Luna Nera: Tra femminismo e romanticismo

Trailer della serie Luna Nera

Trama di Luna Nera

Un gruppo di streghe, nell’oscurità della notte, cerca di leggere, in un cervo morto misteriosamente, i segni del futuro in un periodo oscuro per la loro stirpe. Le streghe scopriranno che ben presto arriverà da loro un eletta che avrà il ruolo di salvarle e ciò accadrà quando la luna coprirà il sole oscurando per un momento la luce.  Solo in quel momento la profezia si avvererà, svelando il loro salvatore.

Nel frattempo a Serra, un piccolo villaggio, una giovane ragazza, Ade, interpretata da Antonia Fotaras, insieme alla nonna, accudisce una donna benestante nel momento del parto, ma la giovane quando tocca la pancia della donna incinta, si rende conto che il bambino non riuscirà a sopravvivere nascendo morto. Ade preoccupata pronuncerà tali parole:

Il regno dei morti ci sta spalancando per lui, io lo sento

cit. Luna Nera

Le due levatrici vanno rapidamente a casa sapendo che ben presto verranno a prendere accusandole come streghe. La donna più anziana appena rientrati nella dimora va a nascondere un libro, utilizzando la magia, di cui Ade non sa niente, e gli chiede di andare con il fratellino Valente (Giada Gagliardi), ammalato, alle cosiddette Città Perdute, in cui ci sono rintanate le ultime streghe in vita.

Ben presto sua nonna verrà arrestata e la giovane con il piccolo Valente si ritroverà smarrita e senza nessuna protezione. Lungo la strada la giovane farà conoscenza di Pietro, studioso di medicina appena ritornato da Roma per curare la madre ammalata, tra cui scoppierà in breve tempo una tormentosa storia d’amore, nonostante che il ragazzo faccia parte della famiglia dei Beneandanti, i giustizieri delle streghe.

Ade si recherà alla città perdute dove farà conoscenza della piccola congrega di streghe guidata da Tebe (Manuela Mandracchia)

Luna Nera: Recensione serie tv

Luna calante, notte di presagi

cit. Luna Nera

Dopo aver prodotto l’Amica Geniale per Rai Fiction Gomorra per  Sky Italia, la casa di produzione Fandargo va a produrre nel 2020 la serie Luna Nera, per la piattaforma on demand Netflix, tratta dalla saga letteraria di Tiziana Triana ” Luna Nera. Libro Primo: Le città perdute” edito nel novembre 2019 per Sonzogno.

Luna Nera è indubbiamente un prodotto innovativo e coraggioso per il panorama italiano portando al pubblico un genere alquanto sconosciuto nella produzione italiana come il fantasy che nel decennio 2010-19 ha visto solo la realizzazione de Il Racconto dei Racconti di Garrone.

La stessa storia trattata dall’autrice Tiziana Triana risulta piena di fascino andando a mostrare quel mondo medievale così pieno di misteri, mitologie, credi pagani e segnato dalla lotta tra religione e scienza che prova a immettere la razionalità nel modo di vedere le cose del reale. Questo lasso di tempo però è passato alla storia come un periodo oscuro e brutale per il sesso femminile che venivano etichettate come streghe e bruciate al rogo in nome di Dio dando inizio alla cosidetta Caccia alle streghe.  Questa storia di streghe ottiena ancor più spessore e complessità venendo inserità nel panorama italiano dell’epoca in cui è presente, come non mai, il potere della chiese e i suoi credi irrazionali.

Netflix Fandargo del resto non si limitano a osare nel portare un prodotto atipico in Italia ma decidono di fare una mossa intelligente e corretta in una storia che ha il sapore di donne; partendo da un cast fino agli ideatori e alla regia e sceneggiatura troviamo solo artiste di sesso femminile, caricando di aspettative l’opera drammaturgica che oltre a essere una serie tv si fa da portatrice dei valori femminili.

Tutto questo però basta per creare una serie di valore? 

La storia avrebbe molto da raccontare con ampi spunti di riflessione e di approfondimenti sia storici che sui personaggi ma il tutto appare essere narrato con molta fretta e in maniera approssimativa, anche per far eccessivamente spazione a un racconto d’amore che, nella sua struttura iniziale, possiede molti elementi in comune con il classico shakespeariano Romeo e Giulietta senza però possedere quella forza emozionale e tragica che l’opera teatrale possiede. La storia d’amore tra Pietro (Giorgio Belli) e Ade risulta alla fine essere il perno centrale della storia romanzata da Triana nel primo libro della saga poichè è l’elemento maggiormente sfruttato per creare la tensione interna alla storia dato che assistiamo alla famiglia di Pietro, i Beneandanti, che provano un odio puro verso quelle donne etichettate come streghe e al rapporto di confusione interiore nel giovane ragazzo che non sa se credere alla scienza o affidarsi al credo familiare irrazionale e tale tematica viene proposta in maniera piuttosto semplice il dibattito tra religione e scienza senza però discuterne realmente.

Il guaio è che il rapporto tra i personaggi, partendo proprio da i due innamorati e tra lo stesso Pietro e la sua famiglia, restano fino alla fine della prima stagione, composta da sei episodi,  sempre uguali modificandosi esclusivamente nelle scene finali della serie.

Il problema di base della produzione di Luna Nera

Luna nera intende ispirarsi alla saga di Triana ma se osserviamo attentamente notiamo che il lavoro della scrittrice è uscito in libreria solamente poco prima della serie televisiva e ciò significa che mentre veniva creata la serie e la sceneggiatura, il romanzo era ancora in fase embrionale. Una domanda plausibile: perché andare a creare una serie su una saga ancora inesistente? 

L’assenza del romanzo e il bisogno di scrivere qualcosa simile e ispirtato alla storia realizzata da Triara, che non compare come sceneggiatrice della serie Netflix, ha creato molti problemi alla storia e ai dialoghi stessi dato che, terminata la visione di Luna Nera, il prodotto appare un enorme spreco: vari punti drammaturgichi interessanti ma non sviluppati stesso discorso vale anche per tanti personaggi di cui per ora abbiamo visto solo un aspetto alquanto bidimensionale. Il tutto fa presupporre di una serie scritta rapidamente e che non ha avuto il tempo, anche a causa di sole sei puntate, per essere approfondita e che lo scriverla rapidamente senza avere il romanzo di supporto da cui trarla ha causato un abbassamento della qualità dei dialoghi e della sceneggiatura che sono le noti più dolenti e brutte dell’intera stagione.

Sarebbe stato meglio dare libero spazio agli sceneggiatori permettendogli di creare una serie priva di ogni vincolo letterario o almeno rendere partecipe nella scrittura della sceneggiatura l’autrice stessa dei romanzi. Anche il romanzo però ha subito dei grossi problemi nella scrittura dovendo essere scrivibile anche in sceneggiatura, tanto che se si legge il primo capitolo della saga questo sembra un ibrido tra un romanzo e una scrittura per la creazione filmica dato che si ha l’impressione che sia scritto a scene.

Il prodotto di Fandargo mostra prima di tutto un problema di budget che probabilmente risulta essere troppo basso per realizzare una serie fantasy di buona fattura e che è uno dei motivi che hanno portato la serie sulle streghe italiane a essere considerata un enorme delusione, rintracciabile in questi settori:

Scelte attoriali in la Luna Nera

Gli attori sono un perno centrale di un film e le scelte decidono la buona riuscita oppure no di un prodotto filmico. In Luna Nera non si è potuto usufruire di un cast famoso, pur rintracciando nella fila attori attrici professionali come Lucrezia GuidoneManuela Mardacchia e Federica Fracassi che hanno interpretato Leptis, Tebe e Janara le tre figure di spicco nel mondo delle streghe. Il resto degli attori invece è ricoperto da figure semisconosciute nel panorama cinematografico.

Gli interpreti maschili hanno svolto prove abbastanza fiacche, partendo proprio da Giorgio Belli, che ha interpretato Pietro senza riuscirgli a donare né attraverso i dialoghi né nelle espressioni una reale naturalezza e rendendo il tutto innaturale. Anche la protagonista interpretata da Antonia Fotaras, pur mostrando un buon talento nella serie Rai, Il Nome della Rosa, non riesce a entrare nella parte ma mostra sempre le sue solite due espressioni: sull’orlo di una crisi di rabbia o di leggerà felicità.

Tutto il cast mostra nella loro prova una grande amatorialità che impregna ogni singolo istante dello show e tale problema non è attribuibile solo a un budget basso ma anche a delle scelte errata durante i casting e da una regia che non è stata in grado di comunicare con i suoi attori non facendo fuoriuscire il meglio dal cast.

Location

La pochezza del budget è rintracciabile in maniera piuttosto evidente dalla scelta delle location che è minima e possiamo vedere negli episodi pochissime location, in alcune puntate ne abbiamo esclusivamente due: il villaggio e la città perduta. Questa scelta però non causa un reale problema alla storia ma è funzionale sia perché le location sono belle visivamente, ma anche perchè riescono a far comprendere bene la vicenda mostrata.

La serie Luna Nera è stata girata maggiormente a Roma negli studi di Cinecittà, ma è possibile rintracciare anche il Parco degli Acquedotti romani e il borgo fantasma di Celleno.

Narrazione

Sei episodi sono pochi per poter sviluppare una storia così complessa e ricca di avvenimenti e per mostrare tutti questi accadimenti si è scelto di rendere il più superficiale possibile l’intera vicenda e i suoi stessi personaggi che vengono stereotipati in maniera esagerata rendendoli tutti non interessanti e banali, nonostante ciò il finale della season mostra un colpo di scena di tutto rispetto che induce a sperare per il futuro, se si seguono alcune dritte: cambiare sceneggiatori e non seguire il romanzo d’origine, ma allo stesso tempo si deve continuare a lavorare come si è fatto fin’ora nella scelta delle location, nei costumi, che donano una buona estetica visiva di genere, e anche gli effetti speciali, pur artigianali sono di buona fattura, la seconda stagione può riuscire a tirare qualcosa di dignitoso da il macello della prima stagione.

Siamo in Italia, ma non sembra

Per quanto riguarda la narrazione dobbiamo asserire che il contesto italiano non è minimamente sviluppato rendendo l’ambientazione insignificante al fine del racconto. Tale scelta è denotabile dal non sapere in che zona d’Italia ci troviamo dato che nella serie il paese di Serra non è minimamente spiegato nella sua geografia e nemmeno dal modo di parlare dei personaggi. Se leggiamo il libro sappiamo che si troviamo a Roma; essendo vicini alla città eterna sarebbe interessante metterla pian piano al centro della storia mostrando tutto quel mondo medievale come l’inquisizione e la caccia delle streghe e i tribunali speciali che non sono minimamente stati analizzati, ma che essendo in Italia sarebbe scontato che venissero inseriti, sennò perchè ambientare il tutto nel nostro paese, per di più vicini alla capitale italiana?

Luna Nera è una serie che non dimostra avere un reale legame con il territorio in cui è ambientata la storia e tale elemento si denota anche nella musica della sigla, in lingua inglese, che stona notevolemente ( come tutte le melodie inserite) con il contesto visivo dell’opera.

Personaggi in La Luna Nera

Se passiamo ad analizzare i personaggi troviamo alcuni problemi: storyline non sviluppata o leggermente accennata, passaggi frettolosi in cui si costruisce un legame tra due carratteri in maniera inverosimili, ad esempio come fa a nascere l’amore tra Ade e Pietro? I due ci vedono per un breve frammento e come mai lui sceglie proprio la fontana come punto di incontro quando questa è proprio accanto a dove abita lei, quando lui non sa dove lei stia? 

Ulteriore problema nel personaggio di Ade: in lei possiamo rintracciare una struttura del carattere attraverso il Viaggio dell’Eroe ma in lei, dopo un breve conflitto interiore, accetta la sua natura ma allo stesso tempo non fa mai un allenamento per allenare i suoi poteri, come fa ad apprendere il suo potenziale se nessuno gli insegna?

Altro grande intoppo è la mancanza di cura verso i Benandanti di cui non sappiamo niente partendo dal loro ruolo ricoporto in quel paese. In essi poi troviamo un grave problema di congruenza: tale famiglia odia le streghe e alla fine si va ad unire a Oreggi che mostra ai Benandanti tutto il suo potere stregonesco. Dunque i Benandanti sono contro le streghe ma possono utilizzare le armi di uno stregone mascherato da prete?  Con questa scena si è sicuramente voluto parlare di femminismo e del ruolo inferiore della donna in una società patrialcare ma mostrarlo in questo modo non ha minimamente senso.

Note positive

  • Costumi
  • Ambientazioni
  • Effetti speciali

Note negative

  • Musica
  • Regia
  • Attori
  • Sceneggiatura ( veramente scritta male che dona amatorialità a tutta la serie)