Elena del ghetto – Conferenza stampa del film con Micaela Ramazzotti e Stefano Casertano
Jan 29, 2026
Conferenza stampa di Elena del ghetto, il nuovo film di Stefano Casertano con Micaela Ramazzotti, nelle sale dal 29 gennaio con Adler Entertainment. Ambientato nella Roma del 1938–1943, il film racconta la storia vera di Elena Di Porto, donna ebrea ribelle e coraggiosa che sfidò fascismo e nazismo per salvare vite nel ghetto. L’evento si è tenuto il 22 gennaio 2026 al The Space Moderno con proiezione stampa, photocall e conferenza. Interventi di Stefano Casertano, Micaela Ramazzotti, Giulia Bevilacqua, Valerio Aprea, Caterina De Angelis, Giovanni Calcagno e Marcello Maietta.
______
📱 Seguici sui social!
Instagram: https://www.instagram.com/locchiodelcineastafilmeserie/
Facebook: https://www.facebook.com/locchiodelcineastafilmeserie
Twitter: https://twitter.com/occhiocine
Telegram: https://t.me/+sPR_v354ZEsyN2U0
💰 Supportaci! Acquista dal nostro link affiliato ➡️ https://amzn.to/3fw3QSw
📺 Iscriviti ai servizi streaming!
Prime Video: https://www.primevideo.com/?&tag=locchiodelc00-21
Audible: https://www.amazon.it/hz/audible/mlp/mfpdp/ASINDELTITOLO?actionCode=AZIOther35606092201BR&tag=locchiodelc00-21
Show More Show Less View Video Transcript
0:11
Benvenuti alla conferenza stampa di Elena Delghetto per la regia di Stefano
0:16
Caserzani. Il film è una produzione Titanus Production e Masi Film M74 Sound Art 23
0:25
Titanus SPA con Rai Cinema. Come sapete il film, ve lo dico io, altrimenti il
0:30
film uscirà dal 29 gennaio con Adler Entertainment e passato nella sezione
0:36
gran publ della festa del cinema di Roma a presentarvelo. C'è il regista Stefano Casertano,
0:44
gli interpreti, Michela Ranozzotti, Giulia Devilacqua,
0:52
Sala, Marcello Mai,
0:59
Giovanni Calcagno, abbiamo i produttori Maria Grazia Saccoo
1:07
Massimiliano Founder CEO di Firma Santicola, responsabile produzione
1:14
cinema cinema ed ancora in prima fila Guido Lombardo
1:20
presidente di Vitanus, Monica Galantucci M74,
1:26
Marte Dal Fabro di Saudart che non vedo ma saluto. Allora, come sapete vedrete, questo è un
1:33
film anche corale che si banta della partecipazione di tanti grandi talenti
1:39
oltre a questi che vedete. Comunque saluto in sala Claudio Della Seta,
1:46
Matteo Nicoletta, Claudio Pallottini,
1:52
Bruno Patoncello, Matteo Quinzi,
1:58
Romano Galeghi, Anna Testa e invito ovviamente Stefano
2:03
Si vede qualcun altro C di mancato di di salutare, poi aggiungiamo non solo Cast
2:10
tanti che hanno lavorato a questo film in tutti i dipartimenti. Dunque vi saluto sceneggiatrice Alessandra Crezana
2:20
e tanti altri. Allora, vi ricordo intanto prima di iniziare che il 27 gennaio è la giornata
2:28
della memoria e per questa occasione questo film verrà mostrato con una
2:34
produzione istituzionale della Camera dei Deputati. Il 26, proprio qui al Space, ci sarà anche una proiezione
2:40
dedicata alle scuole e che sarà trasmessa anche in streaming, quindi per le scuole di tutta Italia. Eh iniziamo,
2:49
iniziamo da Stefano, iniziamo con te Stefano. Ecco, come è diventato questo film, la
2:57
tua prima regia di finzione, come ti sei approcciato approcciato al racconto di questa storia?
3:04
Mi sono ribattuto nella vicenda di Elena di Porto leggendo su di lei e poi
3:11
mi è rimasta mi è rimasta un po' attaccata questa questa storia, la storia di una donna coraggiosissima,
3:18
coerente e e ribelle, che non aveva paura di comportarsi in maniera diversa
3:26
rispetto alle convenzioni del dell'epoca. Per questo si sa, eh si
3:32
racconta di questa donna che portava i pantaloni, fumava, beveva, tirava di box, giocava pigliardo, cose che poi
3:39
magari oggi sono anche normali per una donna, ma all'epoca erano assolutamente inconcepibili.
3:45
È una donna che poi si opponeva alle alle prepotenze, alle prevaricazioni
3:51
e in una maniera così eclatante e che in realtà al al ghetto di Roma ancora se ne
3:58
parla. Per questo, dopo aver consultato i documenti dell'Archivio di Stato che parlavano di Elena di Porto, sono andato
4:04
a Ghetto, ho conosciuto due persone che l'avevano conosciuta in vita. Una di queste è memoria di Porto, il bambino
4:10
del drum che non è parente, ma mi ha raccontato sì, era una che cioè una che se ci parlavi
4:17
era anche intelligente, però ogni tanto impazziva. Impazziva in che senso? che lei aveva non riusciva veramente a
4:24
sopportare le le prevaricazioni e per questo ho pensato
4:30
una storia degna di essere raccontata, di essere celebrata, tanto che poi se uno va al ghetto c'è
4:38
una targa sulla sinagoga che raduna i nomi dei partigiani ebrei che durante la
4:44
seconda guerra mondiale si sono si sono posti all'occupazione. Eh,
4:50
ci sono solamente due donne, una di queste porto e spero che questo film, se
4:55
non altro ne tenga viva la memoria. Grazie
5:02
Michaela, una donna coraggiosa in tempi bui.
5:07
Ecco come ti sei avvicinata, come sei diventata.
5:13
Intanto ho cercato di restituirla intera al pubblico con tutta la sua forza, con
5:20
tutta la sua ehm irriverenza, era anche scomoda lei e io ho cercato di
5:28
lavorare sul fatto che lei non aveva odio, sul fatto che
5:36
non era indifferente, no? E l'indifferenza è una cosa che è molto
5:42
abitata nell'umanità, nell'essere umano. Lei non ce l'aveva. Succedeva una cosa,
5:48
prendeva, agiva, difendeva i più deboli e poi vabbè, ovviamente pagava. E poi mi
5:57
piaceva il fatto, mi piace il fatto che per me è un personaggio che è stato che c'è, per me è sempre vivo nella mia
6:03
memoria. il fatto che non era non è abitata dalla paura. Ecco,
6:11
un'altra cosa che eh in qualche modo
6:17
inquina eh l'essere umano perché la paura può creare dei danni, può fare
6:23
fare delle cose sconvenienti, quindi in qualche modo lei non avendo paura una visione lucida delle questioni che
6:30
accadevano e quindi l'affrontava con molta irriverenza, con molto anche
6:36
ironia. Mi è molto piaciuto il suo modo di di essere, il suo stile che aveva.
