Telefono e gabinetto in Parasite

Parasite: Una lotta di sopravvivenza

Recensione e scheda film del lungometraggio coreano Parasite, una storica cruda e violenta diretta da Bong Joon Ho
locandina Parasite

Parasite

Anno: 2019

Paese di produzioneCorea del Sud

Genere: Drammatico

Produzione: Barunson E&A, CJ E&M Film Financing & Investment Entertainment & Comics, CJ Entertainment, Frontier Works Comic

DistribuzioneAcademy TwoLucky red

Durata: 2h 12min

Regia: Bong Joon Ho

Sceneggiatore: Kim Dae-hwan, Bong Joon Ho, Jin Won Han

Montaggio: Yang Jinmo

Dop: Hong Kyung-pyo

Musica: Jaeil Jung

Attori: Hye-jin Jang, Kang-ho Song, Lee Sun-kyun, Cho Yeo-Jeong, Choi Woo-sik, Park So-dam


Trailer italiano di Parasite

Recensione di Parasite

Ritratto di persone comuni che precipitano in un inevitabile tumulto, questo è il film: una commedia senza clown, una tragedia senza cattivi che ci conduce ad un intreccio violento, ad un tuffo a capofitto giù dalle scale. Siete tutti invitati in questa tragicomica inarrestabilmente feroce

BONG Joon Ho in “ Pressbook di Parasite”

I due sceneggiatori, Bong Joon Ho e Han Jin Won, sono andati a creare una vicenda di vita reale priva da ogni sorta di timore referenziale e di qualsivoglia buonismo. Il loro sguardo sulla società moderna della corea del sud è schietto e autentico, andando a mostrare il tessuto culturale e civile in cui l’individuo è immerso e da cui non c’è possibilità di fuga.

Lo stesso titolo del lungometraggio, Parasite, è nella sua essenza e sinteticità crudele, andando a mostrare, già attraverso un semplice lemma, allo spettatore la sua condizione umana di parassita, di essere che per restare in vita ha necessariamente bisogno di sfruttare e di attaccarsi visceralmente a un altro individuo a qualsiasi costo. Noi siamo come dei batteri e dei funghi che per durare, in una lotta di sopravvivenza, deve, necessariamente, aver bisogno di un corpo ospitante.  Per parlarci di ciò gli sceneggiatori hanno creato una storia dal contorno familiare, ponendo al centro della narrazione visiva due famiglie, entrambe, composte da quattro individui: padre, madre, figlio e figlia.

I record di Parasite

Il film, presentato al Festival Di Cannes 2019, si è aggiudicato la Palma d’oro come miglior film in concorso divenendo il primo  lungometraggio della corea del sud a ottenere la preziosa statuetta. Applaudito dalla critica mondiale, Parasite inoltre ha ricevuto ben sei nomination agli Accademy vincendo premi prestigiosi come milgior film straniero, miglio film, miglior sceneggiatura e regia  e ha vinto al Golden Globe come miglior lungometraggio dell’anno divenendo  il primo film coreano vincitore di questa ambita statuetta. Il lungometraggio entrerà indubbiamente nella storia del cinema coreano e mondiale.

Trama di Parasite

I Ki- taek, uniti da una forte unione affettiva, vivono all’interno di uno squallido seminterrato pieno zeppo d’insetti. Nessuno di loro è riuscito a realizzare i propri desideri partendo dalla madre, che ha inseguito, invano, il sogno di diventare un atleta, e lo stesso discorso vale per il figlio e la figlia che non riescono a superare i test che gli consentirebbero d’intraprendere un percorso universitario che gli aprirebbe la possibilità di vivere la vita che loro vorrebbero.  Ma non sono solo i sogni il vero problema, ma è il denaro, che scarseggia e che li obbliga a compiere dei piccoli lavoretti occasionali e malpagati, schiavi di una società e d’individui che si approfittano della loro situazione economica.

La situazione si evolverà quando un amico del figlio, studente di una prestigiosa università, si dovrà trasferire per un periodo all’estero per studiare. L’universitario chiederà a Ki-woo di prendere il suo posto come insegnante privato d’inglese presso una ricca famiglia che paga molto bene.  Il ragazzo, per ottenere la mansione e i bei soldi, è costretto a rincorrere a un piccolo imbroglio (il primo) falsificando l’attestato di frequenza universitaria.

