L’uomo invincibile – The Revenant

 

” Riesci a sentirlo il vento, Padre? Ricordi quello che diceva la mamma del vento? Il vento non può sconfiggere un albero dalla forti radici.  Stai ancora respirando. Sarò qui… Sono qui…  Finché potrai fare ancora un respiro combatti. Respira, continua a respirare. Quando c’è una tormenta e sei in piedi difronte a un albero e guardi i suoi rami e giuri che cadrà. Ma, se guardi il tronco vedrai la sua stabilità” (cit. The Revenant)

 

L'uomo invincibile - The Revenant

Dopo il capolavoro indiscusso Birdman, Inarritu ritorna sul grande schermo proponendo una storia reale ma, con molto probabilità, un storia contornata da molti lati leggendari, sfiorando l’impossibile. Il film trae ispirazione dal romanzo del 2003 di Punke che narra in maniera romanzata la vicenda dell’esploratore statunitense Hugo Glass.

Glass divenne famoso ai suoi tempi e ai posteri d’oggi per due imprese compiute nella medesima sfortunata spedizione per la battuta di caccia al fine di procurarsi pelli e pellicce. Venne aggredito dal nemico dell’uomo: l’Orso Grizzly. Sopravvisse a tale scontro con la bestia ma riportò terribili ferite tanto che i suoi compagni di viaggio credendolo ormai sul punto di morte decisero di lasciarlo a morire nella foresta selvaggia. L’uomo decise di dire si alla vita e di combattere per la sua sopravvivenza.

the revenant

 

Hugo Glass è l’uomo immortale, l’eroe imbattibile; colui che per raggiungere il suo scopo ultimo ( la vendetta) metterà in atto tutte le sue energie mentali e fisiche rimastogli dentro. Lui vuole vivere ma soprattutto possiede nel cuore una grandissima sete di vendetta. Vendetta contro l’uomo, suo amico, che uccide Hawke, suo figlio il quale combatte affinché suo padre non venga lasciato morire.

Prova vendetta per la morte del figlio amato e per essere stato lasciato indietro da quegli uomini prima suoi compagni di ventura.  Contro qualsiasi sciagura e rischio di morte a cui Glass va incontro, lui riesce sempre – benché con le ossa rotte – ad alzarsi e andare avanti per la sua marcia, come se l’obiettivo finale fosse lì a portata di mano. La voglia di vendetta gli divora il cuore, nutrendolo in modo tale che le sofferenze fisiche sono  ormai sopportabili mentre quelle del cuore e dello spirito non lo sono affatto.

Vendetta come forza di vivere. Per vivere serve uno scopo, dare un senso alla propria esistenza. Per vivere serve un obbiettivo, senza di esso possiamo anche lasciarsi morire.

Il film è buono, ma è avvolto da molte pecche tanto che non è minimamente paragonabile con la bellezza di Birdman. La barca non affonda solo per un semplice motivo: gli attori sono formidabili. Di Caprio riesce a trasmettere allo spettatore tutta la sua grande sofferenza. Non parla molto lungo tutto il film (per vincere l’oscar gli basta solo grugnire e lamentarsi) ma il suo volto incarna esattamente le sensazioni che Glass prova. Il suo sguardo duro e sofferente attraversa e buca lo schermo giungendo a noi semplici spettatori di una storia leggendaria.  La trama è scarna ed è interamente basato sul legame potente tra Padre e Figlio.

L'uomo invincibile - The Revenant

Possiamo affermare che “Redivivo” è una mostra di quanto il regista, il fotografo, il montatore, gli attori, coloro che fanno le riprese, gli scenografi e i costumisti possono essere perfetti nel modo di riprendere e di raccontare. L’inceppo è la lentezza e la poca sceneggiatura e l’eccessiva lunghezza del lungometraggio: indubbiamente una mezz’ora di troppo.