6:43
Lei aveva modo di fare in cui in un
6:48
periodo storico, appunto, dove tutti avevano paura, lei non ce l'aveva. Poi, tra l'altro, era una che viveva la
6:54
strada per lungo per largo, i vicoli, il fumo del Tevere e il ghetto, il portico.
7:00
E lei vivendo la strada conosceva benissimo i codici della strada, come potersi muovere, come muoversi. Quindi
7:07
sapeva benissimo dove dover andare. Era una che comunque lavorava tanto e quando
7:14
ebbe la soffiata dal federale eh che stava con l'attrice, lei subito agì. Ma
7:21
lei la tragedia lo sapeva che c'era. La tragedia era dietro, nessuno se n'era accorto. L'unica a saperlo era lei. E
7:28
con l'asma malata nel piano di quella notte, tra l'altro del 16 ottobre del
7:35
43, le ha fatto di tutto, ha urlato a tutto il ghetto, fate recipate, c stanno
7:40
bene a pi tedeschi. Ma nessuno le ha creduto, anche perché lei comunque non
7:46
aveva armi. era un corpo con delle con una voce che
7:52
ormai era spezzata, con la forza delle braccia che non aveva quasi più rispetto a quando era più giovane e continuava ad
7:59
urlare con solo il suo corpo, con quello che quel poco di voce che gli era rimasta. Cercò di coinvolgere qualcuno,
8:06
ma non c'è riuscita. Per lei il ghetto era tutto, erano il fornaio, la madre, i
8:12
figli, le persone che vedeva ogni giorno. E quando ha visto che nessuno gli è venuto dietro, ha deciso con la
8:20
sua consapevolezza, con la sua intelligenza, di andare a morire. Perché? che ci rimango a fare
8:28
qui che non c'è più nessuno. Il ghetto è bello con tutte le persone, con tutti
8:34
gli amici e allora consapevolmente faccio sto viaggio con voi e andiamo a morire tutti insieme. Una donna di
8:40
grande intelligenza, di grande spessore, umanamente era protettiva, infatti mise comunque in
8:48
salvo i suoi figli, quindi parenti, i parenti ancora ci sono. Ehm e quando c'è
8:57
una donna che è così longivirante, così intelligente, che ha una visione totale
9:02
della vita, non guarda solo in un punto, guarda dappertutto, è così attiva, vive per vivere, non vive tanto per stare al
9:09
mondo, vive per risolvere, per combattere, per amare, fa paura e quindi
9:15
è facile dire a una donna matta perché perché è fuori dagli schemi, perché è diversa, perché è veramente più
9:24
eh magica, preziosa per l'umanità e quindi ritenuta matta e le donne spesso, se
9:31
sono così sono ritenute matte e gli uomini no.
9:42
Io volevo sottolineare una cosa nell'interpretazione di di Michela, perché al di là della sua capacità, ciao
9:49
Alessandro, di essere il top che c'è sia nel dramma che
9:55
chiaramente nei momenti più brillanti, Michela ha dovuto imparare una nuova
10:00
lingua che è appunto il giudaico romanesco, che è una lingua che è il
10:06
dialetto più antico di Roma Perché ehm la comunità ebraica sta a Roma dal secondo secolo, eh gli appartenenza alla
10:14
comunità ebraica mi correggono immediatamente se dico cose sbagliate. Comunque sono rimasti a Roma e parla e
10:20
chiaramente sono rimasti a Roma anche dopo il sacco di Roma, quando Roma fu ripopolata e per questo si sono
10:26
trascinati questo dialetto che aveva parole dall'ebraico e parole dai dialetti meridionali. Quindi volevo
10:32
ringraziare Alberto Pavoncello che è lì sopra.
10:38
insieme a Letizia e a Piattelli con cui abbiamo fatto una lettura proprio
10:43
l'abbiamo letto in sinagoga, peraltro questa cosa, ci siamo commossi alla fine della lettura e vorrei ringraziare anche
10:49
Claudio Pallitto perché Claudio chiaramente ha contribuito a a a
10:57
ripetere l'inflessione romanesca e soprattutto Claudio si è accorto anche di un paio di cose nella sceneggiatura
11:03
che che ci hanno risolto molti problemi. Quindi grazie della dedizione e poi vabbè, ti ha allenata, no?
11:09
Sì. Eh no, diciamo che c'è stato un allenamento
11:16
per quanto riguarda la box, per quanto riguarda l'agilità che aveva questa
11:22
donna. Ci siamo preparati molto, anche perché temevamo una cosa. Comunque noi abbiamo girato in questo periodo, un
11:28
periodo freddo, dove dovevamo stare con abiti a leggeri, dove comunque c'era
11:34
contro il tempo, ho detto Madonna mia, speriamo bene che che non ci sia male. Invece siamo stati resistenti.
11:42
Sì. E e non solo. Poi c'è una scena iniziale in cui lei è sotto la pioggia, no? Che il grosso interrogativo è come
11:48
facciamo con la controfigura, non con la controfigura, eccetera eccetera. E invece l'idea è stata sotto la pioggia
11:54
d'inverno e eh insomma anche abbastanza a lungo, quindi è stata una una prova
12:01
fisica a parte che che attoriale e quindi io non posso che eh veramente
12:07
essere non solo riconoscente ma anche orgoglioso di aver avuto Micaela in
12:12
questo film e spero che piazzo anche al pubblico, ma sono sicuro di sì.
12:20
Allora, Stefano, passa il microfono a Giulia perché visto che si parla di donne, qui c'è un'altra donna che ecco
12:27
non è tra virgolette ribelle e non conforme come come Elena, però in realtà
12:35
è un un personaggio che l'accompagna, l'accoglie e quindi molto
12:42
diverse, ma poi anche molto simili. Sì. Eh, Costanza e Erena sono legate
12:49
innanzitutto da un affetto e da un amore molto profondo. Costanza
12:55
non solo vuole molto bene a Elena, ma la stima, eh, un po' la idolatra, cioè
13:02
perché secondo me internamente vorrebbe un po' avere il suo coraggio, la sua libertà e quindi pende un po' dalle sue
13:10
labbra, no? Quindi anche alla fine del film, quando le racconta cosa è successo
13:15
mentre lei era al confo, le spera che lei le dia coraggio, che le
13:23
dica che il patto era una cosa giusta da fare, che tutto andrà bene. Ehm quando
13:30
lei invece rimane un po' titubante, è lì che eh Costanza
13:35
crolla, diciamo. Quindi sono due figure in contrapposizione, ma anche molto
13:42
complementari, come se le due formassero un'unica donna, no? c'è eh che sono i
13:49
due aspetti che abitano ognuna di noi, quindi la parte più razionale, più
13:54
convenzionale, quella che si attiene a alle regole e a quelle a quell'epoca la
14:01
donna era e rimaneva a casa, si faceva e diceva quello che voleva il marito, si
14:07
occupava dei figli, della casa e lei lo fa con una dedizione, un amore incredibile.
