Night Stalker: Caccia a un serial killer.

Night Stalker: Caccia a un serial killer. Un assassino fuori dal comune.

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Night Stalker: Caccia a un serial killer.

Titolo originale: Night Stalker: The Hunt for a Serial Killer

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: documentario, crime

Produzione: Netflix

Distribuzione: Netflix Italia

Ideatore: Tiller Russell, Tim Walsh, Eli Holzman, Aaron Saidman

Stagione: 1

Puntate: 4

Attori: Gil Carrillo, Frank Salerno, Richard Ramirez

Trailer in inglese della serie tv Night Stalker: Caccia a un serial killer

Trama della serie tv Night Stalker: Caccia a un serial killer

Los Angeles, 1985. La città più famosa della California è in preda ad un’ondata di caldo senza precedenti e da una serie di efferati omicidi apparentemente scollegati tra loro. Gil Carrillo, poliziotto di pattuglia e poi detective della sezione omicidi del Dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles, è il primo a sospettare che in realtà esista un collegamento; grazie al sostegno del noto detective Frank Salerno, non solo troveranno una connessione tra i vari casi, ma riusciranno anche a catturare l’assassino e ad assicurarlo nelle mani della giustizia.

Le fotografie originali delle indagini, le testimonianze dei sopravvissuti agli attacchi, le registrazioni degli interrogatori e quelle del processo immergeranno e coinvolgeranno lo spettatore nelle indagini.

Recensione della serie tv Night Stalker: Caccia a un serial killer

Quando parliamo di serial killer viene spontaneo pensare a un assassino freddo, calcolatore, intelligente, che sceglie le sue vittime secondo uno schema e fa di tutto per non lasciare alcune genere d’indizio. Sembra dunque impossibile prenderlo, ma è proprio l’attenzione maniacale per i dettagli che lo porterà a commettere l’errore che gli costerà la cattura.

Nulla di tutto ciò appartiene a Richard Ramirez, noto omicida seriale che terrorizzò la California degli anni Ottanta e conosciuto come Night Stalker.

In quella decade non esistevano difetti: le strade di Los Angeles erano libere, la criminalità era drasticamente diminuita, il Papa e la Regina erano venuti in visita e si erano celebrate le Olimpiadi. Ma questo è quello che vediamo alla luce del sole, che nasconde le ombre di una città soggiogata dal male.

A farci da guida saranno Gil Carrillo e Frank Salerno, i due detective che, al tempo, risolsero il caso. Il giorno di San Patrizio del 1985 inizia l’efferata ascesa del nostro assassino. La prima vittima è Dayle Okazaki, una donna di 34 anni uccisa con un colpo di pistola. Maria Hernandez, la sua coinquilina, riesce a sopravvivere all’attacco e fornisce agli investigatori un identikit dell’aggressore.

Dieci giorni dopo a Whittier il Night Stalker uccide una coppia di coniugi, Vincent e Maxine Zazzara di 64 e 44 anni. L’uomo muore per un colpo d’arma da fuoco, una calibro 22, mentre la donna viene stuprata e uccisa; oltre agli omicidi, il killer aveva svaligiato la casa per un totale di 40 mila dollari. Il caso degli Zazzara è importante non solo perché delinea parte del modus operandi, ma anche perché è il primo nel quale viene rinvenuta l’impronta di una scarpa del 44 e mezzo.

I racconti più toccanti e che accrescono la tensione emotiva e psicologica, sono quelli delle vittime sopravvissute. Ricorrente è la testimonianza di Anastasia Hronas. Aveva solamente 6 anni quando il Night Stalker la rapì e abusò sessualmente di lei. Mentre ne parla percepiamo ancora il dolore e la paura che quel trauma le ha causato. Sopravvive perché il rapitore la lascia ad un distributore dicendole di chiamare il 911 per farsi venire a prendere dai genitori. Possiamo immaginare quanto sia insolito per un criminale giungere a tali decisioni, ma qui tutto non è mai secondo le regole.

Gil era convinto fin dal principio, che rapimenti e omicidi fossero collegati, ma l’incredulità dei suoi colleghi stava nel fatto che, generalmente, crimini così diversi tra loro non sono collegati o perfino commessi dalla medesima persona.

Forse è proprio quando smetti di cerca che trovi quello che ti serve. Un giorno, un collega di Gil gli invia la fotografia di un’impronta rivenuta dopo il rapimento di una bambina, violentata e poi lasciata libera. Gil la riconosce immediatamente: era la stessa che avevano trovato a casa dei Zazzara. Esiste dunque un collegamento tra i rapimenti e gli omicidi, oltre alla serie d’identikit che gli investigatori avevano raccolto.

Le indagini subiscono una svolta decisiva con il caso di John e Lorraine Rodriguez. La coppia riesce a sventare l’attacco del Night Stalker perché svegliati da un forte rumore. Dopo essersi accertati che non ci fosse più nessuno, sotto al davanzale della finestra alzata trovano delle impronte che l’assassino aveva lasciato nel terreno mentre la apriva. Grazie a esse, i detective riescono a risalire alla marca, Avia e scoprono che a Los Angeles era stato venuto solamente un paio di Avia nere.

