. Scomparirà nel nulla al di là dell’ottavo pianeta, Nettuno. È il più grave disastro spaziale della storia.

2047 E ora…

DIDASCALIA D’APERTURA

2047. Dopo esser sparita per quasi un decennio mentre esplorava la prossimità di un buco nero, la nave spaziale all’avanguardia Event Horizon è riapparsa attorno all’orbita del pianeta Nettuno. Sebbene dell’equipaggio non vi sia traccia, il veicolo lancia un SOS in direzione della Terra, cosicché la nave da soccorso Lewis and Clark, guidata dal capitano Miller (Laurence Fishburne) e dal dottor Weir (Sam Neill), creatore della Event Horizon, viaggia alla volta di Nettuno per scoprire cosa è successo.

Il contatto con la “nave fantasma” porterà l’equipaggio della Lewis and Clarke a sperimentare terrorizzanti allucinazioni legate a traumi del passato, e il dottor Weir, rivelato che la Event Horizon era parte di un progetto segreto volto a trovare un passaggio spazio-temporale per Proxima Centauri, scoprirà che la sua lunga sparizione è in qualche modo legata a un viaggio in una oscura dimensione parallela. L’inferno, probabilmente.

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Sam Neill in Punto di non ritorno

Recensione di Punto di non ritorno

Non ho visto niente e non ho bisogno di vedere niente, signore, ma posso dirlo: questa nave è fottuta.

CIT. PUNTO DI NON RITORNO

Agli inizi della propria carriera, Paul W. S. Anderson aveva dato prova di poter diventare un capacissimo tecnico del cinema, se non addirittura un regista di genere con i fiocchi; ma la storia ha deciso diversamente, e il quasi omonimo dell’autore di Il Petroliere (celebre soprattutto per essere marito e “mecenate” di Milla Jovovich) è andato a sprecare le sue qualità tecniche in discutibili trasposizioni videoludiche e raccapriccianti battle royale tra alieni predatori. Punto di non ritorno rappresenta un unicum nella filmografia di Anderson, il suo titolo più interessante, un “oggetto di studio” bizzarro che a oltre vent’anni ancora viene messo in discussione dai cinefili.

La vita produttiva di questo film è leggendaria. Sul finire degli anni Novanta, lo sceneggiatore Philip Eisner aveva concepito un fanta-horror debitore ad Alien; Anderson invece aveva in mente qualcosa di ancora più ambizioso, uno Shining spaziale. Dall’amplesso di queste due “visioni” è nato un film troppo lungo e violento (130 minuti, con una buona mezz’ora di puro gore spinto al limite) per poter incontrare i favori della Paramount. I capi della casa di produzione hanno dunque imposto gravosi tagli per portare il film a una durata accettabile (i canonici novanta minuti), obbligato Anderson a distruggere il materiale scartato e a mandare in sala una versione monca, stroncata dalla maggioranza della critica ma subito divenuta un piccolo cult per numerosi appassionati del filone. A ragione o a torto?

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Laurence Fishburne in Punto di non ritorno

Analisi di Punto di non ritorno

Ho creato la Event Horizon per raggiungere le stelle, ma lei è andata molto, molto oltre. Ha aperto un buco nel nostro universo, una porta verso un’altra dimensione. Una dimensione di puro caos e male.

CIT. DOTTOR WEIR (SAM NEILL)

Si dovesse giudicare Punto di non ritorno in modo strettamente cinematografico, ci sarebbe tantissimo da criticare, a partire dal disegno di uno stuolo di stereotipatissimi personaggi da fumetto fantascientifico che potevano risultare accattivanti solo negli anni Settanta, così come alcuni svarioni di logica e la frettolosità degli ultimi venti minuti (ed è proprio qui che i tagli diventano più evidenti, non solo dal punto di vista della censura). Eppure l’atmosfera e la tensione reggono per la quasi totalità della visione; il trucco pratico si fa apprezzare per i disgustosi elementi body horror; la recitazione è ben sopra la media, soprattutto la prova di Sam Neill che, dopo Jurassic Park e Il seme della follia, si conferma lo scienziato cinematografico per eccellenza, qui in chiave più tracotante e creepy.

Qualcuno lamenterà un numero di omaggi cinematografici eccessivi, ai limiti del taglia-copia-incolla, a ragione ma non totalmente. Basta prendere Punto di non ritorno per ciò che è: un b-movie ben diretto e tutto sommato abbastanza colto, dallo sbalorditivo design goticheggiante (gli interni della Event Horizon, pur con qualche esagerazione, sono basati su quelli della cattedrale parigina di Notre-Dame) e con personaggi non troppo sopra le righe, che tenta la carta di un orrore cosmico-demoniaco di gran novità per il genere. Nel complesso una lugubrissima visione dal discreto potenziale spaventevole, di quelle che si bevono tutte d’un fiato senza troppe pretese e rimpianti.

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La Event Horizon

Eredità culturale: I collegamenti con Hellraiser e Warhammer 40K

L’inferno è solo una parola. La realtà è molto, molto peggio.

CIT. DOTTOR WEIR (SAM NEILL)

Ma cosa c’entrano la saga horror di Clive Barker e un celebre gioco da tavola con Punto di non ritorno? Ovviamente i raffronti tra questi prodotti di varia natura nascono dalle esclusive speculazioni dei fan, ma dopo un confronto un po’ più attento è impossibile negare i punti di contatto. Con Hellraiser, il film di Anderson condivide l’idea di una creazione umana ideata per aprire un varco in una dimensione popolata da demoni e oscenità innominabili, dove piacere sessuale e dolore sono concetti sovrapposti. Agli appassionati di Warhammer 40K, il concept di Punto di non ritorno ha ricordato invece i viaggi di curvatura nell’Immaterium (l’universo parallelo al nostro che inghiotte vascelli interstellari in un delirio di entità mostruose ed energie negative sprigionate dagli spiriti delle anime dannate), tanto da eleggerlo prequel non ufficiale del gioco..

Sia l’Immaterium che il reame dei cenobiti di Barker rappresentano la naturale evoluzione al sangue del concetto di orrore cosmico lovecraftiano, quello che secondo il Demiurgo di Providence annullava la distinzione tra demone ed extraterrestre, assegnando alle forze del Male una caratura ancor più spaventosa e irrazionale, al di là dello spirito, della mente e di ogni realtà universale.

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Una scena di Punto di non ritorno

NOTE POSITIVE

  • Buona regia.
  • Buon ritmo.
  • Atmosfera egregiamente mantenuta.
  • Personaggi non eccessivamente over the top.
  • Recitazione sopra la media.
  • Effetti speciali.

NOTE NEGATIVE

  • Narrazione un po’ troppo derivativa.
  • I tagli imposti dalla produzione che edulcorano la componente splatter e rendono a tratti il racconto farraginoso.

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