14:14
E poi c'è l'altra parte che invece è la parte ribelle, quello che è la parte
14:20
libera, la parte che ognuna di noi ha che vorrebbe sempre esprimere e poter dire quello che pensa, fare quello che
14:27
vuole. E in più Elena è una donna che veramente lotta e combatte e per un
14:36
senso con un senso di giustizia, per la giustizia, perché pensa che sia giusto farlo e lo fa senza mezzi e senza paura,
14:45
che è una una cosa meravigliosa per difendere i diritti di tutti e i diritti
14:51
dei più deboli. Quindi c'è anche questo aspetto bellissimo che è proprio la cura che Elena anche inconsapevolmente, forse
14:57
perché l'ho fatta talmente con passione che non è razionale, ma lo fa
15:03
proprio per un amore sincero per gli altri, per difendere i più deboli. E quindi questo è anche un altro messaggio
15:08
bellissimo del film che non solo parla di pace, di libertà, no, di quanto ma della cura che ognuno di noi dovrebbe
15:14
avere un po' per il prossimo.
15:22
Passo la parola a Valerio, a Prea a a iniziare la rappresentanza degli uomini
15:27
in questo film. Ecco, Vitale di Porto, fratello di Elena, chi è? Ecco, come lo
15:35
descriveresti e che esperienza è stata questa nei panni di Vitale in questo film?
15:41
Ma al di là dell'improbabilità di una somiglianza somatica tra me e
15:49
Micaela Ramazzotti, quando è stata proposta ho detto c'è un
15:56
errore, insomma, non però ho detto vabbè insomma
16:02
il ruolo mi interessa, il film mi interessa e vabbè c qualcuno dirà sti
16:09
due E a parte questo, no? Beh, che dire?
16:15
Avete già detto l'essenziale, posso solo aggiungere che eh è stata per
16:22
me l'occasione ehm professionalmente di accostarmi a note, tasti, corde a me non
16:31
così consuete. E quindi questo è stato, diciamo, il primo motore e poi
16:39
naturalmente di poter contribuire a far parte di questa
16:45
operazione, questo prodotto, questo progetto e questo film e questa storia
16:50
imprescindibili e necessarie m per tutti i motivi che
16:56
avevano già detto molto meglio loro e quindi
17:02
insomma Ehm è stata un'occasione per cimentarsi con
17:08
qualcosa di non già battuto e di inedito per me.
17:17
Marcello Marcello Maietta. Ecco, interpret Samuele amico,
17:24
prima dicevi ci siamo incontrati, parlato di dell'elemento romantico, il
17:30
personaggio poi romantico, non non in generale con un pensiero romantico
17:35
rispetto agli avvenimenti. Ecco, anche a te che esperienza è stata e vivere
17:40
quest'anima, come ti dicevo, a fine, questo alleato di Elena?
17:48
È stata un un'esperienza intanto bellissima perché non capita spesso di
17:54
di trovarsi appunto a confrontarsi con una storia così importante e trovare eh
18:02
sarò ripetitivo, però anche un cast dei colleghi così insomma non è facile
18:08
perché si è creata comunque veramente una famiglia di cominciare da da come ha lavorato la produzione, i sceneggiatori
18:14
e quant'altro. altro e poi noi quando ci siamo ritrovati nel set. Quindi questo ci ha permesso sicuramente di entrare
18:19
ancora di più in empatia con la storia e con quello che si voleva raccontare.
18:25
E lo sviluppo, appunto, del personaggio, diciamo, che mi ha reso la vita anche
18:32
complicata, ma allo stesso tempo facile anche Michaela, perché aveva una preparazione talmente ehm quasi al al
18:41
puntino, ecco, in questo senso qua che mi ha permesso anche a me di potermi anche perlomeno
18:47
inizialmente aggrapparmi un po' a la figura di Elena di Porto e fino a che,
18:53
appunto, ho innescato AT dentro di me il il bisogno di non solo comunicare in
19:00
scena con lei, ma e quindi con i nostri personaggi, ma quello di sviluppare proprio il mio interesse, la mia
19:06
curiosità nel poter andare oltre quello che è una sceneggiatura e quello che è
19:12
oltre anche la direzione di Stefano Vecilava. Quindi, eh abbiamo parlato
19:17
tanto anche con Stefano di romanticismo, proprio perché comunque eh Samuele eh
19:24
diciamo va in soccorso tanto di un di un di un posto come quello di Roma, visto
19:30
che io sono uno dei pochi personaggi che non è di Roma e conosce Elena anche un
19:37
po' per probabilmente trovare qualche altra possibilità forse amorosa che
19:50
Quindi stavo dicendo eh forse anche amorosa, non lo so, di approccio, in realtà si crea un un'amicizia molto
19:56
profonda, un'amicizia che poi è il tempo stesso anche un po' a regalarci a noi la
20:03
possibilità di poterci conoscere e di alleggerire anche un po' al carico di quello che è la conseguenza di una
20:08
guerra, la conseguenza, insomma, di fare i conti con un qualcosa di eh improvvisamente tragico e quindi davvero
20:16
ringrazio ancora tutti i miei colleghi e veramente questo questa meravigliosa
20:22
storia perché comunque è anche un'opportunità per noi attori conoscere in primis una storia e poterla poi
20:29
consegnare a un pubblico che appunto come noi in primis magari non conoscevamo tutti la storia di Rena dei
20:35
Porte, quindi insomma eh per noi è una responsabilità, quindi mi auguro che nel
20:42
mio piccolo piccolo, insieme ai miei colleghi, insomma, abbiamo dato questo messaggio e anche grazie a Stefano che
20:49
ha portato avanti questa storia.
20:55
E parlando di Uomini nel film, Giovanni Calcagno a te un personaggio un po' più
21:02
controverso, ecco, vogliamo dire il cattivo della storia, ma uno dei se non altro.