Ki-woo, con la responsabilità di dover portare a casa dei soldi, si reca della bella casa dei Park dove tiene la sua prima lezione alla graziosa figlia Yeon-kyo e va a conoscere la madre, molto ingenua, la governante e il figlio più piccolo della famiglia aristocratica.

Il giovane parlando con la padrona di casa comprende subito che ha la possibilità di far entrare anche sua sorella, attraverso un nuovo inganno, in casa Park per farle insegnare arte al fratellino di Yeonkyo. Pian piano il giovane incomincerà a tessere le prime tele di una gigantesca truffa al fine di aumentare il guadagno, con l’intento di aiutare la propria famiglia.

Analisi di Parasite

Parasite si apre con un’inquadratura fissa in cui vengono mostrati dei calzini appesi ad asciugare; dietro di questi è visibile ciò che avviene fuori, attraverso una finestra chiusa di un seminterrato, che rappresenta il loro sguardo sul mondo, in cui sono costretti a vivere tra gli scarti della società, sotto terra e dimenticati dallo Stato. Attraverso un movimento di macchina con Dolly andiamo a conoscere uno dei protagonisti del film, Ki-woo intento nella ricerca del segnale Wi-Fi svanito.

Ki – woo: Siamo fregati, niente più Wi-Fi gratuito […]

Madre: Allora non possiamo vedere Wathsapp […] Qual è il tuo piano?

Patasite

Il ragazzo con la sorella inizierà, su richiesta del padre, Ki – Taek, a cercare la connessione in ogni angolo della casa riuscendo a trovare la linea in bagno, esattamente sul gabinetto. Questa sequenza d’apertura racchiude in partenza molti elementi chiave nella comprensione dei personaggi e del loro modo di vivere. Il padre non mostra mai una reale iniziativa per migliorare la condizione della famiglia ma invoglia fin da questa scena il figlio ad attaccarsi a qualcun altro per ottenere ciò che gli serve, in questo caso mostrato con l’elemento della connessione internet ormai essenziale della vita degli individui oltre che rappresentante di povertà, in cui se non sei connesso non sei nessuno. 

In questa scena, oltre a immettere lo spettatore all’interno del tema, il regista va a mostrare, attraverso una sceneggiatura ironica e con un breve piano sequenza, tutti i membri della famiglia Ki –Taek.  Il Wi-Fi viene utilizzato, nell’ultima parte della narrazione, come elemento ironico di contrapposizione tra il mondo nobile e quello più povero.  

La Regia, Fotografia e scenografia di Parasite

La regia del film è completamente di supporto alla narrazione senza andare a mostrarsi durante la visione ma è  al servizio della storia tanto da sembrare inesistente partendo proprio dagli invisibili movimenti di macchina. Non troviamo durante Parasite nessuna inquadratura a mano, nemmeno nei momenti d’enfasi o in quelli più violenti e drammatici sono girati, esclusivamente, attraverso l’uso carelli, inquadrature fisse e bei primi piani, siamo con i personaggi spesso e volentieri e solo loro il fulcro della vicenda e degli ottimi totali. La stessa fotografia è alquanto realistica senza andare a creare luci particolari ma è la sua “semplicità” che rende l’opera ancora più accattivante e profonda.

Un tocco di classe è nella realizzazione degli ambienti dal punto di vista scenografico in cui si ricerca una reale rottura tra il mondo dei poveri e dei ricchi. Se il seminterrato è raccontato come un luogo vissuto, pieno di oggetti e di disordine con uno spazio molto ristretto, la villa dei Park è un’immensa bellezza di design dall’incantevole salotto, che attraverso una vetrata mostra un giardino sempre verde. Nella dimora dei ricchi tutto è assolutamente in ordine e l’abitazione è priva di oggetti vari ma c’è solo l’essenziale. Anche le luci delle due abitazioni vanno a sottolineare la divergenza tra i due ambienti; se lo scantinato è terroso qui si ha un effetto scintillante.