La trama degli omicidi si fa più fitta con il doppio omicidio di Mabel Bell e Florence Lang, due anziane sorelle di 83 e 80 anni. Nella camera dove erano stati rinvenuti i corpi, l’assassino aveva disegnato su una parete un pentacolo, così come su una gamba di Mabel.

Si tratta di un elemento molto particolare perché nonostante tutti conoscessero il significato e a cosa si riferisse, non riuscivano a capire quale valore avesse per l’assassino.

L’assenza di uno schema nel modo di agire di Ramirez è, in realtà, essa stessa uno schema. Definito il contorno e cioè che chiunque avrebbe potuto essere la prossima vittima e che nessuna di loro avesse delle caratteristiche comuni, i detective si concentrano sugli indizi che hanno raccolto dalle numerose scene del crimine: l’impronta delle scarpe, la calibro 22 e il pentacolo che, come poi si vedrà  nei casi successivi, saranno più delle firme del Night Stalker.

Il pentacolo apre un collegamento con un vecchio caso di tentato rapimento avvenuto a Eaglerock nella zona est di Los Angeles. La vittima era riuscita a scappare e informare la polizia che il sospettato guidava una Toyota. Dopo aver commesso un’infrazione, viene fermato da un poliziotto, ma, sentendo alla radio della pattuglia la descrizione dell’auto, disegna un pentacolo e scappa.

Gil e Frank scoprono che l’auto era stata rubata nella zona nord-est della città e quindi, essendo fuori dalla loro giurisdizione, non potevano perquisirla.

La contea di Los Angeles è molto estesa per cui è stata suddivisa in molte giurisdizioni, ognuna con le rispettive sezioni. Con il tempo, si è creato un clima di competizione e per stare al gioco e difendere il proprio territorio, non condividevano mai le informazioni e gli sviluppi dei casi.

Questa condizione mise in difficoltà i detective Carrillo e Salerno che, in un primo momento, persero la possibilità di perquisire la Toyota. Insistendo con la polizia di Los Angeles riescono ad accedere alla macchina, in cui trovano il biglietto da visita del Dottor Leung, un dentista. Ramirez era stato dal dottore ai primi di luglio e, in base alle radiografie, avrebbe dovuto ritornarci.

Gil e Frank intravedono la possibilità di prenderlo e pensano di due agenti di guardia nello studio del dentista. La polizia di Los Angeles però interviene e decide di rimuovere gli agenti e installare un pulsante che il dottore avrebbe dovuto premere per segnalare alla polizia la presenza del killer. Non si sa per quale motivo, il tasto non funzionava e quindi gli agenti non erano intervenuti. Fallisce così il primo tentativo di cattura.

Tra tutti gli omicidi commessi dal Night Stalker, ce n’è solamente uno che contiene tutte le caratteristiche  principali. Si tratta della famiglia Khovananth: l’uccisione del marito, lo stupro della moglie e l’abuso del figlio, la pistola calibro 22, gli oggetti di valore rubati e l’impronta della scarpa. Diventa il caso “esempio”, quello in cui traspare in modo evidente il modus operandi del Night Stalker. Per un serial killer questa situazione avrebbe dovuto presentarsi a ogni omicidio, dal primo all’ultimo, proprio perché parte di quello schema di cui si parlava all’inizio. Nei crimini di Ramirez mancava sempre qualcosa, c’erano azioni che, in quel momento, prediligeva  rispetto ad altre.

La situazione si fa sempre più complessa da gestire per Gil e Frank, che ora devono fare i conti con la stampa. La notorietà dell’assassino cresce sempre più, tanto che molte testate giornalistiche elaborano degli pseudonimi con i quali si riferiscono a Ramirez, fino a quando l’Herald Examiner conia “Night Stalker”.

Questo passaggio è per lui fondamentale perché ora sa di essere al centro dell’attenzione e sarà ancora più facile tenersi informato sugli sviluppi delle indagini. Da qui in poi, Ramirez cambia arma: passa da una calibro 22 a una calibro 25 semiautomatica; la particolarità sta nei bossoli, che hanno un innesto rosso in alto e sono molto rari.

Il raggio d’azione del Night Stalker si allarga fino a San Francisco, con il caso dei coniugi Pan, che viene subito collegato agli episodi di Los Angeles per la nuova arma.

Guardando i quattro episodi colpisce quanto i cittadini abbiano collaborato alle indagini e alla cattura di Ramirez. Questo senso di giustizia è nato in parte spontaneamente, come reazione alla violenza che da mesi attanagliava le loro vite, e in parte dal controverso ruolo della stampa, che ha dato loro gli elementi necessari per riconoscere e identificare il Night Stalker, ma che allo stesso tempo ha rischiato di compromettere le indagini irreversibilmente.

Un esempio si trova nella conferenza stampa convocata dal sindaco di San Francisco, Dianne Feinstein, in cui mostra l’identikit e mette in palio una ricompensa di 10 mila dollari per chiunque avesse rilasciato informazioni utili alla polizia.