21:09
Sì. Eh, tu ti riferisci a Romolo, il gerarchofascista che, diciamo, gestisce
21:17
la vita professionale di una grande attrice dei tempi del regime e quindi
21:23
gestisce, come dire, il potere della cultura e che poi cade in disgrazia nel
21:30
momento in cui il fascismo cadde in disgrazia e e vive quindi tutte tutte le
21:38
contraddizioni che tante Tante persone che erano vicine alle gime
21:44
dissero in quell'epoca a tutti i livelli. quello di cui parliamo ovviamente è un gerarca che viveva nelle
21:52
alte sfere del potere, ma ce ne sono stati livelli in tutta Italia, no, che
21:57
poi, diciamo, voltarono campana e cercarono di salvare la propria pelle e
22:03
su questo, ovviamente, non bisogna essere, come dire, tranciati, ma bisogna come dire accostarsi ai ruoli dei
22:10
cosiddetti cattivi con una certa comprensione perché non possiamo essere tutti eroi. E sul tema dell'eroismo
22:16
volevo un po' tornare un attimo perché evidentemente questa figura meravigliosa
22:21
di Elena illumina questa storia e ci fa vedere come degli ideali che dovrebbero
22:28
essere normali nelle nostre società invece diventano pannaggio di compiti
22:34
appunto quasi di martirio eh per delle
22:39
figure che rimangono indelebili per questo motivo. Ma c'è qualcosa che è
22:45
molto importante in questo film, secondo me, al dietà della meravigliosa costruzione che è stata fatta e c'è è un
22:54
anelito verso una normalità di libertà di, come diceva Michela
22:59
prima, abitare il proprio la propria terra, che in questo caso per gli ebrei a a Roma era il proprio ghetto. Oggi nel
23:08
mondo c'è una riproposizione di una mentalità che è molto vicina a quella
23:13
che il fascismo e il nazismo espressero specialmente nell'ultima fase prima del
23:19
loro tracolo. Ed è una fase è un un momento di, come dire, una qualità
23:25
rapace di un popolo contro un altro popolo. È una qualità di sopraffazione,
23:31
una qualità di decisione del su sul destino degli altri. Questo anche con
23:36
una certa qualità formale di arroganza. Io credo che questo film possa essere
23:41
molto interessante da questo punto di vista perché oltre a essere un prodotto, come dire, godibilissimo e molto
23:47
interessante perché la figura femminile che interpreta Micaela è estremamente, come dire vicina
23:55
a a degli ideali di emancipazione che ci sono oggi e quindi molto appetibile,
24:00
però c'è qualcosa di molto più importante, secondo me, che può essere può arrivare agli ascoltatori. stavo
24:08
dicendo ai a chiede il film e cioè è come dire una qualità di osservazione,
24:17
di coscienza sulla situazione storica dell'oggi perché oggi siamo molto spesso
24:23
portati a guardare la la la faccia superficiale delle delle opere d'arte e
24:29
credo che questa sia invece un'opera d'arte che voglia dire molto e che voglia un po' cercare di svegliarci da
24:35
un torpore nei confronti di come vanno le cose. che credo che sia veramente oggi insopportabile.
24:44
Infatti anche lauzione per le scuole sarà fondamentale in tal senso. Allora,
24:49
prima di dare la parola ai colleghi, volevo invece passare la parola ai produttori. Ecco, chi ha investito in
24:57
questo film, l'ha reso possibile, parto da Maria Grazia Saccà, non so se avete un microfono a vostra disposizione.
25:05
Ma ragazza, quanto è stato importante, appunto, e direi alla luce di quello che abbiamo detto, anche coraggioso poi
25:12
investire in una storia vera come questa, comunque come quella di Elena, considerando anche le sfide, no? Il
25:18
valore culturale e quello che il mercato ci chiede, vuole vedere.
25:25
Sì, buongiorno a tutti. Intanto e per noi è stato molto importante, tant'è che
25:30
ci siamo messi in tanti a farlo, oltre i cinema che ringraziamo e è importante,
25:37
nonostante, io direi le sfide del mercato, perché sappiamo tutti che il mercato cinematografico, diciamo, è
25:43
difficile per questo genere di film, perché possono andare sul sicuro film evento oggi, però noi siamo anche sempre
25:51
ottimisti, abbiamo tanta fiducia nel pubblico, il pubblico sorprende prende sempre delle giravolte che non ti
25:58
aspetti e quindi pensiamo che questa possa essere una gira volta perché perché questa storia è
26:07
importante per tante cose che sono state dette adesso, ma sopr ma non solo per
26:13
l'aspetto, diciamo, della sua valenza storica, no? Perché monito che ci ricorda
26:19
la brutalità, il prezzo che l'umanità deve pagare, no? quando l'altro poi viene disumanizzato. Questo è l'aspetto,
26:25
secondo me, la lettura più, se vogliamo, superficiale del film. Quello che a me ha colpito molto del copione degli
26:31
sceneggiatori, di Stefano, è che questo film tira fuori una verità umana che non è sempre raccontata e cioè che la il
26:40
vero successo umano spesso si nasconde nelle pieghe dell'insuccesso sociale.
26:46
Cioè noi siamo tutti terrorizzati dall'insuccesso sociale, no? Eh, ma non
26:51
sempre l'insuccesso sociale è un fallimento, a volte è libertà, come nel
26:57
caso di Elena, cioè Elena era una reietta, era una paria, era una che era
27:02
chiamata la matta pure dalla sua stessa comunità e noi abbiamo visto tantissime
27:07
volte nella storia, anche nella letteratura, no, usare l'epiteto matto per screditare
27:13
chi ha bisogno di libertà, che ha un merito di libertà, che è dissidente
27:18
screditarlo ridurre questo bisogno di libertà ad una stravaganza, una stranezza, no? E allora questa è la cosa
27:26
più bena aveva il coraggio di non essere amata, che è una cosa che oggi per noi è
27:32
incredibile, quasi inconcepibile, no? di essere condannata socialmente, di essere
27:38
espulsa dalla rispettabilità pur di rivendicare la sua libertà e la
27:43
sua autonomia di giudizio. E la cosa che mi è piaciuta di più è che
27:50
non abbiamo forse capito subito, abbiamo capito con il cuore, ma non con la ragione del copione, è che il
27:56
personaggio di Elena non cambia mai, no? In genere i personaggi devono cambiare,
28:01
eh, Elena non cambia. E ma il capovolgimento più potente del film,
28:07
l'idea più bella del film è che è il contesto intorno a lei che cambia.
28:12
In tempo di pace Elena è è una paria perché è una disobbediente, perché non
28:18
si fa addomesticare, ma quelle stesse qualità che la fanno soprannominare matta in tempo di pace sono poi quelle
28:25
che la rendono un'eroina in tempo di guerra, perché quando poi la storia accelera, no, e diventa estrema e non ci
28:33
sono più i grigi e c'è solo il bianco e il nero. E poi le persone che fanno la
28:39
differenza sono quelle che hanno avuto il coraggio. Hanno imparato ad andare contro il conformismo, ad andare contro
28:44
la norma, ad andare, no, contro le convenzioni sociali. Sono loro che hanno
28:50
il coraggio di restare umane anche a costo della vita. Quindi ha una verità umana questo film
28:58
che lo rende unico.
