Love Death and Robots: Creatività alla massima potenza

Love Death and Robots: Creatività alla massima potenza 1

Love Death and Robots (Stagione 1)

Anno: 2019

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Animazione / Fantascienza / Horror

Casa di produzione: Blur Studio, Netflix

Distribuzione: Netflix

Prodotto da: Tim Miller, David Fincher

Ideato da: Tim Miller, David Fincher

Stagione: 1

Puntate: 18

Trama di Love Death and Robots – Prima stagione

Love Death and Robots è una serie antologica composta da 18 cortometraggi di durata variabile (tra i 5 e i 20 minuti), realizzati in animazione 2D o 3D, che spaziano dalla fantascienza pura a virate marcate nell’oscurità dell’horror. Il tutto condito da umorismo cattivissimo, litri di sangue e sesso più o meno esplicito.

Distopie cyberpunk piene di neon alla Blade Runner, mostri controllati con poteri telepatici, robot amanti dei gatti, yogurt senzienti che amministrano la politica e licantropi impiegati dall’esercito americano per dare la caccia ai terroristi sono solo alcuni sfondi e protagonisti dei corti, che si susseguono a ritmo rapidissimo, psichedelico, liberando lo sfogo creativo dei vari registi coinvolti.

Recensione di Love Death and Robots – Prima stagione

Tutto ha avuto inizio negli anni Ottanta con Heavy Metal, un cult dell’animazione per adulti che raccoglieva in un unico film antologico numerosi episodi, autonomi gli uni dagli altri e, soprattutto, autoconclusivi, intercorsi dal fil rouge della musica metal e di alcune tematiche ricorrenti. Negli anni successivi, la formula è stata imitata numerose volte, spesso e volentieri con esiti altalenanti, e il prodotto originale Netflix Love Death and Robots è solo tra gli ultimi arrivati.

Questa imponente serie tv antologica è il risultato dello sforzo congiunto dei due registi Tim Miller (conosciuto per Deadpool) e David Fincher (Se7en), che grazie al genio degli artisti della Blur Studios, casa di produzione consacrata all’animazione e agli effetti speciali, hanno potuto dar vita a un’opera folle, che forse non dice nulla di nuovo ma che è un gran piacere ascoltare.

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Una scena dall’episodio “Buona caccia”

Analisi di Love Death and Robots – Prima stagione

L’immane passione dei realizzatori per questo progetto traspare da ogni singolo fotogramma, traducendosi in un immaginario compatto e coerente, che stimola l’immaginazione e il nervo ottico. La variazione di stili d’animazione e di generi tra un corto e l’altro è sempre netta, annulla sensazioni di stanca o noia, ma non diviene mai dispersiva proprio per merito della supervisione artistica di Miller e Fincher. Il fil rouge di Love Death & Robots è la visionarietà folle dell’artista, la volontà di stupire lo spettatore ad ogni costo, senza troppi discorsi alti, in un crescendo di spettacolarità, comicità in stile Monty Python e colpi di scena.

Da applausi la colonna sonora, una raccolta di pezzi specialmente electro e rock che mantengono in circolo l’adrenalina e si amalgamano perfettamente alla psichedelia generale.

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Dall’episodio “Il vantaggio di Sonnie”

Tolti un paio di episodi fini a loro stessi, tranquillamente trascurabili, il resto dei corti si attesta a un livello formidabile, in perfetto equilibrio tra audace sperimentazione tecnica (2D in stile Miyazaki, tecniche digitali ibride memori di Spider-Man: Un nuovo universo), venature di critica sociale e intrattenimento spassionato. Love Death and Robots è un bombardamento a tappeto di tematiche stimolanti quali il rapporto uomo-macchina, il paradosso temporale, il conflitto tra morale e innata crudeltà che non giungono a conclusioni nuove ma danno spessore all’avvenirismo artistico dell’insieme.

Le emozioni forti sono sempre garantite, tra stoccate velenose alla bruttura dell’essere umano, azione e suspense. Il tasso di violenza e fornicazione, soprattutto perché stiamo parlando di un’opera animata, è talmente elevato da essere disturbante, e fa riflettere sulla condizione di una civiltà dedita all’arrivismo, alla prevaricazione (di genere e di classe) e all’anarchia del potere, perché basta poco per distruggere ciò che ci è più caro, e per fare del progresso scientifico lo strumento della nostra autodistruzione.

Si esce frastornati, turbati e divertiti dalla visione di Love Death and Robots, un roboante vortice emotivo e sensoriale, non consigliato ai deboli di cuore (e stomaco), da cui ci si lascia avvolgere, consci di aver assistito a uno slancio di creatività alla sua massima potenza.

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Dall’episodio “Zima Blu”

NOTE POSITIVE

  • Il lavoro tecnico.
  • La narrativa vivace, piena di colpi di scena, ironia e dramma ben calibrati.
  • La colonna sonora.

NOTE NEGATIVE

  • Alcuni episodi al di sotto degli elevatissimi standard.

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