L’elemosina: un mancato Black Mirror italiano

L'elemosina: un mancato Black Mirror italiano 1

L’elemosina

Titolo originale: L’elemosina

Anno: 2020

Genere: Sci-Fi

Paese: Italia

Produzione: Passo Uno

Durata: 16 min

Regia: Gianni De Blasi

Sceneggiatura: Francesco Niccolai, Gianni De Blasi

Fotografia: Giorgio Giannoccaro

Montaggio: Mattia Soranzo

Musiche: Gabriele Panico

Attori: Iaia Forte, Demetra Bellina, Werner Alexander Waas

Trailer di L’elemosina

Recensione di L’elemosina

Il film è ambientato in un futuro prossimo in cui riscuote grande successo un nuovo format televisivo, chiamato “L’Elemosina”, “che vede tre mendicanti contendersi la compassione dei telespettatori, raccogliendo donazioni in diretta” (dalla descrizione ufficiale). Il soggetto è molto interessante e non può non ricordare la distopia disturbante di Black Mirror, serie i cui caratteri sono evidentemente ripresi in diversi momenti del film. Il riferimento più adeguato è sicuramente l’episodio Quindici milioni di celebrità, del 2011, rispetto al quale il corto di De Blasi presenta comunque delle sostanziali differenze: le donazioni in diretta ricordano il funzionamento di Twitch, che nel 2011 non era ancora così popolare, e soprattutto emergono delle particolarità legate al diverso panorama italiano. L’ossessione per l’apparizione televisiva può ricordare Reality di Garrone (2012), ma è soprattutto interessante un collegamento tra il format “L’Elemosina” e la cosiddetta “TV del dolore”, la cui massima rappresentante è Barbara D’Urso.

Per quanto riguarda le figure tragicamente grottesche dei mendicanti che cercano di vincere la gara, si sarebbero potuti trovare punti di riferimento interessanti in certi capisaldi della commedia all’italiana, soprattutto ne I mostri di Dino Risi (1963) e ancora di più ne I nuovi mostri (Risi, 1973), ma purtroppo questa possibilità non è stata sfruttata dal regista. In generale il film, nonostante la bellissima idea di partenza, non riesce a essere un Black Mirror italiano ma somiglia piuttosto a un’imitazione di Black Mirror in cui la marca italiana, a parte l’accostamento con la TV del dolore (che poteva comunque essere meglio evidenziato), emerge in senso negativo: a parte alcune idee interessanti per quanto riguarda il formato la regia non colpisce, la recitazione non fa che sottolineare la superiorità degli interpreti della serie britannica e il tentativo di inserire una trama di stampo sentimentale, accompagnata da un evitabile voice over, distoglie l’attenzione dall’idea del format televisivo, che se meglio sviluppata avrebbe potuto dare vita a un’opera decisamente più incisiva e interessante.

Lati positivi

  • Idea del format televisivo molto intelligente e interessante

Lati negativi

  • Recitazione
  • Effetti digitali mal realizzati
  • Sceneggiatura che “spreca” l’idea di base

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