29:05
Massimiliano di Lodovico, Samant Nicola. Ecco perché vi siete uniti a Mariatta Saccà,
29:11
cosa vi ha spinto a appunto a sposare questo progetto? Ehm, allora è stato detto veramente
29:17
tutto, quindi io volevo soltanto aggiungere due cose, secondo me, importanti e anch'io ringraziare
29:24
eh la cinema perché in questo momento storico eh vorrei ricordare che intanto è stata prodotta un'opera prima, no? E
29:31
quindi un'opera prima in costume non è mai facile. E e quindi sai, si parla
29:38
sempre molto del cinema, di sostenere il cinema indipendente e quindi un primo ringraziamento
29:43
soltanto va a tutta la Trump che ha lavorato in questo film, dai sceneggiatori, produttori, coproduttori,
29:49
dal cinema che ci ha creduto e poi non per essere banale e non per essere scontato, prima Michela diceva una cosa
29:56
importante sulle donne, non me ne vogliono i maschietti, ce ne ho avuti tanti sul cast, però sai avere due
30:02
grandi attrici, donne che lavorano ad un'opera prima. Beh, secondo me è una
30:07
cosa importante, eh, è più importante di tutto il resto che verrà intorno dopo al
30:13
film, no? Perché quando i grandi attori si prestano ehm ai film così piccoli,
30:20
beh, è molto più facile, no? E quindi senza epocrisia. Quindi io credo che
30:25
questa è una cosa che veramente dobbiamo tutti noi ringraziare in primor cast per
30:31
carità di Dio, però eh credo che questo ci tenevo sottolineato e quindi passo la
30:38
parola a Sam
30:45
e dopo tutte queste belle parole giuste, brevissima, tu hai detto delle cose stupende che condivido completamente.
30:53
è donna, no? anche Massimiliano, veramente, però sì, allora cinemo di
30:58
opere prime ne fa tantissime, ne farà sempre molte, ci crediamo moltissimo nella nostra mission, ma perché proprio
31:05
ci crediamo per noi è fondamentale. Questa in particolare era sfidante
31:12
perché appunto non era bassissimo costo, era un film in costume.
31:18
Casertano era posseduto da se stesso, da quanto voleva fare questo film, da quanto ci credeva, da quanto era
31:25
rigoroso in tutto e ehm il cast
31:30
eccezionale. che Michela aveva, che è proprio la
31:36
protagonista assoluta, che è proprio il il perno di tutto il film, è proprio,
31:43
cioè è generosa come il suo personaggio, uguale, cioè non voglio dire Michele la
31:50
matta, però no, in quel senso romantico del termine.
31:55
Un complimento, sono quelli dagli scherzi. Esatto, per me è un complimento
32:00
perché lei haciato il film esattamente come quel personaggio
32:06
che è un'eroina che però perde, ma non solo perché perde la sua vita, perché non riesce nella sua missione. di quello
32:13
che lei porta alla luce tutto quello che ha detto prima, che avete detto tutti,
32:19
molto precisamente anche Grazia, ma quello che la muove, quello che ho
32:25
trovato molto commovente anche nel suo ritratto in questa sceneggiatura è sì il
32:31
suo coraggio, sicuramente sì il suo essere anticonformista,
32:37
ma la cosa che abbiamo trovato veramente unica è la sua purezza. cioè
32:44
l'impossibilità di non muoversi per motivi di generosità, di aiuto, di eh di
32:53
ribellione rispetto all'ingiustizia. E quindi questo era molto è molto
32:59
commovente nella scenatura, nel filmine. Noi siamo molto contenti.
33:06
Speriamo che vada benissimo. Allora, mi metto gli occhiali e posso posso aggiungere una cosa? Eh,
33:13
Michele, io mi sento dire questa cosa, anche se la dovessi vedere, eh non è, cioè la matta di Piazza Giuliamo non è
33:20
matta. Ok. Ok. E non è l'ennesima matta che interpreta Michele Ramazzotti e
33:26
erano gli altri matti, ok? Perché se non so se vo i pantaloni giocheràbbe chiaro lo doveva poter fare senza che nessuno
33:32
dicesse "Sei matta". Va bene, quindi non è una mappa anzi era l'unica che aveva
33:38
capito tutto. Grazie.
33:43
Però ai colleghi c'era l'ANSA e poi adesso Prego. Tiamo
33:54
senza buongiorno Francesca Leone dell'ANSA. Volevo chiedere a Michela Ramazzotti
34:02
e credo sia un personaggio molto difficile perché ehm noi sentiamo il
34:08
coraggio, sentiamo anche vediamo anche quel momento in cui lei si spinge oltre,
34:14
cioè in cui lei ha queste reazioni molto forti, andare a picchiare i fascisti. Volevo
34:20
sapere come come attrice come ha trovato la misura tra queste due dimensioni di
34:26
Elena, perché era molto lucida su alcune cose, però alcune volte si spingeva, il
34:31
rischio era enorme. E poi volevo chiederti e dici a una donna scomoda
34:37
oggi in cui apparentemente si ascoltano anche le donne scomode, volevo sapere
34:44
quanto secondo te questo in realtà appunto è apparente? Poi alla fine le donne e libere e un po' scomode comunque
34:52
alla fine si ritrovano isolate anche oggi. Grazie.
34:57
Ma Elena le cose le risolve subito, le risolve in strada a colpi di
35:05
eh di box, di pugilato, di calcioni di
35:11
sempre per un senso di protezione verso i più deboli. Quindi se qualcuno aveva
35:17
accasserato il banchetto di mamma, lei subito andava, agiva, difendeva. Cioè
35:23
questo eh appunto è questa purezza d'animo che
35:29
appunto riuscì in qualche modo a difendere. era per gli altri e poi per sé stessa, anzi
35:36
lei pagava e basta, la mandavano sempre a pagare e però questo poi dolore che in
35:43
qualche modo le passava dentro, l'attraversava
35:49
e non l'abbiamo mai visto durante il film, proprio non non gli apparteneva al
35:55
dolore, appunto. questa purezza, la reazione di difendere, di aiutare chi è
36:03
più debole, appunto, sempre farlo nell'immediato, non rimandava mai e
36:10
questo è è tipico di chi è forte, di chi vuole affrontare subito le cose e
36:15
mettere a posto le situazioni. Poi tanto domani ce ne sono altri, altre ancora, altre ancora. Quindi questo è la
36:23
bellezza di di Elena. Nessuno, purtroppo, se n'è se n'è reso conto. Poi
36:29
ce ne rendiamo sempre conto dopo di chi veramente invece ci rallegrava, ci
36:36
faceva bene, animava perché poi appunto nella parte giovane lei animava in
36:43
qualche modo il ghetto e però era sempre in ascolto perché poi un personaggio che
36:49
ascoltava tutto vivendo la strada non si perdeva niente e ed era sempre pronta in
36:58
qualche modo e questo la sua bellezza, la prontezza avere sempre eh gli occhi
37:04
dappertutto. Ecco, era questo molto race.
