Lovekvinnen – La Donna Leone

 

Dottore: “Non ho mai visto nulla di simile fino ad ora”.

Mrs. Birgerson : “Immagino, ma a volte nascono così”. (cit. La donna Leone)

 

Uscito nelle sale cinematografiche nel 2016, La Donna leone” racconta la storia di Eva, nata in una fredda notte del 1912, nella quale sua madre Ruth muore, dopo averla data alla luce. Eva è una bambina diversa, ha una malattia rara che le ricopre il corpo di peli.

Løvekvinnen - la donna leone l'occhio del cineasta1

Suo padre, il capostazione Gustav, ha così tanta vergogna di lei che non riesce neanche a prenderla in braccio e che affida prima alla signora Birgerson (troppo anziana per occuparsene) e poi ad Hannah, la giovane balia che andrà a vivere con loro e che dovrà tenere la bambina nascosta, senza farla vedere a nessuno.

Nel 1919, Eva ha 7 anni e vive reclusa in casa. Non ha amici e studia da sola. Suo padre ha imparato a volerle bene, ma continua a tenerla lontana da tutti, per evitare che venga presa in giro e soffra. Quando ha 15 anni, nel 1927, Eva sogna di studiare matematica, e per farlo farà un’importante scelta che la porterà lontana da suo padre e dalla sua casa per moltissimo tempo.

La regista norvegese, Vibeke Idsøe, racconta la storia di Eva suddividendola in tre momenti importanti: infanzia, adolescenza e giovinezza.

Dagli sguardi e dai sorrisi di Eva bambina, traspare tutta la sua sofferenza, la difficoltà di vivere, la rabbia di non essere “normale”, ma anche il coraggio di accettare la sua diversità.

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“Quando mi guardo allo specchio,

vedo qualcosa che non ha simili, lo so bene.

Le altre persone hanno un viso. Io no” (cit. La donna Leone)

 

Eva adolescente affronta tutti gli ostacoli che le si presentano con una grande forza e li supera con la tenacia e la determinazione di chi sa cosa vuole. Eva donna è ormai pienamente sicura di se stessa, è forte e ha messo da parte le sue debolezze e fragilità per vivere la vita come ha sempre sognato di viverla.

Tratto dal romanzo di Erik Fosnes Hansen, la versione cinematografica di “Lovekvinnen – La donna leone” si discosta un po’ dal bestseller, in cui viene data maggiore importanza alla personalità complessa e geniale di Eva e non al rapporto padre/figlia come accade nel film. Per questo, molti critici considerano la pellicola deludente rispetto al romanzo e troppo convenzionale e prevedibile, addirittura fin troppo hollywoodiana.

Lo scrittore invece dice di essersi emozionato così tanto da piangere alla fine del film.

Venduto a 40 paesi, La donna leone è uno dei film più costosi della Norvegia degli ultimi anni, con un budget di 80 milioni di NOK, per gran parte finanziato dalla Germania, dove sono registrate quasi tutte le scene.

È un film drammatico, adatto a tutti e che, se non piace, difficilmente verrà dimenticato.

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CURIOSITÀ

Le tre attrici che interpretano Eva, nei tre momenti della sua crescita, indossano una maschera e un costume ricoperto di peli progettati dall’artista britannico Conor O’Sullivan, che in passato aveva creato anche la maschera di Joker nel film “Il Cavaliere oscuro”.

La stazione ferroviaria dove si svolge la maggior parte del film, è stata interamente ricostruita nella periferia di Essen, la città tedesca dove nel 2013 si è tenuta la seconda edizione europea della convention di Star Wars.

LATI POSITIVI

  • La figura della balia Hanna, che si prende cura di Eva come se fosse sua figlia, amandola e proteggendola in ogni momento; che lotta con ostinazione perché la bambina possa avere una vita normale.
  • La trama è scorrevole e fluida, appassiona e commuove lo spettatore.
  • Pur durando 126 minuti, non annoia.

LATI NEGATIVI

  • La superficialità con cui si affronta il problema dell’ammanco di soldi in stazione che vede coinvolto Gustav.
  • Alcune scene sono superflue e inutili, e non aggiungono nulla di più alla narrazione. Sarebbero potute essere eliminate completamente.

Luisa Pacella

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