Gli attacchi di Ramirez continuano, ma non senza testimoni: James Ranero è uno di questi. Poco prima che Bill Carn e la sua compagna vengano aggrediti, Ranero nota una macchina che percorre ripetutamente e lentamente il quartiere; riesce così a ricordare parte della targa e il modello. Grazie alla sua descrizione, un uomo avverte la polizia dicendo che ad un suo amico era stata rubata la macchina a Chinatown,  ed era molto simile. Confrontando le targhe scoprono che coincidono. I detective riescono a perquisirla e trovano un’impronta parziale sullo specchietto retrovisore.

La diffidenza della polizia verso la stampa, in particolare quella di Los Angeles, ha avuto vita breve. Grazie alle informazioni rilasciate, molte persone contribuiscono alle indagini con le loro dichiarazioni. Una donna racconta alla polizia che il padre senzatetto ha incontrato un certo Rick di El Paso che gli ha raccontato di un omicidio avvenuto a Monterey Park con una calibro 22.

Quest’ultima informazione non era stata resa pubblica, quindi i detective mandano due agenti a Tijuana per recuperarla. Earl Gregg consegna alla polizia un bracciale che pensa possa provenire da una delle rapine del Night Stalker. Dice che l’aveva avuto dalla suocera, un regalo del suo fidanzato Armando Rodriguez. Gli era stato dato da un uomo che lei conosceva solamente come Rick di El Paso; ricorda bene il ragazzo: portava un cappellino degli AC/DC, un giubbotto nero di Members Only e dei denti guasti.

Gli agenti di San Francisco rintracciano Armando Rodrguez che, non con poca pressione, rivela il nome dell’uomo: Richard Ramirez.

A Los Angeles intanto Gil e Frank trovano una corrispondenza con l’impronta digitale rinvenuta sull’auto: ora hanno i precedenti e la foto segnaletica di Ramirez. Arrivati a questo punto, non resta che trovare e catturare il Night Stalker ed è qui che l’intervento della stampa si rivela, per la seconda volta, fondamentale.

A San Francisco decidono di rivelare il volto e l’identità del serial killer e questo non solo ha dato ai cittadini speranza, ma allo stesso tempo la determinazione sufficiente per prenderlo.

Nel corso delle indagini Gil e Frank avevano scoperto che Ramirez usava la stazione degli autobus di Grey Hound. Sapevano che sarebbe tornato a Los Angeles il 31 agosto, dopo essere stato in Arizona dal fratello. Arrivato alla stazione però, si accorge della presenza dei poliziotti e vedendo la sua foto su tutti i giornali, capisce che lo stanno cercando. Probabilmente, preso dal panico sale su un autobus, ma viene riconosciuto dai passeggeri e da un ragazzino che scende a una cabina telefonica e chiama la polizia. Quindi Ramirez scende e inizia a correre passando per i quartieri e le strade dove viene riconosciuto dagli abitanti che iniziano a fermarlo. La polizia interviene poco prima che coloro che si erano riuniti lo linciassero.

Il processo a Ramirez è stato uno dei più costosi e complessi a livello giudiziario. L’udienza preliminare inizia il 22 luglio 1988 e si conclude il 20 settembre 1989 e Ramirez è ritenuto colpevole di 13 omicidi, 5 tentati omicidi, 11 violenze sessuali e 14 furti con scasso. Circa 140 testimoni erano stati chiamati a deporre e lui si era presentato in aula con un pentacolo tatuato sul palmo di una mano.

Nella fase penale del processo, il 7 novembre 1989, Ramirez viene condannato a morte in camera a gas. La sua esecuzione non avrà mai luogo, restando nel braccio della morte fino al 2013, quando scompare a causa di un cancro.

Ironia e assurdità hanno segnato l’intero processo; per Ramirez trovarsi in tribunale era perfetto, era il suo momento, si sentiva al centro dell’attenzione, tanto che con gli anni un folto numero di fan gli scrivevano confessandogli il loro amore e la loro stima. Era diventato un fenomeno di massa, talmente popolare da innescare la sindrome di Hollywood, quella del classico bad boy, con l’unica differenza che per lui non erano altro che possibili vittime.

L’ironia della morte, un comune cancro, forse un ultimo ed estremo atto di pietà che mai lui ebbe verso le sue vittime, ma che la vita stessa gli ha da sempre negato: la violenza fisica che subiva da parte del padre, convinto sostenitore che la punizione corporale fosse il modo migliore per educare un figlio, e lo zio, reduce dalla guerra del Vietnam, che mostrava al nipote con estrema fierezza le barbarie perpetrate al popolo vietnamita. Non si tratta certamente di giustificazioni o attenuanti dei crimini commessi da Ramirez, ma piuttosto di cause, traumi, che hanno sconvolto la psiche di un uomo senza possibilità di ritorno alla normalità.

Note positive

  • Il racconto dettagliato dei detective Carrillo e Salerno
  • L’abbondanza di materiale d’archivio

Note negative

  • Un po’ affrettato l’ultimo episodio nel momento del processo. C’erano aspetti interessanti che avrebbero potuto essere approfonditi

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