Lock & Stock – Pazzi scatenati

Lock & Stock – Pazzi scatenati (1998) e lo stile di Guy Ritchie

Lock & Stock - Pazzi scatenati (1998) e lo stile di Guy Ritchie 1

Lock & Stock – Pazzi scatenati

Titolo originale: Lock, Stock and two Smoking Barrels

Anno: 1998

Paese: Regno Unito

Genere: Azione, Commedia, Crime

Produzione: HandMade Films, SKA Films, The Steve Tisch Company, Summit Entertainment, Polygram Filmed Entertainment

Prodotto da: Matthew Vaughn

Distribuzione: Cecchi Gori Group

Durata: 107’

Regia: Guy Ritchie

Sceneggiatura: Guy Ritchie

Fotografia: Tim Maurice-Jones

Montaggio: Niven Howie

Musiche: David A. Hughes, John Murphy

Attori: Jason Flemyng, Dexter Fletcher, Nick Moran, Jason Statham, Steven Mackintosh, Vinnie Jones, Sting, Lenny Mclean, P. H. Moriarty, Vas Blackwood

Trailer del film “Lock, Stock and two Smoking Barrels”

Trama di Lock & Stock – Pazzi scatenati

Quattro amici, Eddie, Tom, Soap e Bacon, decidono di mettere insieme i loro risparmi per un totale di 100.000 sterline. Questa somma consentirà a Eddie di accedere al tavolo da poker di Harry “l’accetta”, il boss della malavita locale. 

La partita inizia bene ma Harry ha in mente di truffare i ragazzi con l’aiuto del suo braccio destro Barry e di una telecamera nascosta. Eddie e i suoi amici finiranno per indebitarsi con Harry di 500.000 sterline, da consegnare al boss entro una settimana, pena la spiacevole visita di Barry e di Big Chris, l’esattore del boss (Vinnie Jones).

Eddie deve velocemente trovare un modo per evitare che il padre (Sting) sia costretto a vendere il proprio pub per sanare il debito. A pochi giorni dalla consegna sente, casualmente, una strana conversazione dei suoi vicini di casa che stanno organizzando una rapina ed escogita un piano. 

Non avendo altre soluzioni i 4 ragazzi mettono a punto il piano, che però si rivelerà più complicato del previsto: a loro insaputa saranno coinvolte in questa faccenda altre figure criminali dell’East End londinese che si scontreranno tra loro. 

Il colpo va a buon fine e i ragazzi festeggiano, ma la mattina dopo si ritroveranno nuovamente a mani vuote: qualcuno si è preso sia la droga sia i soldi che avrebbero dovuto dare a Harry “l’accetta”. 

Una serie di vicissitudini e di incomprensioni però cambia ulteriormente le carte in tavola: improvvisamente tutti i loro nemici sono fuori dai giochi e così anche il loro debito. E chissà che da tutta questa surreale situazione non ci abbiano anche guadagnato qualche cosa..

Recensione di Lock & Stock – Pazzi scatenati

Lock, Stock and Two Smoking Barrels” rappresenta il debutto alla regia di Guy Ritchie, il quale ci mostra fin da subito quali saranno i suoi marchi di fabbrica, in particolar modo: l’uso alternato di slow motion e di accelerazioni improvvise, passando all’utilizzo del fermo immagine accompagnato da una voice over, talvolta esterna talvolta interna alla diegesi, che ci presenta personaggi e/o particolari situazioni oppure che ci permette di conoscere i pensieri dei personaggi stessi. Il tutto possiede quella sottile punta d’ironia sempre ben presente nei suoi film, che li rende più piacevoli anche a coloro che non sono dei veri e propri amanti del genere. Nella sua prima pellicola troviamo già un ritmo e una narrazione estremamente dinamica con tutta una serie di stravolgimenti che mantengono alta l’attenzione e costringono lo spettatore a mettere costantemente in discussione le conclusioni alle quali è arrivato. Niente è mai come sembra con Ritchie.

All’interno di Lock & Stock – Pazzi scatenati troviamo delle musiche sempre puntuali e in linea con gli eventi. Musiche che lo stesso Ritchie ha riferito fosse solito ascoltare nei pub quando ancora andavano di moda i jukebox. Personalmente non riesco a immaginare un accompagnamento musicale migliore per Lock, Stock.  Infine, ma certo non per importanza, la costruzione dei personaggi: un vero e proprio punto di forza di Ritchie in ogni suo film, e in particolar modo in Lock & Stock – Pazzi scatenati dove ogni personaggio è sempre completo, ben definito e distinguibile, possedendo una sua tridimensionalità che lo rende empatico con il pubblico. Questa lungometraggio presente un cast molto ampio attorialmente e questo comparto interpretativo viene gestito in maniera estremamente armoniosa, qui ogni personaggi – come avviene anche con ogni altro oggetto mostrato – risulta ben funzionale alla narrazione. Niente e nessuno è li per caso.

Insomma, Ritchie ha il merito di essere riuscito a creare uno stile senza dubbio inconfondibile e di aver “rivoluzionato”, o meglio personalizzato, un genere ormai collaudato e che molto spesso, purtroppo, ci propone le solite storie viste e riviste più volte. Guardando un suo film si avverta una dimensione “intima”, si ha la percezione di un modo di fare cinema artigianale, autentico nonostante Ritchie sia indubbiamente esponente di un cinema estremamente moderno. Lo spettatore nel vedere Lock & Stock – Pazzi scatenati si sente catapultato all’interno del film e parte di esso.

Note positive:

  • Ritmo incalzante
  • Forza dei personaggi
  • Personalizzazione di un genere collaudato

Note negative:

  • Nessuno di rilevante

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