37:10
E le donne scomode? Le donne scomode oggi vengono ascoltate
37:16
più realmente oppure vengono isolate? La scomodità non piace a nessuno,
37:23
non viene ascoltata, si è molto indifferenti verso chi è più
37:30
eh magari scomodo, matto, chi magari ha una visione diversa
37:37
della vita. Bisogna essere più in ascolto delle persone, bisogna essere meno indifferenti, non bisogna
37:43
alimentare l'odio, bisogna cercare di placare gli animi e sempre con la
37:49
tenerezza, che penso sia un sentimento che va coltivato, lo stiamo perdendo di
37:56
vista. La la tinerezza è una cosa che non c'è più, non la non la riesco più a intercettare fra fra gli animi, fra le
38:04
persone.
38:13
Una domanda per Michele Mazzotti, una per regista, se volete lo faccio prima per volta rispetto alla risposta. La
38:19
Michela Ramazzotti che penso ha avuto il carattere di autenticità dellaumanità che è necessaria ricerre lo spirito,
38:26
anche il corpo in vita di una donna resiliente per cui Matta diventa un complimento, per approfondire
38:32
l'impostazione non solo vocale, ma anche gestuale dell'ebraico romanesco, no? E
38:38
entrare in empatia con un dialetto nel dialetto, insomma, che c'ha tante varianti, no? Arud, a fost
38:46
dividere la morte, a Roma si dice dividere la sveglia, che è una variante che non avevo sentito e che comunque
38:52
rimane in testa e c'è mettendo in evidenza con queste sfumature il bisogno
38:59
di anteporre e la solidarietà all'indifferenza
39:05
impercando
39:10
di partire dalla romanità. Lo sai quando io mi sono resa conto di essere umana,
39:17
andare sul set a a fare Elena, anzi un pochino prima quando l'ho studiato,
39:23
perché pensavo un personaggio che parla romanesco,
39:30
gioco in casa, invece no, è come aver studiato un'altra lingua. Per me è stato
39:36
complesso, mi ci sono dedicata perché comunque aveva una forma anche il film
39:43
ha una grande umanità, ma noi quindi anche una sua semplicità familiare che
39:49
ti ti attraversa. Però non avevamo un modo di parlare molto forte a tratti
39:57
quasi attranti, molto portato. Questo era molto complicato, no? venendo da
40:04
cinema moderno e quindi abbiamo lavorato molto sulla voce, anche perché una la
40:10
sua tempera è una che la voce la porta, è una che strilla, è una che urla, anche
40:15
perché per parlare a qualcun altro che sta al piano di sopra devo urlare, devo portare la voce. Alcuni gesti,
40:22
gesti non c'erano messaggi, non c'era non c'era fortunamente il telefono, non
40:29
c'erano tante altre cose, c'era il rincorrersi, c'era lo scappare, c'era da
40:34
risolvere una cosa e quindi ti picchio subito e ho vinto io e scappo, poi pago,
40:41
però quindi era un modo molto più vivo, un attimo nel vero senso della parola,
40:47
fatto di gesti, di corpo, di voce, di di di stare al mondo, ma noi abbiamo
40:54
inserito cosa molto complicata, ma che ha arricchito tantissimo il lessico.
41:00
Abbiamo inserito il giudaico nel romanesco, ci siamo fatti aiutare. Ecco Palloncello
41:08
che saluto lassù e grazie davvero
41:14
per il tuo aiuto e per me era un'altra lingua ancora, quindi abbiamo studiato
41:21
tanto tutti e per esempio mia mamma Claudia
41:27
è riuscita a darmi anche due tre dritte, per esempio da varie, ti ricordi? Non ha
41:33
casserato il banchetto di mamma e lei m'ha dato delle paroline lì. Cioè più
41:39
parole giudaico romanesco avevo e più o meno sentivo all'interno del film,
41:45
all'interno del ghetto, all'interno dei vicoli parte di Roma, parte di di quel
41:50
periodo storico. Mi aiutavano soprattutto nelle scene in cui dovevo urlare, dovevo anche, sai, me piace
41:58
molto studiare, prepararmi, essere molto attenta a tutto. Poi mi piace dimenticare tutto e essere lì e farmi
42:06
anche uscire qualcosa di getto. Quindi avevo un piccolo vocabolario di paroline
42:11
da utilizzare in certi momenti in cui dimenticavo di essere lì e e mi sono
42:19
stati. Dunque, la nostra parola chiave è fate reciamo
42:30
della giornata di lavoro diceva rifamo, reutamo, abbiamo finito, scappamo.
42:38
molte volte, no? E nell'affrontare invece Stefano,
42:44
diciamo, la memoria e la comprensione storica di una donna
42:50
che reci ma affronta pure le cose, insomma, che è allergica alla convenzione.
42:55
ti sei affidato a, diciamo, alla lezione dei grandi registi del passato sul
43:01
versante del neorealismo che è quello della commedia all'italiana, oppure il fatto che il tema di fondo è la
43:08
ribellione che lei ha scontato in nei tuoi documentali.
43:14
È stato un modo per dire sì, i maestri va bene, ma anche se è l'esordio cizione il tema della ribellione lo voglio
43:20
esprimere come dico io. Grazie per questa domanda. Sì, diciamo che prima di questo film l'ultimo
43:26
documentario che avevo fatto era un documentario sull'impresa di fiume e quindi un documentario di una
43:31
ribellione. Poi c'è più o meno Sì, è un tema dominante. Questo al di là dei temi
43:38
femministi per cui per pochi motivi non sono titolato a parlare ringrazio Alessandra Cre coscienziatrice perché
43:45
chiaramente
43:51
femminile femminista e militante della sceneggiatura. Ehm, per quello che vorrei dire, la missione magari è anche
43:59
quella di semplicemente di raccontare una storia e poi di raccontare il significato della della ribellione al di
44:05
là della dell'appartenenza del genere. Ehm perché
44:11
a un certo punto è comprensibile che una società abbia delle regole perché altrimenti non esisterebbe come società.
44:17
ribella si ribella e mette in discussione queste regole, ma è anche poi colui che con questo sacrificio
44:25
cambia e e riesce a a far progredire. Quindi questo è quello che che mi che mi
44:32
interessa forse, non lo so, e il non lo so perché, insomma, è una pulsione più che una scelta razionale. Per quello che
44:39
riguarda l'altra domanda, la lezione realista. Io non mi sento così presuntuoso da dire mi sono ispirato a
44:44
questo a quell'altro. Posso dire, a me piace il cinema storico italiano degli
44:50
anni 50 e 60 e e quindi devo dire che
44:55
prima di di resimarmi in questo progetto, chiaramente c'è stato il lockdown e ho chiuso il caso me li sono
45:02
rivisti tutti, quindi forse qualcosa è così è rimasto da questa da questa
45:07
esperienza. Quindi io penso che ehm la cosa essenziale sia questa che
45:14
magari distingue un po' la tradizione italiana rispetto alle altre tradizioni cinematografiche, cioè il fatto, ma lo
45:20
sappiamo tutti, di avere dei momenti più brillanti, leggeri, anche comici su una
45:26
struttura drammatica. Non sono un fan del melodramma, non mi piace il melodramma, per cui dal mio punto di
45:34
vista quello che questo film propone, appunto questo, una struttura di dramma con dei momenti più brillanti e più
45:39
divertenti. Quando c'è stata la prima alla festa del cinema di Roma, immagino che anche Micheles ne sia accorto,
45:46
all'inizio leggendo, no, la la sinossi, magari la gente è arrivata al cinema un po' atterrita, sarà un dramma de che sia
45:53
alla fine. Poi c'è la scena di Elena che litiga col marito e più o meno c'è la
45:59
leggerezza. Quando c'è il bambino che dice eh dice un tizi Vidale dice che possiamo dovremmo stare da Roma domani
46:05
si dovremmo c'è stata la prima risata nel pubblico e lì un pochino si è sciolta l'atmosfera quindi questa per me
46:11
è stata una grossa sorata pure con la ctellata
46:17
quale quale quando marito quella è vera cioè ci sono tutta una
46:24
serie di leggende romane su Arena di per cui può sembrare strano ma in realtà
46:29
diede quattro zaccagnate, un nipote comeè tante altre che abbiamo riproposto
46:36
in questa Paponcello può testimoniare che questa vicenda è vera e se ne parla ancora forse abbiamo anche trovato in
46:43
che locale si è si è svolta adesso c'è un pap comunque no, dicevo questa è
46:48
questa è stata la missione del film e devo dire che chiaramente è sempre più difficile sempre è più difficile far
46:54
ridere che far piangere ovviamente se poi uno alla fine riesce riesce a fare entrambe
46:59
le cose, una soddisfazione. Spero di esserci riuscito. Grazie.
47:09
Eccomi. Cater Masulo, il parere dell'ingegnere. Un paio di curiosità volanti. Eh, prima c'è la zona del
47:16
confine, la la viene battezzata come lago Volevo sapere se è stata girata
47:22
praticamente lì. E poi per quanto riguarda la direzione degli attori, eh
47:28
ci sono due personaggi che sembrano un po' fuori schema, che sono Giulia
47:37
Bevilacqua e Valeria Aprea, che sono estremamente controllati in sottrazione,
47:43
addirittura molto spesso con addirittura una prevalenza nel linguaggio del corpo,
47:50
Valerio in particolare negli sguardi. del modo di comportarsi senza battute.
47:57
Fantastici, peraltro, e volevo capire come li avevi diretti in questo senso,
48:02
se gli avevi chiesto proprio questo, perché mi pare che sono un po' in dissonanza rispetto al resto degli
48:08
attori. Sì, la ringrazio per questa osservazione. Ehm questo è stato un
48:16
lavoro storico su come si comportava la gente
48:21
all'epoca sotto la dittatura e ne ho parlato anche con la costumista con
48:28
Violetta Taranta, cioè sotto la dittatura, soprattutto il ditto di Roma,
48:33
c'era veramente una un senso di oppressione che si traduceva anche nella
48:39
postura fisica delle persone Ehm,
48:45
mi sono ispirato in questa direzione esperienze personali, cioè
48:50
non sembrare assurdo, però nel 2000 io ho passato un anno in a
48:56
Berlino e vivevo proprio a Berlino Est e vedevo proprio le persone di Berlino Est
49:02
che avevano un atteggiamento molto diverso rispetto a quelle di Berlino Oesto si muovevano in maniera diversa,
49:08
parlavano in maniera diversa, erano anche forse un po' meno cordiali, an senza forse meno cardinali. Eh, mi
49:16
detto, "Ora, questo è il retaggio della dittatura. E da questo punto di vista ho
49:21
cercato di riproporre questa questo atteggiamento anche nelle persone. Devo
49:27
dire che però nella direzione attoriale non devo dire all'attore come fare le
49:33
cose, sia a Giulia che a Valerio, ho dato semplicemente il contesto storico.
49:38
Immaginate, immaginate come vi comportereste se ci fosse questo, se se
49:45
fosse nella condizione di non dover dare nell'occhio, di dover fare dover funzionare, magari
49:51
neanche neanche ridere, ma funzionare come comeeste. Poi chiaramente l'interpretazione sta stag.
50:01
Sì, grazie. Eh no, quella diciamo che è un lei è stata al confineo in tantissimi
50:08
posti e Pietra Pertosa, Lago Lago non mi ricordo tantissimi e mi
50:14
sembra in tutto e abbiamo ricostruito un confino ideale e in realtà la scena è
50:22
ambientata a Tivoli. tra altre cose consente anche di poter
50:27
girare ehm epoche diverse nell'ambito di uno stesso bologo, perché ci sta una
50:34
stratificazione dal dall'antica Roma al contemporaneo al medievale e abbiamo
50:40
preso una parte che sembrava un po' più, diciamo, campagnona, per così dire, e per cui abbiamo adattato quella quella
50:47
situazione. E il confo, per le altre cose è uno dei
50:53
periodi più documentati della vita di Eren, appunto perché ci sono tutti i rapporti di polizia su quello su quello
50:59
che faceva, compreso il fatto che effettivamente fu cacciata più volte dal biliato del paese perché non lei
51:06
continuò, provò a continuare a fare la vita di Roma, non funzionava a Roma, quindi figuriamoci in un inolgo del
51:13
genere. Sono stato personalmente comunque al lago prima di di girare un po' com'era, quindi per approfondire le
51:20
cose e ho cercato di costruire qualcosa che un pochino eh ricordasse la la
51:29
l'ambientazione reale. E l'ultima cosa, abbiamo fatto anche chiaramente un lavoro sul dialetto. Ehm
51:36
non siamo al Lago Nero, ma siamo nell'ultima parte del suo confineo, quindi l'abbiamo ambientato al confine tra le Marche e l'Abruzzo e parlano
51:44
dialetto locale perché chiaramente a causa di un problema della presenza dei di un di un fronte di guerra non poteva
51:51
stare al confine al confino, scusate all'epoca in in Basilicata, sarebbe stata sotto la prima occupazione. Quindi
51:58
l'abbiamo fatto l'abbiamo ambientata nell'ultima parte che era
52:03
Ci sono domande? Francesca, aspetta, ti riporto io il
52:09
microfono
52:16
e volevo chiedere al regista, ecco, ha detto la parte sul confino è la più documentata e quanto invece avete dovuto
52:25
ricostruire, immaginare voi o era tutto documentato, cioè c'erano degli spazi
52:30
che invece avete in qualche modo dovuto ricucire voi? Grazie.
