Will Forte e Angela McEwan in Nebraska

Nebraska: un on the road sulla riscoperta dei rapporti

Recensione di Nebraska un film del 2013 di Alexander Payne
Nebraska locandina

Nebraska

Titolo: Nebraska
Anno: 2013
Paese di produzione: Stati Uniti
Genere: Drammatico
Casa di produzione: Blue Lake Media Fund, Bona Fide Productions, Echo Lake Entertainment, FilmNation Entertainment
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 115 minuti
Regia: Alexander Payne
Sceneggiatura: Bob Nelson
Montaggio: Kevin Tent
Fototgrafia: Pheldon Papamichael
Musiche: Mark Orton
Attori: Bruce Dern, Will Forte, June Squibb, Stacy Keach, Bob Odenkirk

Recensione di Nebraska

Nebraska è forse il film emotivamente più coinvolgente di Alexander Payne, non solo per il pubblico ma, anche per lo stesso regista che è indissolubilmente legato al suo luogo di nascita: il Nebraska. Il film gode di una sterminata quantità di candidature a festival e premi internazionali, vincendo però solo il premio per “Migliore interpretazione maschile” assegnato a Bruce Dern. Altri fatti interessanti sono che per il ruolo assegnato a Dern, inizialmente erano stati considerati Gene Hackman, Robert Forster, Robert Duvall e Jack Nicholson. Ai provini si presentò addirittura Bryan Cranston, che avrebbe avuto modo di lavorare con il già collega per “Breaking Bad” Bob Odenkirk.

Trama di Nebraska

In una mattina qualunque, a Billings, Montana, un anziano signore viene trovato a camminaresul ciglio della strada da due agenti di pattuglia. Il vecchio, Woody Grant, viene prelevato dal figlio David, dicendo di aver vinto un milione di dollari e di dover andare a Lincoln, Nebraska, per ritirarli. David si accorge subito che la pubblicità contenente la vincita era una truffa e cerca di convincere il padre (NdR. in uno stadio iniziale di Alzheimer) della cosa. Woody tuttavia continua a ripetere di voler andare a ritirare il premio per comprarsi un furgone e un compressore d’aria che gli era stato rubato da un certo Ed Peegram, assillando tutta la famiglia. Cosi padre e figlio, che non avevano mai avuto un vero e proprio rapporto, partono per il viaggio.

Dopo un po’ di strada finiscono per passare nella città natale di Woody, Hawthorne, dove incontrano Ed Peegram e dove David viene a scoprire che il padre co-possedeva un negozio di meccanica con lo stesso Ed. Davanti a delle birre, Woody dice ad Ed di aver vinto un milione di dollari e la notizia si sparge per la cittadina, inoltre David e Woody hanno un alterco in cui Woody rivela al figlio che non amava sua moglie e che non avrebbe mai voluto avere figli. David a sua volta contatta il fratello e la madre, per passare una giornata con i parenti risiedenti ad Hawthorne. Dopodiché scopre alcuni retroscena sul padre, raccontati dalla madre e da una vecchia fidanzata, tali conversazioni lo imboniscono ai suoi occhi.

Ad Hawthorne tutti iniziano a chiedere soldi a Woody, tirando fuori dall’armadio debiti o vecchi favori (perlopiù inventati) e vituperando il povero vecchio. La notte Woody viene derubato della vincita, allora David va al bar, punto di ritrovo dei cittadini, e scopre che tutti si stavano facendo beffa di Woody, poiché la vincita era falsa. David sferra un pugno ad Ed per poi proseguire il viaggio con il foglio recuperato. Arrivati a Lincoln, hanno la conferma di non essere i vincitori del premio e Woody dice al figlio che avrebbe voluto lasciare quei soldi alla famiglia quando sarebbe morto. David commosso scambia la sua Subaru per un furgone e compra al padre un compressore per l’aria. Tornati ad Hawthorne, i due si immettono nella strada maestra e Woody si prende la rivincita su coloro che lo avevano maltrattato, venendo visto da tutti alla guida del furgone.

Analisi di Nebraska

Ha l’Alzheimer suo padre?

No,crede a quello che gli dice la gente

Nebraska

Woody Grant, inizialmente rappresenta il classico stereotipo del cittadino nord-statunitense: rude ignorante e con evidenti problemi legati all’alcool, con aggiunta di problemi mentali subentrati con la vecchiaia e aggravati dalla sopracitata dipendenza. Il figlio, che inizialmente aveva intrapreso il viaggio solo per riservarsi un:”Te l’avevo detto, ma non mi hai ascoltato” sul padre, durante il viaggio muta la visione dello stesso, arrivandolo a concepire sotto un’ottica differente. E cosa rappresentano gli on the road se non il cambiamento e lo Stato che si presenta nudo e crudo.

Come abbiamo appreso anche da “Easy rider” di Denis Hooper, la terra dei sogni in realtà è razzista e diffidente nei confronti della controcultura; nel caso di Nebraska gli Stati Uniti del nord, rappresentati egregiamente dai personaggi della cittadina di Hawthorne, oltreché ad incarnare ogni tipo di stereotipo, si cibano avidi e voraci dell’indifeso, predandolo e non lasciandogli scampo. Chiusa questa digressione sulla società statunitense, man mano che il film prosegue, ci accorgiamo che in realtà Woody è, sì, una persona semplice, ma che tuttavia risulta essere il contrario dello stereotipo: infatti tutto ciò che voleva era curarsi della famiglia. Inoltre è interessante notare che il personaggio di Woody cambia agli occhi dello spettatore benché Woody rimanga sempre lo stesso: la morale di questo ragionamento conclusivo è non giudicare un libro dalla copertina.

Note positive:

  • Fotografia
  • Rapporto padre – figlio
  • Interpretazioni attoriali.

Note negative:

  • Nessuna degna di nota

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