Il protagonista della pellicola

Non è un paese per vecchi (2007) : Il volto più cupo degli USA

Non è un paese per vecchi (2007) : Il volto più cupo degli USA 1

Non è un paese per vecchi

Titolo originale: No country for old man

Anno: 2007

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Drammatico, noir/thriller

Casa di produzione: Paramount Vantage, Miramax Films, Scott Rudin Productions, Mike Zoss Productions

Prodotto da: Scott Rudin, Joel ed Ethan Coen

Durata: 2hr e 2 (122 min)

Regia: Joel ed Ethan Coen

Sceneggiatura: Joel ed Ethan Coen

Montaggio: Roderick Jaynes

Dop: Roger Deakins

Musiche: Il film non ha un commento sonoro, eccetto i titoli di coda di Carter Burwell

Attori: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Kelly Macdonald

Trama di Non è un paese per vecchi

Nel deserto del Texas, in una torrida mattinata del 1980, un ex veterano del vietnam, ora saldatore, llewellyn Moss (Josh Brolin) si imbatte in un massacro risultato da un conflitto tra bande di narcotrafficanti.

Tra i cadaveri, trova una valigetta contenente un ingente somma di denaro che il nostro protagonista decide di portarsi a casa per assicurare un futuro prospero per lui e sua moglie Carla (Kelly Macdonald).

Da questo momento per Moss inizierà una corsa contro il tempo per riuscire a salvare se e la sua consorte, la quale verrà aiutata dallo sceriffo distrettuale Ed Tom Bell (Tommy Lee Jones), che lo porterà al fatidico incontro con lo spietato serial killer Anton Chigurh (Javier Bardem).

Recensione di Non è un paese per vecchi

Dopo averci deliziato con pellicole estremamente versatili che riuscivano a creare un connubbio perfetto tra grottesco e noir come Ladykillers, Fargo e il grande Lebownsky, i fratelli Coen decidono di mettere da parte l’ingrediente dell’ironia per realizzare un prodotto dove non c’è spazio per i sorrisi e le risate, dove la portata principale è una violenza estremamente realistica ma mai fine a se stessa.

Il film, tratto dall’ omoninimo romanzo di Cormac McCarty, racconta di una parte dell’America post conflitto vietnamita, molto distante e diversa dai grattacieli e dalle grandi piazze newyorkesi o californiane, dove il tempo sembra essersi fermato e violenza e soldi sporchi sono sfortunatamente ancora i veri protagonisti.

Ambientato nei deserti e nelle piccole cittadine tra Texas e Messico i fratelli Coen riescono a raccontare il volto più cupo e nascosto degli USA, dove il presente non è poi così diverso dal passato e dove lo sceriffo è ancora oggi il lavoro più duro e pericoloso.

Questo viene perfettamente reso sullo schermo dai due registi, grazie a una regia molto curata e dettagliata (vincitrice del Premio Oscar) che teletrasporta lo spettattore nel vivo dell’azione e che lo tiene col fiato sospeso, grazie anche ad una totale assenza di colonna sonora che non distrae chi visiona la pellicola dal sentire come unici suoni quelli dei dialoghi e sopratutto dei colpi d’arma da fuoco.

Nota di merito anche alla fotografia diretta da Roger Deakins (che già collaborava con la coppia di registi dai tempi di “Barton Fink” del 1991) che con dei tagli di luce molto caldi e dei giochi di chiaro-scuro, rende maggiormente realistico il visivo e ci regala dei paesaggi desertici indimenticabili.

Il protagonista della pellicola, interpretato magistralmente da Josh Brolin, ci mostra un personaggio fondamentalmente buono, ma che come i narcotrafficanti da cui scappa non riece a resistere al fascino del denaro “facile”, e che per esso è disposto a tutto.

Gli attori di contorno sono anche essi degni di merito, molto convincente la moglie del protagonista, stessa cosa da dirsi per lo sceriffo Ed Tom Bell, che svolge un ruolo sia attivo all’ interno del film, sia come narratore e ponte tra le diverse generazioni di sceriffi distrettuali.

Un plauso particolare è però dovuto allo spietato killer, impersonato da Javier Barden (vincitore del Premio Oscar) ormai diventato un personaggio iconico e che per le sue peculiarità fisiche e morali è stato, negli anni, di ispirazione per molti altri registi.

Quattro Premi Oscar (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista) per un film pieno di momenti di alta tensione, di scene d’azione adrenaliniche e di sparatorie che ricordano i western dell’età d’oro.

I Coen ci regalano un film molto profondo, autoriale, che tratta temi complessi e scomodi, senza però dimenticarsi di intrattenere gli spettatori e il finale poi lascia libera immaginazione sulla sorte di alcuni personaggi, facendo in modo che ognuno di noi possa immaginare la fine che avrebbe voluto.

Note positive

  • Recitazione
  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Fotografia

Note negative

  • Nessuna

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