52:37
Sì, grazie. Ehm, allora
52:42
abbiamo dovuto ehm ricostruire alcune cose che non di cui non abbiamo notizia
52:48
perché chiaramente la ciò che sappiamo della vita di di Elena di Porto è è
52:54
molto frammentario. Ehm, per lunghi periodi non si sa nulla di quello che fece di di dove stesse.
53:02
dalla cartella che la riguarda gli Archivi di Stato curata da Gaetano Petraglia che ha
53:09
scritto anche una biografia sulla sull'a di porto
53:14
pubblicata da Giuntina e ci sono praticamente tutti i rapporti di polizia
53:20
e le sue lettere dal confo e in cui si raccontano le vicende. Quello che
53:25
possiamo garantire è questo che ovunque abbiamo trovato una vicenda storica certificata questa è stata impiegata. In
53:33
particolare potrà sembrare assurdo, ma la scena in cui ci sono quelli sotto casa che minacciano dar fuoco a casa se
53:38
lei non scende è vera? Cioè c'è proprio una denuncia di polizia che dice che lei
53:44
scese perché minacciarono facessi sotto di bruciarle casa. Così come da un
53:49
documentario di Sergio Zavoli abbiamo raccolto la frase finale, ehm,
53:57
non sappiamo se la visse nella camionetta o se la visse in caserma via della Longara eccetera eccetera, però
54:02
quella frase la disse veramente. Ora lì che ci vedremo noi. Una frase che rileggendo appunto la
54:09
sceneggiatura con con Alberto Notizia c ci ha commosso solamente e alcuni personaggi sono fitti ai fini
54:16
narrativi. Non sappiamo esattamente da dove seppe del rastrellamento, ma
54:23
secondo alcuni lo seppe da una signora presso la quale stavo a servizio.
54:29
Voglio dire questo, la prima volta che ho letto la sceneggiatura eh al figlio
54:35
di al nipote di di Elena di Porto, Marco di Porto, nipote in linea diretta, gl ho detto al telefono ehm
54:43
l'ho finita di leggere una lunga telefonata. Io ero altre cose all'estero. Sì, sì,
54:48
sì, sì. una cosa che stavo in Germania e glielessi al telefono e
54:57
ma c'è WhatsApp e alla fine di questa lettura c'è stato Marco Marco non non
55:04
parlava e si era commosso e mi disse "Sai Stefano, io nonna la immaginavo
55:09
proprio così e questa per me vuol dire che forse ce l'abbiamo fatta allora con
55:16
la sceneggiatura ricostruire un personaggio immaginato così così com'era, però poi
55:22
diciamo la sceneggiatura niente senza l'interpretazione di questi straordinari attori che hanno riportato in vita per
55:28
alcune settimane questi personaggi che ci hanno lasciato tanti anni fa. È tutto maiolore alla fine se il film è
55:35
riuscito. Grazie.
55:41
Ci sono altre domande. Io intanto avevo una curiosità. si è parlato eh questa
55:48
giornata anche della contemporaneità del film, no? Il suo dialogare con il
55:53
presente, però mi chiedevo quanto questa cosa qualcosa che è stata la spinta al
56:00
progetto inizialmente e quanto invece qualcosa che avete poi compreso mentre lo facevate e questo lo chiedo a
56:08
chiunque di voi mi voglia rispondere. Ecco, è qualcosa che abbiamo compreso durante la lavorazione, cioè rendervi
56:15
conto man mano che lo facevate che poi si parlava del passato, ma di fatto su certe cose in maniera anche abbastanza
56:24
triste e anche del presente, certi comportamenti che portiamo avanti, che stiamo ripetendo,
56:31
non solo rispetto al personaggio di di Elena e la persona che era Elena e la donna che è stata e le donne che le
56:38
somigliano oggi, ma anche rispetto alla alla storia.
56:44
Allora, come vostro permesso, mi sentirei dire questa cosa. Il questo film magari ha l'ambizione di
56:55
di evidenziare come la discesa verso la violenza sociale e politica
57:01
avviene se non c'è attenzione da parte della
57:07
società. Quindi se uno si chiude nel privato, lascia
57:13
correre e non si interessa del della situazione comune, questo è quello
57:20
che succede e chiunque può trovare a essersi a essere a trovarsi trovarsi a
57:26
essere minoranza. tutti possiamo essere minoranza, tutti possiamo essere perseguitati e oppressi.
57:33
Per questo ehm Elena di Porto rappresentato un faro in
57:40
un mondo che era sceso nelle nelle tenebre e da qui è un invito anche spero ai ai
57:49
ragazzi che vedranno questo film a tenere la testa alta, guardarsi intorno e
58:01
volta volevo aggiungere qualcosa. Cosa?
58:07
Se abbiamo tempo fare una domanda. Prego. All'interno del tempo avete girato anche
58:14
giustamente, ma come ha reagito?
58:25
Allora, eh ecco, bella domanda. Ehm,
58:31
come ha reagito Alberto? Come ha reagito la gente del abbiamo girato questo film?
58:39
Bene, regito bene. No, dai, allora la cosa è questa esce
58:46
perché esce. Allora, sì, allora diciamo questa cosa, c'è stato fin da subito una
58:52
grossissima collaborazione. Ok, su queste vicende sono stati girati pochissimi film, non so, di Roma e
59:04
fa come Giulio B. Sì, esattamente, esattamente. Grazie. Ma
59:09
non tantissimi film, no? come pensate e diciamo che poi se parliamo anche di
59:15
storie parliamo di storie ebraiche, no? La comunità ebraica romana rispetto a
59:20
quella polacca o quella tedesca, no, non era una comunità fatta di musicisti o
59:26
direttori d'orchestra o gente ricca o alta borghesia, stracciaroli e venditori
59:32
ambulanti. C'era chiaramente qualcun altro che poteva fare, non so, l'avvocato o cose, però è, diciamo,
59:41
rispetto a un certo tipo di filmografia un ritratto di una comunità ebraica poera, ma soprattutto poi anche consulta
59:47
ebraica con ritratto della romanità. Ehm, grossissima collaborazione da parte
59:52
di tutti e sto ricevendo tantissime richieste quando esce il film, voglio andare a vedere eccetera eccetera e
59:59
quindi spero che insomma i primi che l'hanno visto appartenenti alla comunità sono stati molto contenti del film e
1:00:05
spero che una cosa avanti così insomma.
1:00:10
Io ringrazio tutti Elena del Gretto dal 29 gennaio al cinema con entertainment
1:00:16
grazie
1:00:22
maglietta Giovanni Calcagli Rodrigo Antonie
#Movies
#Social Issues & Advocacy
#Drama Films

