Project Power (2020) recensione film

Project Power: i superpoteri come non li avete mai visti

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Project Power

Titolo originale: Project Power

Anno: 2020

Durata: 111 minuti

Genere: azione/fantascienza/thriller/ poliziesco

Produzione:Netflix, Screen Arcade, Supermarché

Distribuzione: Netflix

Durata: 111 min

Regia: Ariel Schulman, Henry Joost

Sceneggiatura: Mattson Tomlin

Fotografia:Michael Simmonds

Musiche:Joseph Trapanese

Produttore: Eric Newman, Bryan Unkeless

Attori: Jamie Foxx, Joseph Gordon-Levitt, Dominique Fishback

Recensione Project Power

In un periodo nel quale i cinecomics spopolano grazie alla Marvel e un po’ meno alla DC, anche Netflix vuole inserirsi nel mercato e prendere la sua parte. Project Power infatti, insieme ad altri film usciti sul catalogo, si propone proprio questo obiettivo: dare vita a un mondo di supereroi proprio e il più possibile non derivativo. In questo Project Power svolge bene il suo compito perché è una pellicola che, anche avendo delle cose già viste e riviste, vuole raccontare i supereroi e soprattutto i superpoteri in maniera diversa, più matura a differenza di quello che siamo abituati a vedere sul grande schermo.

Trama di Project Power

Un gruppo d’imprenditori sviluppa una nuova droga in pillole chiamata “Power” capace di dare per cinque minuti i super poteri a chi la ingerisce. Per testare questa nuova droga decidono d’iniziare dalla città di New Orleans dove, in poco tempo, il crimine aumenta esponenzialmente. Toccherà al personaggio di Joseph Gordon-Levitt, un poliziotto locale, e a quello di Jamie Foxx, un ex militare in cerca della figlia, sventare la minaccia. A dare una mano ai due ci sarà la ragazzina Robin (Dominique Fishback) che si ritroverà coinvolta negli eventi in quanto spacciatrice di Power per soldi che usa per curare la mamma malata.

Analisi di Project Power

Project Power è un cinecomic e non vuole essere niente più di questo. Il film ha una trama molto semplice e a tratti banale con espedienti già visti in tante altre pellicole, ma la cosa che lo rende un buon film d’intrattenimento è il fatto che va dritto al punto rendendo chiaro da subito allo spettatore di cosa parla.

Nella visione infatti si può tranquillamente staccare il cervello e passare poco meno di un ora e mezzo a godersi una storia che non richiede particolare attenzione ma che intrattiene e fa passare il tempo piuttosto velocemente. Il lungometraggio possiede un ritmo frenetico in cui la vicenda entra immediatamente nel vivo, evitando qualsiasi rallentamento e pause narrative. Tale velocità rende le scene d’azione eccessivamente caotiche e quando assistiamo a scene di combattimento tra i personaggi la macchina da presa tende a non seguire bene l’azione (a causa anche di un errata ragia in questi momenti) e lo spettatore fatica a comprendere cosa stia avvenendo sullo schermo, il tutto non è reso affascinante dagli effetti speciali che non brillano per la loro qualità tecnica a causa, di un budget non elevato. Il problema degli effetti speciali però non è rintracciabile in tutte le inquadrature di Project Power poiché, va asserito, ci sono delle scene degne di nota in cui si vede che c’è un grande lavoro dietro le quinte. Queste problematiche però non inficia più di tanto la visione. Le musiche presenti nel film non sono particolarmente degne di nota ma fanno il loro lavoro accompagnando lo spettatore attraverso i vari momenti e sottolineandone l’importanza emozionale.

Una nuova visione dei supereroi

Nonostante non sia un film memorabile, Project Power ci propone una visione dei super poteri molto interessante che viene esplorata molto poco in altri film del genere. Ci pone davanti a una domanda che tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo posti: Cosa farei se avessi i superpoteri?

Per quanto i cinecomics abbiano dato letteralmente vita a gli eroi dei fumetti rendendoli quasi tangibili e innovando e riscrivendo in chiave moderna alcuni aspetti dei fumetti che ormai sono superati, c’è una cosa che è rimasta la stessa in questa fase di modernizzazione: la dicotomia tra bene e male. Se hai i superpoteri, nella maggior parte dei film, il più delle volte o sei estremamente buono o sei estremamente cattivo. Project Power fa un salto di qualità donando a questo aspetto una “zona di grigi” tra il bianco e il nero al quale siamo abituati. Infatti le persone che acquisiscono i poteri non sono il ragazzo boy scout integerrimo o l’uomo senza scrupoli che vuole conquistare il mondo, ma qualunque persona possa ingerire la pillola con le sue giornate si o no e con i suoi dilemmi morali e questo porta il tutto a un livello molto più “reale”, per quanto sia possibile parlando di super poteri, e riesce a rendere lo spettatore ancora di più partecipe della vicenda.

A prestare la faccia e la voce a queste persone con dilemmi morali ci sono due attori del calibro di Jamie Foxx e Joseph Gordon-Levitt. Il primo vive il dramma di un padre che ha perso la figlia ed è disposto a tutto pur di ritrovarla, il secondo si convince che l’unico modo per assicurare i criminali alla giustizia e rendere sicura la città sia combattere il fuoco con il fuoco e quindi usare le pillole. E poi abbiamo la bravissima Dominique Fishback che interpreta Robin una ragazzina che ha il sogno di diventare una rapper famosa ma che, per poter assicurare le cure alla mamma malata, spaccia le pillole il che la porterà a fare la conoscenza di Frank (Joseph Gordon-Levitt) e di Art (Jamie Foxx). Il personaggio di Robin è quello più significativo dei tre in quanto fa da collante e fa ritrovare la motivazione a Frank e Art quando questa sembra perduta. Insieme questi tre attori fanno un buon lavoro facendo trasparire anche una certa alchimia tra di loro.

Un film sicuramente da vedere per gli appassionati del genere e da godersi in queste sere calde di fine estate, senza troppo impegno.

Note positive

  • Intrattenimento
  • Giusta durata
  • Storia originale
  • Cast

Note negative

  • Scene di azione troppo caotiche
  • Effetti speciali non al top
  • Sceneggiatura

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