Now You See Me – I maghi del crimine & Now You See Me 2

J. Daniel Atlas: Avvicinatevi. Più vicini. Perché più pensate di vedere, più sarà facile ingannarvi. Adesso scorrerò queste carte, e voglio che tu ne scelga una. Non questa, è troppo ovvia. Fa molta attenzione. Troppo veloce? Lo rifaccio. Sei pronta? Ok. Ne hai scelta una?
Spettatrice: Si.
J. Daniel Atlas: Te la ricordi bene?
Spettatrice: Si.
J. Daniel Atlas: Vedi la tua carta qui?
Spettatrice: No.
J. Daniel Atlas: Perché stai guardando troppo da vicino. Che cosa ho ripetuto tutta la sera? Che più da vicino guardi…
Pubblico: …meno vedrai. (cit. Now you see Me)

È possibile che un film sia un disastro nonostante un cast stellare?

Evidentemente sì.

Chiunque sia almeno un po’ intrattenuto dall’arte della prestigiazione ha probabilmente guardato il primo film (dalla regia del francese Louis Leterrier) rimanendone però, se non altro, confuso. La confusione è infatti l’unica sensazione forte che “Now you see Me” lascia allo spettatore, a causa della spiegazione usata per i folli e assolutamente impossibili “trucchi di magia” e soprattutto del plot twist finale, il quale apre un enorme buco di trama che sarebbe potuto essere evitato inserendo un nuovo personaggio, invece di “riciclare” uno già presente.

Now You See Me – I maghi del crimine

Il secondo film, per quelli tanto coraggiosi da guardarlo, non presenta mancanze così gravi, ma risulta comunque molto inferiore rispetto alla precedente carriera dell’intero cast, che torna quasi interamente con l’eccezione di Isla Fisher rimpiazzata senza troppe spiegazioni da Lizzy Caplan. La presenza di Daniel Radcliffe, invece, fa probabilmente sorridere chiunque lo veda ancora come Harry Potter, poiché quella del maghetto è l’unica magia presente nel film.

Nonostante il cambio di regista e di alcuni sceneggiatori, continuano a rimanere vaghe e irrisolte le parti di trama riguardanti la misteriosa organizzazione dell’Occhio e la figura di Dylan Rhodes (interpretato da Mark Ruffalo), rimasto un agente dell’FBI nonstante il finale del primo film.

Now You See Me

L’unica ancora di salvezza della serie è la qualità del reparto tecnico, che presenta effetti visivi degni di un film di serie A (sotto la responsabilità di Nicholas Brooks), musiche adrenaliniche e coinvolgenti (a cura di Brian Tyler in entrambi i film), dialoghi coerenti e, com’era facile prevedere, un’ottima recitazione. La sapiente fotografia (di Larry Fong e Mitchell Amundsen nel primo film e di Peter Deming nel sequel) riesce a far risaltare la spettacolarità di Las Vegas e il connubio tra tradizione e innovazione di Macao.

Si spera che tutti i vuoti di sceneggiatura vengano riempiti nell’annunciato terzo capitolo della saga, che vedrà l’aggiunta al cast di Benedict Cumberbatch e la conferma di Jon M. Chu (che ha infatti diretto Now You See Me 2) alla regia.

Lati positivi:

  • Cast formato da attori di comprovato talento
  • Perfetto per chi ha il gusto del trash

Lati negativi:

  • Molti buchi di trama
  • Problemi di continuità
  • “Trucchi di magia” assolutamente impossibili da realizzare, che diventano ancora più assurdi dopo la spiegazione
  • È previsto un terzo capitolo della saga

Consigliato: No

Chiara Morelli

Facebook Comments
 
The following two tabs change content below.

L'occhio del cineasta

Ultimi post di L'occhio del cineasta (vedi tutti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *