Stacey Tendeter in Le due inglesi

Le due inglesi: la poesia d’amore di Truffaut

Recensione del film sentimentale francese Le due inglesi ( Les deux anglaises et le continent) di François Truffaut realizzato nel 1971
Le due inglesi locandina film

Le due inglesi

Titolo originale: Les deux anglaises et le continent

Anno: 1971

Paese: Francia

Distribuzione: L’unità video

Durata: 132 min

Regia:François Truffaut

Sceneggiatura:François Truffaut, Henri-Pierre Roché, Jean Gruault

Montaggio: Martine Barraqué, Yann Dedet

Fotografia:Néstor Almendros

Musiche: Georges Delerue

Attori: Jean-Pierre Léaud, Kika Markham, Stacey Tendeter, Sylvia Marriott, Philippe Leotard

Trailer di Le due inglesi

Recensione di Le due inglesi

Jules et Jim era firmato da lontano, nello spazio e nel tempo, e gli shock dolorosi erano ammortizzati. Per Les deux anglaises et le continent ho voluto che si provassero le stesse emozioni dei personaggi, e se possibile, che le si sentissero fisicamente. Non mi vergogno di dire che mi auguro si pianga nel vedere questo film, se non altro perché gli attori hanno pianto veramente recitando.

Intervista de Le Monde a Truffaut

François Truffaut, cineasta francese della Nouvelle Vague, non ha mai rinnegato un amore verso la letteratura dello scrittore Henri-Pierre Roché, che ha pubblicato durante la sua vita solamente cinque romanzi di cui ben due sono stati trasformati dal regista in lungometraggi, i libri in questione sono: Jules e Jim (1953) e Le due inglesi e il continente (1956). Il regista dei 400 colpi realizzo, nove anni dopo, l’adattamento cinematografico di Jules et Jim (1963) in cui avrebbe dovuto collaborare alla sceneggiatura lo stesso Roché, deceduto però nel ’59 prima che Truffaut iniziasse a scrivere il copione drammaturgico. La trasposizione cinematografica di Les deux anglaises et le continent fu presa con ponderazione dal cineasta per la struttura del libro che risultava essere un romanzo epistolare, basato sull’intimità e sull’introspezione e dunque di difficile adattamento filmico. La lavorazione inizio nel 1969 ma solamente nel 1971 venne realizzata la sceneggiatura definitiva.

E poi l’adattamento delle Anglaises sembrava ancor più improbabile, perché stavolta si trattava di tre personaggi che si riuniscono raramente e che comunicano con lettere e diari intimi

Intervista de Le Monde a Truffaut

Le due inglesi vedono come protagonista l’alter ego di François Truffaut, Jean-Pierre Léaud che per la prima volta, sotto la direzione del cineasta francese, non veste i panni Antoine Doinel. Per le coprotagoniste vennero scelte due attrici semi sconosciute Kika Markham e Stacey Tendeter, nei ruoli delle sorelle Brown. Entrambe non hanno avuto una carriera importante come attrici nonostante le loro ottime prove attoriali, perfino superiori a quelle del protagonista stesso. Entrambe le giovani, su scelta registica, non sono francesi ma gallese.

Trama de Le due inglesi

Parigi del 1899. Il giovane Claude Roc cade da un’altalena rompendosi la gamba. Durante la sua convalescenza giunge dall’Inghilterra, Ann, un’aspirante scultrice figlia di una vecchia amica della madre, che si trova in Francia per perfezionare il suo stile artistico. Fin dal primo incontro i due mostrano un immediata simpatia divenendo ben presto degli stretti amici tanto che la giovane invita Claude a casa sua in Galles, in cui potrà migliorare il suo inglese e conoscere la sorella di lei, Muriel ( interpretata da Stacey Tendeter)

Muriel, affetta da una malattia agli occhi, risulta da subito una figura d’interesse agli occhi di Claude che in lei ritrova una figura alquanto elegante, piena di fascino e d’intelligenza, tanto da sentirsi in soggezione con lei, soprattutto per la natura puritana e altamente credente della giovane. L’invito di Ann non è senza secondi fini ma, senza apparente motivo, ha un obiettivo da concretizzare: far si che il francese venga attratto a tal punto da Muriel da innamorarsene e che questa si innamori a sua volta di lui. Ann ( Kika Markham) si insinua lentamente nei due muovendoli come pedine di un piano a lei perfetto e incantevole attraverso una partita a Tennis o lunghe camminate nella costa gallese, o addentrandosi in riflessioni filosofiche o religiose.

Tra i due si sviluppa un amore tormentato, tra i dubbi e le paure della giovane dai capelli rossi Muriel, ma quando entrambi sono convinti e decisi a sposarsi ecco che intervengono le famiglie che li obbligano ad allontanarsi e a non vedersi e sentirsi per un intero anno e solo se il loro amore sarà forte si procederà per lo sposalizio.

Claude Roc a Parigi diviene un critico d’arte e attraverso quel mondo della pittura fa conoscenza di molte donne affascinanti che lo condurranno a dimenticarsi, dopo appena sei mesi, la sua Muriel oltre a comprendere di non essere fatto per una singola femmina e dunque per il matrimonio. La giovane ricevuta la lettera cade in una profonda e tormentata agonia d’amore, da cui fatica a riprendersi. Le loro vite, quella di Ann, Claude e Muriel, però sono destinate a incrociarsi di nuovo e forse quel sentimento di fratellanza e d’amore potrebbe rinascere.

Tra Julies et Jim e Le due inglesi

Les deux anglaises et le continent risulta essere l’esatto contrapposto di Julies et Jim mostrando la medesima tipologia di racconto ma invertendone le situazioni. Nella pellicola del 1963 rintracciamo le vicende di due grandi amici, quasi dei fratelli, che si innamorano della solita donna che ha sua volta ama entrambi creando un rapporto difficile e complesso tra i tre protagonisti; il solito triangolo amoroso viene riproposto ne Le Due Inglesi ma in termini invertiti in cui due sorelle si vanno a innamorare, seppur in maniera diversa, del solito ragazzo, interpretato da Jean-Pierre Léaud, che sente una forte attrazione prima per Ann, poi per Muriel e infine per tutte e due. Le differenze tra i due romanzi e poi tra i due film sono rintracciabili nelle loro modalità emozionali del racconto perché seppur entrambe le pellicole hanno quel sapore di tormento Julies et Jim risulta essere un formidabile inno alla vita e infine alla morte mentre Le Due Inglesi è una storia stracolma di dolore, di quel dolore causato dall’amore più puro, di quel sentimento che solo i giovani riescono a provare durante le loro primissime esperienze sentimentali. Proprio in questo punto sta la vera differenza tra le due narrazioni: se la prima ha come protagonisti individui già formati caratterialmente in Les deux anglaises et le continent siamo con dei giovani di vent’anni e dunque, come lo stesso cineasta asserisce, la storia risulta più dolorosa e acuta.

Se Julies et Jim ottene un ampio consenso dalla critica la pellicola del 1971 venne ampiamente criticata dagli addetti stampa per la sua eccessiva lunghezza e lentezza narrativa. Tali critiche turbarono parecchio François Truffaut che aveva messo all’interno della narrazione molti riferimento biografici e appartenenti alla sua vita personale amorosa che era stato in grado di mostrare attraverso la storia delle due sorelle e di quell’amore, che lui stesso aveva realmente vissuto avendo un rapporto sentimentale di questo tipo con Catherine Deneuve, da cui si era appena separato, e la sorella di questa Françoise Dorléac che era morta nel 1967. Le vicende di quest’ultima persona sono riprese attraverso le vicende di Ann, che a differenza del romanzo, andrà a morire per una malattia ai polmoni in giovane età.

Le critiche, nonostante Truffaut ritenne Le Due inglesi come il suo film più riuscito, e l’assenza di pubblico al cinema lo condussero a effettuare un ampio taglio della pellicola che passò da 132 minuti a una versione ridotta a 108, ma nonostante ciò il lungometraggio non ottenne successo e la stessa montatrice asserì che il film fosse stato amputato andando a perdere nella nuova versione la sua natura più intensa. Solo nel 1984, il regista, ormai malato di cancro, decise di rimontare Le Due inglesi come in origine.

Analisi de Le due inglesi

I titoli di apertura si aprono sull’immagine del libro Les deux anglaises et le continent situato in libreria e poi mostrato internamente nelle pagine in francese, in alcune di queste sono visibili degli appunti scritti dal regista stesso per la realizzazione del film andando a creare un incipit dal sapore di metacinema. La musica sottostante mostra fin dal principio il clima narrativo dell’opera attraverso una sonorità cupa che richiama il senso si suspense misto a una forte malinconia. Prima ancora che l’incipit terminasse giunge la voce narrante, onnipresente in tutto film, interpretata dallo stesso Truffaut che dovrebbe incarnare la riflessione del protagonista, colui che ha realizzato questo romanzo. In questo senso la storia è un lungo flashback delle vicende amorose di Claude Roc e del suo rapporto con le due sorelle gallesi.

Stanotte ho rivissuto la nostra storia, un giorno né faro un libro. Muriel pensava che il racconto delle nostre traversie avrebbe potuto servire a qualcuno

Incipt – Voce narrante de Le Due inglesi

La prima scena visiva ha immediatamente un sapore di crudeltà della vita e di dolore in cui troviamo il protagonista cadere da una semplice altalena e andarsi a rompere una gamba. La storia dopo questa premessa inizia subito in maniera ritmica e frenetica andando a presentarsi fin dalla scena successiva la prima coprotagonista Ann che si presenta a casa di Claude facendone la conoscenza. La ripresa si mostra fin da subito incentrata sulla ragazza spingendo lo spettatore nel trovare un grande fascino nel personaggio che riesce a entrare nei nostri cuori come in quelli dello stesso protagonista che rimane folgorato dalla bellezza della giovane donna inglese. La narrazione però ci mette poco nello spostarsi sulla seconda coprotagonista Muriel che fa la sua comparsa già nella terza scena divenendo fin da subito un personaggio misterioso e pieno di fascino. La scena in cui vediamo per la prima volta Stacey Tendeter è un gioiello di regia, fotografia e costume con una leggera venatura ironica che amplifica quel senso di grande romanticismo passionale.

Attraverso una voce narrante onnipresente che porta avanti la storia, facendoci comprendere bene i sentimenti che stanno nascendo nei personaggi e che rende il tutto di facile comprensione visiva e narrativa, lo spettatore viene immesso in un mondo di poesia, intimismo, riflessione dove non è la mera azione che conta ma gli sguardi intensi e i corpi degli attori pur utilizzando un ampio numero di dialoghi che però servono solo a creare e a mostrare semplici discorsi filosofici di vita e che aggiungono poco alla vicenda. Le due inglesi sfrutta la fotografia incantevole da paesaggista di Nestor Almendros in grado di giocare con i chiari oscuri all’interno delle abitazioni che rende ogni inquadratura un piccolo quadro pieno di giochi di luci benché non venga ricercata un’ampia profondità di campo anche per gli spazi interni piuttosto ristretti. Notevole risulta anche la precisa ed elegante ricostruzione storica del décor e dei costumi il tutto accompagnato da una colonna sonora realizzata Georges Delerue, perfettamente in sintonia con la vicenda.

Il regista va a realizzare un film realistico e crudo lasciando poco spazio all’immaginazione e alla felicità, andando a creare anche delle scene piuttosto forti per l’epoca mostrando corpi nudi di donne oppure una scena alquanto ben ripresa della deflorazione sessuale di Muriel in cui la macchina da presa dopo essersi soffermata sui suoi gridi di passione mostra il rosso sangue disperso sul letto e simbolo dell’atto violento terminato e della perdita stessa di purificazione.

Le due inglesi ha il pregio di andare, attraverso un grande cast di attrici femminili anche grazie a una delle migliori sceneggiature del regista francese, di parlare in maniera autentica d’amore ma anche del senso di tempo, del riconoscersi allo specchio comprendendo chi siamo divenuti, riscoprendosi, come avviene nel finale, ormai vecchi, segno di una vita che ha imposto in noi delle trasformazioni fisiologiche ma che allo stesso tempo i nostri sentimenti rimangono sempre uguali a loro stessi. Un film forte, drammatico e che ha la capacità di trattare d’amore come pochi film sanno fare, unendo poesia e tormento.

Note positive

  • Attori
  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Costumi
  • Montaggio
  • Fotografia

Note negative

  • A tratti la voce narrante è troppo presente

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