Jessica Chastain in Miss Sloane - Giochi di potere (2016)

Miss Sloane – Giochi di potere: Fino a che punto si è disposti ad arrivare per vincere?

Trailer italiano di Miss Sloane – Giochi di potere

John Madden, regista nominato all’Oscar per Shakespeare in Love (1998), si cimenta in un thriller politico sceneggiato dal giovane scrittore Jonathan Perera che, proprio per Miss Sloane – Giochi di potere, ha vinto il Writers’ Guild of Great Britain Award 2018. Nel cast figurano Jessica Chastain, Sam Waterston e Gugu Mbatha-Raw. La prima, per la sua interpretazione nel lungometraggio, è stata candidata al Golden Globe come migliore attrice in un film drammatico.

Trama di Miss Sloane – Giochi di potere

Elizabeth Sloane (Jessica Chastain) è una capace lobbista della Cole Kravitz & Waterman, una delle più prestigiose società di lobbying a Washington. Tuttavia, dopo l’incontro con il senatore Bill Sanford (Chuck Shamata), convinto che possa essere proprio la Sloane ad opporsi a una legge che imporrà maggiori restrizioni al commercio di armi da fuoco, decide prima di rifiutare l’incarico, e in seguito di abbandonare la lobby gestita da George Dupont (Sam Waterston). La sua nuova realtà professionale è la più contenuta Peterson Wyatt, società gestita dal CEO Rodolfo Schmidt (Mark Strong) e schierata a favore della legge. Qui, insieme a una squadra che conta Esme Manucharian (Gugu Mbatha-Raw) e diversi componenti del suo precedente team, Sloane organizza una spietata strategia per raggiungere la vittoria, tralasciando l’integrità e rischiando persino la sua carriera.

Recensione di Miss Sloane – Giochi di potere

Non è certamente pretenzioso sostenere che il film di John Madden sia fondato sulle ottime interpretazioni del cast e sull’estremamente razionale sceneggiatura di Jonathan Perera. Jessica Chastain, perfetta nel ruolo dell’algida Elizabeth Sloane, esprime la maniacalità di una lobbista con l’unico fine di vincere la causa per cui la pagano. Uno scopo chiaro, conciso, lineare, e per questo aderente al carattere della Sloane. Che colpisce proprio perché contrario agli stereotipi del genere. O meglio, contrario ai luoghi comuni tipici del thriller politico. Del resto, in Elizabeth, anche oltre l’apparenza, non c’è rimorso né colpa. È una capace donna in carriera che ha dedicato tutta se stessa al lavoro (ovvero a quello che per lei rappresenta la causa), in grado di trattare chiunque come una semplice risorsa e, proprio per tale ragione, considerata contemporaneamente sia un’abilissima lobbista sia un’estranea nella stessa società che l’ha assunta.

Ma Sloane rappresenta anche una persona fragile – ed è qui che Jessica Chastain dimostra ancora una volta le sue doti attoriali –, continuamente tormentata dagli obiettivi della lobby di turno e cosciente di essere considerata solo un “mezzo”. Una situazione che induce la protagonista verso un difficile equilibrio fisico, obbligandola ad assumere farmaci per allontanare il sonno, e automatizzando una vita che non presenta più nulla di naturale. Tuttavia, il personaggio creato da Jonathan Perera, utilizza tale situazione per apparire ancora più reale, evitando eventi melodrammatici e perseverando imperterrita, con una certa sorpresa dello spettatore, in direzione del suo scopo. In tal senso, la proposta per la quale Sloane si batte, sottolinea ancora di più la sua freddezza, che travalicando i confini di se stessa, si riversa persino su Esme Manucharian, collega di Elizabeth alla Peterson Wyatt.

La battaglia per far approvare la legge Heaton-Harris (favorevole verso un incremento del controllo sulla circolazione delle armi) non provoca infatti particolari emozioni in Sloane, che al contrario sfrutta il “caso” solo per raggiungere un’altra vittoria e dimostrare alla Cole Kravitz & Waterman di essere la prima lobbista di Washington. Madden riesce dunque a realizzare un film diverso da, per esempio, All’ultimo voto (David Gordon Green, 2015), esprimendo, anche grazie all’interpretazione di Jessica Chastain, l’austero (e in questo caso unico) aspetto di una corsa al successo che non è nient’altro rispetto a ciò che è. Ovvero una sfida. Un’estenuante competizione nel quale una donna, Elizabeth Sloane, dedica ogni attimo della sua giornata semplicemente per ottenere la vittoria. Ed è proprio questo a rendere così unico Miss Sloane – Giochi di potere. Anche nei momenti in cui ti aspetti un cambio di registro che puntualmente non c’è, chiedendoti come una persona possa pensare a qualunque cosa, prevedere qualsiasi variazione. Esattamente ciò che fa Elizabeth, una lobbista convinta e affascinante, non solo per come interpreta il lavoro, ma anche per come appare sola in sua assenza. E nonostante questo, perseverante nel suo intento. Che è vincere. Ad ogni costo. Anche rischiando di distruggere la propria carriera. O forse puntando proprio a quello. Con l’ambizione di “ripulire” il sistema a partire, paradossalmente, proprio da se stessa.

Note positive

  • L’interpretazione di Jessica Chastain
  • La sceneggiatura di Jonathan Perera
  • Il montaggio
  • La fotografia

Note negative

  • Nessuna da segnalare  

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