L’elemento superlativo dell’opera però sta nella scrittura, in cui si va a creare una storia tragicomica, come afferma il regista, in cui si ha la commistione naturale di vari generi sfociando anche nella cruda violenza a tinte thriller ma questo continuo variare di colori sulla tela visiva non appare strano ma sembra l’esatto continuo stilistico per andare a narrare questa vicenda, in cui nulla viene lasciato al caso. Ogni secondo, ogni battuta è lì perché è necessaria. 

Il parassita, il mondo dei ricchi e dei poveri

Parasite attraverso le due (anzi tre) famiglie protagoniste dell’opera vanno a mostrare la dualità tra il mondo della ricchezza e della povertà rilevando le grandi divergenze di atteggiamento tra questi due spaccati di società.

I Park sono gente per bene che hanno ottenuto tutto ciò che desideravano dalla loro vita e che possono tranquillamente rappresentare la famiglia perfetta in cui niente è realmente fuori posto e in cui convive una grande felicità amorosa, inoltre vengono spesso mostrati con abiti bianchi simbolo, nel film, di pulizia esteriore. 

I Ki –Taek sono l’esatto opposto non essendo puliti ma sporchi tanto che lo stesso capo famiglia dei Park asserirà di sentire una puzza in compagnia del suo autista Ki –Taek, oltre a non essere riusciti a combinare niente di buono nella loro vita. Ma le divergenze non sono soltanto queste ma culturali; la famiglia più povera sa che deve lavorare e far di tutto per ottenere qualcosa di concreto anche utilizzando la truffa come escamotage, i Park invece sono viziati, abituati ad avere una servitù per qualsiasi cosa, dalla governatrice all’autista passando per le lezioni d’inglese e arte dei propri figli. Inoltre la trama mette l’accento su un altro elemento: l’impossibilità di creare un rapporto d’amicizia reale tra povero e ricco, ma il contatto tra questi due mondi può essere solo di capo a schiavo, Ki-woo entrerà nel mondo della ricchezza solo per il suo ruolo d’insegnante e non per ciò che è e se non avesse usata l’escamotage della truffa per ottenere un lavoro non sarebbe mai potuto entrare all’interno delle vite dei Park.

La storia mette in contrapposizione netta due stili di vita, soprattutto nell’ultima metà narrativa e nel “primo” finale, in cui viene assolutamente mostrata come le due classi vivano in un mondo completamente diverso, in cui i ricchi se ne fregano di ciò che accade nella parte povera della città. Questa è la storia della distanza che separa il mondo del superfluo da quello della sopravvivenza, nel cui i ricchi non sembrano fregarsene di ciò che accade ai poveri, ma allo stesso tempo pretendano che questi siano sempre disponibili e servizievoli per loro.  

L’elogio al film va asserito nella sua complessità tematica che va ad analizzare a 360° la società d’oggi senza evidenziare il bene e male ma con la certezza che il bianco e il nero non esistono nella vita, ma solo il grigio e per vivere serve lottare con tutte le proprie forze. Questo è un film sugli ultimi per gli ultimi, una lotta di classe.

Parasite e la scena di sesso, Bong Joo-ho spiega il significato

All’interno del lungometraggio troviamo una scena altamente e sottilmente ironica che segna, in parte, lo spartiacque del film. Tale scena è quando la famiglia Kim si nasconde sotto al tavolo della casa della famiglia Park, i quali non sanno della loro presenza, e i due coniugi  Dong-ik (Lee Sun-kyun) e Yeon-gyo (Cho Yeo-jeong) sul divano, mentre fuori piove, iniziano a fare del sesso selvaggio tirando spesso in ballo dialetticamente la povera famiglia Kim che è costretta a sentire tutta quella scena senza poter far niente. 

Lo stessa regista Boong Joon-Ho afferma che la scena non doveva stuzzicare l’aspetto puramente sessuale ma doveva approfondire, come del resto fa in maniera importante, il concetto tra ricchi e poveri, in un mondo in cui questi due categorie non hanno mai un intimo contatto tra di loro. La scena assume una forte connotazione emotiva segnando drasticamente il cambio drammaturgico dell’opera.   

Note positive

  • Sceneggiatura
  • Profondità tematica
  • Regia

Note negative

  • Nessuna

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