Totò nella cabina del Paradiso

Nuovo Cinema Paradiso: io lo chiamo cinematografo

Nuovo Cinema Paradiso Locandina

Nuovo cinema Paradiso

Anno: 1988

Paese di produzione: Italia, Francia

Genere: drammatico, commedia

Durata: 173 minuti (director’s cut)

Produzione: Cristaldifilm (Roma), Films Ariane (Parigi)

Distribuzione: Titanus

Regista: Giuseppe Tornatore

Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore

Montaggio: Mario Morra

Fotografia: Blasco Giurato

Attori: Salvatore Cascio, Philippe Noiret, Jacques Perrin, Leo Gullotta, Pupella Maggio

Trama di Nuovo Cinema Paradiso

Salvatore detto Totò Di Vita (Jacques Perrin) è un affermato regista cinematografico che vive e opera a Roma. Una sera, riceve una telefonata dalla Sicilia: è l’anziana madre (Pupella Maggio) che comunica al figlio la morte dell’amico e proiezionista del Nuovo Cinema Paradiso Alfredo (Philippe Noiret). Totò, che non si reca nella terra natia da trent’anni, decide di tornarci per partecipare al funerale dell’uomo: così, si ripercorre l’infanzia e la giovinezza di Totò, da bambino (Salvatore Cascio) amante del cinematografo tanto da divenire allievo di Alfredo, il quale gli trasmetterà l’amore per le pellicole.

Recensione di Nuovo Cinema Paradiso

Il secondo lungometraggio del regista bagherese Giuseppe Tornatore è una dichiarazione d’amore verso il cinematografo, la consacrazione di un dispositivo che racconta e ha raccontato la storia del mondo attraverso le immagini in movimento. Vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes e del Premio Oscar al miglior film straniero, Nuovo Cinema Paradiso è sia un romanzo di formazione visivo, ruotante intorno la maturazione del protagonista Salvatore Di Vita, sia la narrazione del cinema tout court, dalle grandi pellicole del secondo Dopoguerra alla concorrenza con il mezzo televisivo; un racconto contestualizzato nel microcosmo dell’immaginario paesino di Giancaldo.

Dopo l’esordio con Il camorrista nel 1986, Giuseppe Tornatore porta sul grande schermo la Sicilia nella quale è nato ed ha vissuto fino a ventotto anni, scoprendo ivi l’amore per il cinema. Come il piccolo protagonista, anche il regista natio di Bagheria inizia da giovanissimo ad apprendere il mestiere di proiezionista nel piccolo cinematografo cittadino, e così come Totò Di Vita anche Tornatore matura il suo sguardo declinato a inquadratura, attraverso il quale osserva e indaga la sua isola, dapprima in qualità di fotografo, in seguito imbracciando una cinepresa Super 8. Nuovo Cinema Paradiso allora si configura come un personalissimo omaggio al cinema e alla Sicilia, binomio inscindibile così come si evince anche nei successivi film ambientati nell’isola a tre punte: L’uomo delle stelle, in cui il cinema è un mezzo che affascina e seduce i siciliani; Malena, film in cui il protagonista immagina di vivere con l’amata Maddalena Scordia le avventure che vede nelle pellicole; Baarìa, diretto omaggio alla città di Bagheria in cui è forte la presenza del cinematografo cittadino.

In Nuovo Cinema Paradiso si evincono due sguardi che Giuseppe Tornatore adopera nei confronti della settima arte: se da un lato questa viene esaltata come mezzo culturale inscindibile dalla storia umana – basti pensare alle sequenze dedicate ai film proiettati dalla cabina del Paradiso – dall’altro il regista non cela una profonda nostalgia verso un cinema che è oramai parte del nostro passato. Difatti, le vicende si sviluppano fra il Secondo Dopoguerra e gli anni Cinquanta e Sessanta, un periodo che, come molti critici hanno sottolineato, è estraneo temporalmente a Giuseppe Tornatore: la sua malinconia è rivolta dunque a un’epoca che il cineasta ha vissuto indirettamente, attraverso le pellicole ch’egli proiettava al cinematografo bagherese.

Incarnazione di tale spirito nostalgico è la figura indimenticabile di Totò, interpretato dal piccolo Salvatore Cascio, la cui amicizia col proiezionista Alfredo – un eccellente Philippe Noiret – è saldata dalla cabina di proiezione del cinema di Giancaldo. È proprio da questo sguardo inedito sulla settima arte, da questo punto di vista celato agli occhi del pubblico in sala, che Tornatore costruisce un articolato microcosmo nel quale si alternano gli abitanti del paesino siculo. Ad armonizzare tale narrazione è la potente colonna sonora composta dal compianto Ennio Morricone in collaborazione col figlio Andrea (suo è, difatti, il tema d’amore che più evoca la nostalgia di marca tornatoriana), il quale, proprio a partire da Nuovo Cinema Paradiso, inizierà una stretta collaborazione col cineasta siciliano sino all’ultimo film La corrispondenza del 2016.

Fra scene memorabili e dialoghi profondi, la pellicola è considerata il capolavoro del regista nonostante il travaglio precedente la presentazione e la vittoria al Festival di Cannes. La versione inziale (e, infine, ufficiale) conta 173 minuti di girato, troppo per gli spettatori della fine degli anni Ottanta, la cui disapprovazione nei confronti del film portò Tornatore a una drastica scelta: non uno ma ben due tagli, la prima di 155 minuti e la seconda di ben 123 minuti; decisione che tuttavia non provocò una reazione positiva da parte della critica che rivalutò il lungometraggio solo successivamente la conquista del Premio Oscar al miglior film straniero.

Note positive

  • Il punto di vista inedito adoperato per omaggiare il cinematografo e la storia del cinema
  • La colonna sonora di Ennio Morricone
  • La sceneggiatura, articolata ed intelligente, scritta da Giuseppe Tornatore

Note negative

  • Troppo prolissa appare la storia d’amore fra Totò ed Elena, la quale occupa l’intera parte centrale del film

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