Lo stile di Inarritu con il suoi carrelli che inseguono gli attori, con le sue panoramiche è fantastico ed unico. Da un certo punto di vista lo possiamo ritenere il nuovo grande regista del secolo, o meglio si può definire un grande regista dal 2015… i primi film sono mediocri.

the revenant

La scena del combattimento con l’orso è potente, quanto d’effetto. Lo spettatore rimane incollato con il cuore in gola per tutta la durata della sequenza. Sappiamo già che Di Caprio non potrà morire… siamo solo all’inizio del film, ma il dubbio rimane. Come è possibile sopravvivere ad un tale attacco di così grande potenza?

… il cinema è – per fortuna – ancorato all’impossibile

 

L'uomo invincibile - The Revenant

Analizziamo ” The Revenant”:

Lati positivi

  • L’ambiente scelto per il film è assolutamente perfetto ed incarna lo spirito dei personaggi. I paesaggi sono incantevoli e trasportano il pubblico proprio dentro la natura selvaggia, la vita del gruppo di cacciatori di pellicce. Sembra di essere con loro. Sembra di essere dentro un sogno Western, di essere un cowboy, un escursionista del 1830.
  • Il rapporto Padre – Figlio è costruito alla meraviglia. Sappiamo tutto su di loro e di quello che gli è accaduto. Entrambi non possono fare a meno dell’altro.  I Flashback – sogni – allucinazione ci fanno entrare dentro i loro cuori. Unica pecca è che questi sono troppi e alla fine risultano ripetitivi, un allungamento del brodo.
  • La scena che vede i “Cowboy” contro i “Pelle Rossa” è strutturata alla meraviglia. Siamo nella lotta. La telecamera non si concentra solo su Glass, anzi lui non lo vediamo quasi mai durante lo scontro. Siamo nel campo di battaglia e la camera si muove con panoramiche veloci, le quali danno il senso della lotta dove si muore o si vince, riprendendo ogni angolo dello scontro. Qui il ritmo è alto, peccato  che tale ritmo è presente solo in 3/4 scene.
  •  Gli attori sono Super, tutti. E’ solo per loro e per la fotografia che il film non precipita. Si vede che dietro al prodotto ci sono dei grandissimi professionisti ma forse il risultato è troppo perfetto, troppo privo di sbavature e in alcuni tratti ci sente una mancanza d’anima o di contenuto. Molte scene appaiono ripetitive o inutili per lo sviluppo della trama
  • Lo spettatore prova simpatia e tenerezza per Glass, per la sua sfortuna. Si immedesima in lui e fa il tifo per lui.

Lati negativi

  • Il ritmo dopo i primi 40 minuti è piatto. Non accade quasi nulla. Sentiamo esclusivamente l’agonia del povero Glass che cammina e si trascina come peso morto sulla nave e sul terriccio.Per venti minuti ciò è sopportabile ma dopo Inarritu esagera e non poco. Il film perde ritmo divenendo monotono tanto che durante la visione mi chiedevo ” Ma quando termina?”. Ciò non è un buon segno.
  • Film da una visione… non invoglia ad essere rivisto.
  • La musica non dà niente di più al film, non aggiunge nulla né da il ritmo.
  • Buon film ma mi aspettavo di meglio

Stefano Del Giudice

 

 

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L'occhio del cineasta

2 pensieri riguardo “L’uomo invincibile – The Revenant

  • marzo 24, 2016 in 3:03 pm
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    Film troppo sopravvaluto, sicuramente è fatto bene…ma la storia è trita e ritrita.

    Per quanto mi riguarda Alejandro fa un passo indietro rispetto a Birdman (capolavoro).

    Leo non meritava l’oscar, Eddy in The Danish Girl è stato perfetto. Ovviamente è solo la mia opinione.

     
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  • marzo 29, 2016 in 5:06 pm
    Permalink

    Film bello con una gran cifra nel montaggio e nella fotografia, venti minuti di troppo ad inizionsecondo tempo e – va detto – un Di Caprio forse troppo sovraesposto che ha messo in ombra molte qualità del film!

     
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